mercoledì 29 luglio 2009

Dei modi più eleganti di scendere dai tacchi. Pina Bausch, la grazia in punta di piedi



Pina Bausch, coreografa tedesca madre del teatro danza - una forma di danza fortemente evocativa, caratterizzata dalla fusione di teatro e arti figurative - è uscita di scena, in punta di piedi, circa un mese fa. Affetta da una grave malattia, a sessantanove anni ha salutato il suo numeroso pubblico alla vigilia di un grande ritorno nell'amatissima Italia, dove era direttore onorario dell'Accademia Nazionale di Danza di Roma: il debutto del suo ultimo spettacolo al Festival di Spoleto, "Bamboo Blues".

Un ricordo ed un omaggio in questo ultimo mercoledì di luglio per Dei modi più eleganti di scendere dai tacchi a questa grande donna dal corpo lieve come l'aria e la passione per le persone salda come l' acciaio.



Uno sguardo nitido, azzurro. Lo sguardo di chi ha sentito, ha compreso.

Il ritratto di Francesca Pedroni sul settimanale Left ce la ricorda così: "(...) con la sua eleganza discreta, il suo amore per l'interiorità delle persone, la sua sorprendente capacità di parlarci con il Wuppertal Tanztheater, è una parte della vita di molti noi. Dagli anni Settanta a oggi i suoi pezzi hanno raccontato al mondo l'uomo con uno sguardo fresco e profondo, ironico e pungente, con emozione e capacità di farci capire le difficoltà delle relazioni e la magia degli incontri, la bellezza delle diverse età, quello che muove le persone".




Chi rammenta il film di Federico Fellini "E la nave va", "approdo di personaggi e situazioni tra melodramma e amarezza tragicomica", non può averla dimenticata nel ruolo della contessa cieca...la musica la fa vedere come un arcobaleno di colori...


"Anche le voci sono colori...".
E' l'espressionismo che accompagnerà l'arte della coreografa sin dall'inizio della sua luminosa carriera, con un'originalità che è riuscita a innovare anche molte forme artistiche alla danza vicine. Per Pina Bausch la danza è espressione di un'intimità che s'apre sugli altri, è storia di persone, di solitudini che si incontrano, poi si lasciano, di nuovo si uniscono. E' la magia della vita.



E su tutto la sobrietà del gesto - il minimalismo dell'azione, essenziale, carica d'intenzionalità e di potenza drammatica - di questa eccezionale compositrice di danze.



L'ormai leggendaria sottoveste bianca in cui è avvolto il corpo emaciato, quasi scheletrico, della danzatrice in Cafè Muller, uno dei suoi capolavori, con la musica commovente di Henry Purcell, per "Dido and Æneas", a fare da co-protagonista, non ce la scorderemo tanto facilmente. Immagine di straordinaria efficacia di un'ossessione tutta umana, il tema universale dell'incontro, della tensione continua a sfiorarsi per poi allontanarsi, della difficoltà di comprensione tra uomo e donna...Il corpo sembra avvolgersi su stesso, e poi scomporsi, tra le sedie ed i tavoli vuoti ammucchiati nel caffé, tra i silenzi, le assenze, le paure.

Ma senza mai perdere la grazia. In memoriam.

lunedì 27 luglio 2009

Emergenza Bolivia. La fame non aspetta


Da circa un anno a Villa Petriolo è arrivata una bellissima bambina...Ximena. Adottata da Giacomo e Carla, nostri inquilini da oltre venti anni, ci regala la dolcezza della sua terra, la Bolivia, e ci ricorda la necessità di aiutare questi bambini nati in zone meno fortunate del pianeta.

In Bolivia circa i 2/3 della popolazione vive in condizioni di povertà tali da obbligare molti genitori ad abbandonare i propri figli per emigrare verso paesi più sviluppati in cerca di lavoro. Queste ondate migratorie mettono i bambini a rischio di denutrizione, diserzione scolastica e delinquenza. Si pensi che in Bolivia muoiono 33 bambini al giorno per denutrizione (secondo l'ONU la denutrizione cronica nelle aree rurali supera il 50%).

EMERGENZA BOLIVIA: La fame non aspetta. Impegnamoci già oggi.


Per ulteriori informazioni:
FONDAZIONE PATRIZIA NIDOLI ONLUS
Via Morazzone 5 – 21100 VARESE
Tel 0332831744 - Fax 0332833820
www.fondazionenidoli.org E-MAIL: varese@fondazionenidoli.org




Ximena e Lavinia con le "maschere del vino"

sabato 25 luglio 2009

Great Sicily tour...


Tramonto a San Vito lo Capo


Nei mesi scorsi un prestigioso gruppo di appassionati di vino, produttori, importatori, giornalisti, guidato dal giornalista Rocco Lettieri e proveniente dall’Austria, la Germania e la Svizzera, ha visitato la Sicilia alla scoperta delle produzioni più interessanti.





Tra le aziende visitate sull’Etna, anche la nostra Tenuta di Fessina…





giovedì 23 luglio 2009

Meno è meglio: il diradamento dei grappoli a Villa Petriolo




In questi giorni di metà luglio, dopo avere completato le operazioni colturali necessarie per la gestione della chioma, l’attività a Villa Petriolo degli instancabili Alessandro e Vincenzo, coordinati dal prezioso aiuto dell'agronomo Roberto Abate, si concentra principalmente sulla preparazione dei grappoli che verranno raccolti quando raggiungeranno una maturazione ottimale. Affinché il processo di maturazione avvenga correttamente, senza intoppi e con uno stato sanitario perfetto, è fondamentale che per ogni pianta sia garantito un perfetto equilibrio tra la vegetazione (chioma) e la quantità di uva prodotta.

- un “carico” eccessivo potrebbe determinare una scarsa concentrazione di zuccheri, polifenoli e di altre sostanze fondamentali per la produzione di vini di alta qualità.

- un “carico” troppo basso invece potrebbe indurre le piante ad una maturazione troppo precoce delle uve esponendo le bacche già quasi pronte alla raccolta al clima infuocato di fine agosto. In questo caso le alte temperature potrebbero provocare all’interno degli acini una degradazione del quadro acido compromettendo gravemente la qualità dell’uva e favorendo la formazione di composti indesiderati dannosi al vino.



Per evitare questi problemi è quindi necessario, all’inizio del processo di maturazione e cioè all’invaiatura (quando gli acini hanno un ultimo sussulto nella crescita e cominciano a diventare gommosi e nel caso delle uve rosse a prendere colore), aiutare la pianta a raggiungere l’equilibrio vegeto-produttivo ideale.

Questa operazione deve però essere intesa come una rifinitura di tutto il lavoro fatto in precedenza, a partire dalla potatura invernale. La coltivazione agronomica dei vigneti deve avere come obiettivo principale il raggiungimento di un perfetto equilibrio vegeto-produttivo da ottimizzare, nel momento opportuno, attraverso un diradamento dei grappoli. L’ operazione deve essere modulata su misura sia in relazione agli obiettivi da raggiungere che in relazione alle caratteristiche delle piante su cui si lavora.



Un grande grazie ai collaboratori di Villa Petriolo per il lavoro eccellente.

mercoledì 22 luglio 2009

Dei modi più eleganti di scendere dai tacchi. Persefone, le stagioni dell'anima



Un mito affascinante per questo mercoledì Dei modi più eleganti di scendere dai tacchi: Persefone ed il suo ratto.


Gian Lorenzo Bernini, "Ratto di Proserpina", 1621/22


La bellezza di questa dea, figlia di Demetra signora delle messi mature e di Zeus, suscita il desiderio di Ade, re dell’Oltretomba, che la sorprende mentre raccoglie narcisi in una rigogliosa piana della Sicilia, presso Enna. Una tenebrosa quadriga trasporta lo spietato signore degli Inferi, che rapisce la splendida giovane immortale per farla sua. La terra si apre all’improvviso sotto i piedi di Core – “la fanciulla” - con una voragine che la inghiotte.
"Demetra, non cercare Core", si rivolge alla madre disperata Elio, il Sole. “Tua figlia ora é la sposa di Ade ed il suo nuovo nome é Persefone". Da “proserpere”, crescere, avanzare, estendersi.



Quello che sempre mi ha attirato della narrazione mitica che vede protagonista la dolce dea è il senso di alternanza di morte e rinascita, lo sbocciare della bellezza dopo un periodo di desolata tristezza, dopo aver scontato la sua condanna nelle tenebre.



Persefone, infatti, dopo il rapimento di Ade, viene riportata sulla terra: l’intervento della madre Demetra è fondamentale. Disperazione, urla spaventose per ben nove giorni: la natura smette addirittura di crescere, tanto che tutta la terra di lì a poco diventa un deserto. Per placare l’ira di Demetra Zeus decide di intervenire, obbligando il re dell’Oltretomba a riportare alla luce la figlia, a patto che non abbia mangiato cibo del regno dei morti. La legge divina è chiara. Persefone si è però sfamata con pochi chicchi di melagrana. A Zeus il compito di trovare la soluzione: Persefone può tornare sulla terra per otto mesi. Il resto dell’anno resterà negli inferi. Da questo mito l’alternanza delle stagioni…

Stagioni dell’anima, aggiungo, come si intitola un bellissimo capitolo del libro L’anima delle donne. Per una lettura psicologica al femminile del professor Aldo Carotenuto (Tascabili Bompiani, 2001).

Persefone è messa in relazione al narciso – lo sta raccogliendo quando Ade la sorprende - fiore che non nasce da un seme, ma da un bulbo: la polarità del riposo invernale e lo sbocciare del fiore con l’eterno ritorno della primavera sono di continuo evocati dalla vicenda mitica di Core e dal destino di ogni bulbo di narciso. Il bulbo è trasformazione ciclica, sviluppo continuo. Luce e calore ne permettono la vita dopo che apparentemente muore in inverno. Così per Core, che precipita all’interno della terra proprio mentre sta cogliendo uno splendido narciso.



E’ il destino di tutte le vite umane: momenti di particolare difficoltà, sofferenza, in cui ci si sente sprofondare, si alternano a periodi di luce e speranza. Si scende e si risale ciclicamente.

Persefone è discesa agli Inferi, ha attraversato il tunnel della sofferenza, con un percorso difficile, una sfida complessa. Ma è tornata alla luce. E, con la prontezza di spirito, il sapere istintuale, la saggezza del cuore, “le profonde radici nei misteri del sentimento e del corpo” che si riconosce alla coscienza lunare femminile, Persefone, diventata regina degli Inferi, diviene anche la guida per chi visita quei luoghi. L'arte del maternage: una guida per i sotterranei dell’anima, per entrare in contatto con la parte più oscura della psiche umana. E’ il femminile che accompagna e sostiene durante un cammino di trasformazione e, spesso, di sofferenza. Persefone è la capacità di mettere in contatto i due regni, dell’esterno e dell’interno, della luce e dell'ombra. Strumento formidabile, sempre vincente.

Ma quanti di noi sono in grado di attendere la primavera? Quanti sanno continuare a sperare nonostante il rigore dell’inverno?


Roberto Vecchioni, Euridice

martedì 21 luglio 2009

Gli Stalloni Medicei di Cerreto Guidi: una vetrina di pregio per la produzione vitivinicola del Montalbano





Le antiche stalle della splendida Villa Medicea di Cerreto Guidi dall'aprile scorso, grazie ad un importante intervento di restauro, sono diventate centro di promozione e vendita diretta dei prodotti enogastronomici del Montalbano - e di Cerreto Guidi in particolare.



Da questa mattina fa bella mostra di sé sugli scaffali dell' Ufficio turistico - gestito dalla Pro Loco di Cerreto - anche il vino di Villa Petriolo: i visitatori, oltre a preziose informazioni sul territorio del Montalbano, ricchissimo di storia, cultura, bellezza paesaggistica, potranno trovare materiale informativo sulle aziende agricole, i wine tours, i prodotti, gli eventi che animano questa zona nel cuore della Toscana più autentica, che da qualche tempo sta riscoprendo il valore irrinunciabile dell'enoturismo di qualità.

Molti auguri di buon lavoro alla nuova Giunta comunale appena insediata, guidata dal Sindaco Carlo Tempesti, e complimenti per questa iniziativa così importante per la valorizzazione del nostro territorio.



Micaela, gentilissima e radiosa responsabile dell'Ufficio turistico di Cerreto Guidi per conto della Pro Loco, con i vini della zona della città del vino di Cerreto Guidi


In promozione e vendita presso la nuova sede dell'Ufficio turistico di Cerreto Guidi il nostro Chianti DOCG Villa Petriolo (Sangiovese e Colorino), L'Imbrunire (Canaiolo in purezza, IGT Rosso Toscana; provatelo fresco, come aperitivo), Chianti DOCG Rosae MnemoSis (Sangiovese in purezza, Chianti dell'anno per la Guida de L'Espresso 2009) e Golpaja (Sangiovese e Merlot, premio Rubino Mediceo 2009 per la categoria IGT Rossi Toscana).


INFORMAZIONI:
Pro Loco Cerreto Guidi
Via dei Ponti Medicei (50050)
Cerreto Guidi (FI)
tel: 0571 / 55671
fax: 0571 / 55671
mail: info@prolococerretoguidi.it

website: www.prolococerretoguidi.it

L'ufficio è aperto con i seguenti orari:

orario 10 maggio - 06 novembre

lunedì : chiuso
martedì : 10:00 - 13:00 / 17:00 - 19,00
mercoledì : 10:00 - 13:00 / 17:00 - 19,00
giovedì : 10:00 - 13:00 / 17:00 - 19,00
venerdì : 10:00 - 13:00 / 17:00 - 19,00
sabato : 9:00 - 13:00 / 17:00 - 19,00
domenica : 9:30 - 12:30





lunedì 20 luglio 2009

Wines&Dreams...lo sguardo di Alessandra Rossi sulla cerimonia di premiazione del concorso letterario di Villa Petriolo

Uno splendido video esce su vinix...lo sguardo fatato di Alessandra Rossi su "Quella naturale inclinazione", la cerimonia di premiazione del concorso letterario di Villa Petriolo "S'io fossi...vino".

Che dire...un regalo bellissimo. Grazie infinite, Ale!

venerdì 17 luglio 2009

Menzione qualità/prezzo al Rosae MnemoSis 2006....ricordi da Terroir Vino 2009



Un bel riconoscimento per il Chianti DOCG Villa Petriolo Rosae MnemoSis 2006: la menzione qualità/prezzo conferita dalla commissione degustatrice di TigullioVino.it durante l'ultima edizione di Terroir Vino, a Genova il 15 giugno scorso.


Chianti Docg Rosae MnemoSis 2006 Villa Petriolo
di Commissione di TigullioVino.it

Bottiglia: 75 cl - Alcol: 13% - Lotto 07/03 - Bottiglie prodotte: 6.000
Fascetta Docg AAO 01501106.


All’aspetto è limpido, di colore rosso rubino molto chiaro. All’olfatto si presenta intenso, persistente, fine, con sentori fruttati di ciliegia e mora e lieve di rosa. Al sapore è secco, sufficientemente fresco, sapido, caldo, leggermente tannico, pieno e abbastanza continuo. Al retrogusto: nota tannica e fruttata.
Considerazioni: è ottenuto da scelte uve sangiovese da vitigni di 18 anni con resa di 70 quintali per ettaro. Vinificazione: le uve diraspate e pigiate sono fatte fermentare per 7 giorni, macerando per altri 5. Affinamento: 8 mesi in botte di cemento ed altri 2 in bottiglia. Evoluzione: giovane. Prezzo medio in enoteca: € 18,00 (prezzo sorgente € 10,00).


Valutazione di Tigulliovino: 16/20 (@@@@)


Il Rosae sentitamente ringrazia.






...e un bel grazie ad Alessandra Rossi per il frizzante reportage e l'energia. A Filippo Ronco, Mirco Mariotti, Giampiero Nadali, Elisabetta Tosi, Gianpaolo Paglia, Fiorenzo Sartore, Sandra Salerno, Slawska G. Scarso, Pamela Guerra, Fabio Ingrosso, e tutti gli amici - da Terroir Vino un pò meno virtuali - del World Wine Web per la compagnia! Perché le cose...le fanno le persone. Sic.

giovedì 16 luglio 2009

Il Vin Santo del Chianti DOC di Villa Petriolo sulla guida Passiti d'Italia 2009 ed in corsa per il premio Top Hundred del Club Papillon


Foto di Alena Fialova'



Compare sulla seconda edizione di Passiti d’Italia, la guida di Cucina&Vini editrice interamente dedicata ai vini passiti secchi e dolci della produzione nazionale, il nostro Vin Santo del Chianti DOC Villa Petriolo annata 2002: Malvasia bianca 60%, Trebbiano toscano 40%, coltivati nella Vigna dell'Uccelliera, il cui impianto risale agli anni Settanta/Ottanta.
Vino importante, "da meditazione", se abbinato consiglio di provarlo, piuttosto fresco, su crostini di fegatini toscani e formaggi erborinati.




La guida - spiega il curatore, Francesco D’Agostino - si occupa di un genere di vini assolutamente trasversale perché comprende secchi e dolci, bianchi e rossi, essenzialmente vini fermi, solo qualche volta spumanti. I vini da uve appassite rappresentano una reale ricchezza per l’Italia, un privilegio che non è mai stato usato in modo idoneo per sottolineare la diversità stessa della nostra terra. Ragionando con una logica locale o nazionale, - prosegue D’Agostino - nel caso di quelli dolci è ormai diffusa una certa consapevolezza nei consumatori circa la qualità dei prodotti e le possibilità di abbinamento, mentre per quelli secchi, di cui siamo gli unici produttori, si può parlare di boom, specialmente nel caso dell’Amarone; un’espansione che ha scavalcato i confini nazionali e che è saldamente una voce importante dell’eccellenze del made in Italy agroalimentare”.

Passiti d’Italia 2009 racconta 83 vini secchi e 348 dolci, selezionati in più di 1.100 assaggi

Molte grazie al panel di degustatori di Passiti d’Italia 2009!

Il Vin Santo 2002 di Villa Petriolo è stato inoltre indicato dai giornalisti Paolo Massobrio e Marco Gatti per le selezioni del Premio Top Hundred, i cento migliori vini d'Italia, ormai giunto alla ottava edizione. Dalla degustazione condotta dagli assaggiatori del Club Papillon sortiranno i nomi dei cento vincitori, che verranno premiati a Milano in novembre. Incrociamo le dita!


E per il buon rapporto qualità/prezzo, il Vin Santo di Villa Petriolo appare anche su WineList, nella categoria "Inexpensive Italian Sweet Wines":

Villa Petriolo Vin Santo del Chianti - This Chianti has a clear and bright amber color. On the nose, the aromatic component is varied, with fragrances ranging from hazelnut to honey with elegant nuances of vanilla for that added finesse. It bears an intriguing flavor at first, rather enveloping and velvety. The body appears linear, sufficiently dense and balanced. The finish is enjoyable in a crescendo of flavor. This wine costs around $36.

mercoledì 15 luglio 2009

Dei modi più eleganti di scendere dai tacchi. Marta Abba, "quella che in me detta dentro"



Lei è un'attrice di talento "fulva e di meravigliosa bellezza", lui un importante intellettuale, premio Nobel, acutissimo e disincantato pensatore.



Per Dei modi più eleganti di scendere dai tacchi di questo mercoledì: Marta Abba, giovane musa di Luigi Pirandello, incarnazione di una nuova immagine di donna che compare nella tarda drammaturgia dell’autore agrigentino, ricompone in sé gli aspetti solari e quelli notturni, l’alto e il basso, la poesia dello spirito e l’attrattiva della bellezza muliebre (cfr. "Donne terrifiche e fragili maschi. La linea teatrale D'Annunzio-Pirandello", di Roberto Alonge, 2004, Laterza).



E’ creatura inedita nella visione della donna di Pirandello, da sempre dilacerato tra una percezione del femminile come madre, dea del focolare votata alla crescita dei figli, o, in alternativa, tentazione della carne, dal profilo maligno del peccato e della sessualità: generosa e abbandonata, Marta Abba è piuttosto un misto di candore e malizia, fedele ma eroticamente esaltante, modello reale di protagoniste alla Laura Banti de "L'innesto". E’ il punto di incontro tra il valore spirituale e quello materiale, che appaga l’uomo e finalmente lo disarma. Lo testimoniano ben 560 lettere: quelle che Luigi Pirandello scrisse a Marta Abba. Lei, una delle più grandi interpreti del Novecento, gli scrisse 280 volte. A testimonianza di un rapporto che andava al di là della mera collaborazione artistica, fatto di grande complicità, intesa – nonostante la notevole differenza d’età, lui sessantenne, lei di poco più che trentacinque anni - le parole intense del drammaturgo: «Marta non m' abbandonare, non è possibile che tu non sia, come autrice vera e sola, in tutto quello che ancora faccio. Ma io sono la mano. Quella che in me detta dentro, sei tu».



E Marta ricambiò l’amore esclusivo, seppur platonico, del Maestro con un affettuoso rispetto che la portò a pubblicare solo molto tardi il carteggio con Pirandello: per anni la grande attrice italiana meditò sull' opportunità o meno di mettere a disposizione degli studiosi quelle carte, divisa tra la volontà di rivelare al mondo un nuovo Pirandello, intimo, e la pudicizia di rompere la riservatezza del loro rapporto. Sarà nel 1985, quando Marta avrà ottantacinque anni, che finalmente l'Università di Princeton prende in consegna l’epistolario, pubblicandolo.

Resta traccia di questo rapporto anche nelle memorie di Primo Conti, che parla di Luigi Pirandello e Marta Abba in villeggiatura a Viareggio negli anni 1928-29: Pirandello lavorava nella grande hall del Royal, davanti al mare. Seduto su una seggiola, batteva sui tasti di una macchinetta portatile piazzata su un tavolino di vimini, tra il brusio delle bagnanti e le grida dei bambini. Diceva che quello era l’unico modo di sentirsi veramente solo, col suo lavoro. Marta, nel frattempo,andava al mare: con guanti neri lunghissimi, un cappello, un velo intorno al viso, un ombrello, non esponeva al sole neanche un centimetro della pelle per paura delle lentiggini.

Nella casa di Conti Pirandello lesse agli amici, tra i quali Leonida Repaci, Massimo Bontempelli, Lucio D’Ambra, Luigi Chiarelli, il suo “Lazzaro” appena scritto. Accettò di posare per un ritratto. Sprofondato in una poltrona, stava immobile, mentre il pittore scrutava quella sua maschera piena di dolore per le sue vicende familiari, ma anche tenera d’amore per Marta, che viveva nel segreto del suo spirito e del suo lavoro. Marta, spesso presente alle sedute, diceva: “Lo guardi così, Conti, il maestro, e lo dipinga così: non gli sembra un fanciullo sublime?”



«Il mio sogno è che tu abbia un teatro tuo, che sia tutto e solo tutto tuo, dove tu possa recitare come e quanto vuoi, e ciò che ti pare e piace; e poi riposarti; recitare solo tre quattro mesi e non più».

Marta Abba interpretò numerosi personaggi pirandelliani, dopo che fu scritturata come prima attrice del nuovo Teatro d' Arte di Roma. Da quel momento in poi la giovane attrice milanese divenne l' interprete preferita dell' autore siciliano, dando corpo e anima alle protagoniste femminili di "Diana e la Tuda", "L' amica delle mogli", "Come tu mi vuoi", e molte altre pièces teatrali, in un continuo rimando tra arte e vita.



Una vera storia moderna, dove il coinvolgimento spirituale valse almeno quanto quello sensuale, dove Marta dette la forza ed il coraggio a Pirandello di proseguire nella sua meravigliosa arte sino alla fine...

"Non dia a loro il suo cuore. Lo tenga per chi lo ama, per chi lo vuole ancora per tanti anni, perché lei dica la parola sempre più bella, sempre più alta. E c'è tanto bisogno nel mondo di uno spirito come il suo [...]"

martedì 14 luglio 2009

La cerimonia di premiazione del concorso letterario di Villa Petriolo sul TG di luglio de I GRANDI VINI



Un ringraziamento alla redazione de I GRANDI VINI, che ha inserito la notizia della cerimonia di premiazione del concorso letterario S'IO FOSSI...VINO nel TG di luglio.

Buona visione!

lunedì 13 luglio 2009

microvinificazioni crescono...




L’insostituibile Vincenzo al lavoro per realizzare una piattaforma necessaria per le nostre cinque vasche e il nastro di scelta in arrivo..... in corsa per una quantità sempre più alta...la prossima vendemmia di Villa Petriolo vedrà tante e poi tante microvinificazioni per scoprire e conoscere scrupolosamente la massima espressione di ogni piccola parcella dei nostri Sangiovese.



Nella nostra cantina di vinificazione è possibile lavorare 2000 hl di vino. La nostra produzione massima arriva a 600 hl, ma le vasche sono di capacità da 40 - 75 - 80 - 125 e quindi non sufficienti a soddisfare tutte le nostre piccole ed accurate microvinificazioni, anche e soprattutto quelle destinate al Chianti Villa Petriolo, il nostro cavallo di battaglia ...dall'ottimo rapporto qualità/prezzo.

Questa è passione, non altro.





STOP AL FEMMINICIDIO. Villa Petriolo sostiene la staffetta contro la violenza sulle donne. Oggi a Pienza il convegno



In occasione del passaggio in Provincia di Siena della Staffetta dell'UDI Nazionale “STOP AL FEMMINICIDIO”,è organizzata la tavola rotonda “RIFLESSIONI PER USCIRE DALLA VIOLENZA DI GENERE”. A partire dalle ore 16,30 presso la sala convegni San Carlo Borromeo di Pienza.

Per iniziativa dell'Associazione Nazionale Le donne del vino, Villa Petriolo aderisce alla Staffetta di donne contro la violenza sulle donne.


PROGRAMMA TOSCANA:

Valdichiana

Lunedì 13 Luglio

Ore 9,30 c/o Palazzo del Capitano Piazza Grande: Il Gruppo sbandieratori delle Contrade di Montepulciano e la Corale Femminile “Pulcinella” salutano l’arrivo dell’anfora. Saluto dell’amministrazione Comunale. Presentazione della Staffetta da parte della Presidente dell’Associazione Amica Donna, saluto dell’Amministrazione Comunale, Servizio Associato Centro pari opportunità Unione dei Comuni Valdichiana Senese – dibattito. Visione dello spot “Qualcuno ti vede” campagna promossa dal Servizio Associato Centro pari opportunità Unione dei Comuni Valdichiana senese – dibattito.
Ore 16,30 c/o Sala Convegni San Carlo Borromeo di Pienza – in collaborazione con Associazione Avis Comunale Pienza: Tavola rotonda: una riflessione per uscire dalla violenza di genere. Buffet.

Martedì 14 Luglio

Ore 9.30 c/o Palazzo del Capitano Piazza Grande : restituzione dei dati della ricerca “Dentro e Fuori le mura”, lettura di storie tratte dal libro “Amorosi Assassini”, aperitivo/buffet presso “Caffè Stella”.
Ore 18,00 spettacolo teatrale “Vogliamo solo rose” in collaborazione con Nuova Accademia degli Arrischianti di Sartiano – presso il Castello di Sartiano; buffet.

Firenze

Mercoledì 15 Luglio

Ore 15,00 accoglienza della staffetta presso la Sala del Gonfalone Via Cavour 4
Ore 15,30 Tavola Rotonda presso la Sala del Gonfalone : una riflessione sullo stalking. Intervengono donne delle Istituzioni e della magistratura fiorentina .
Ore 19,00 buffet

Giovedì 16 Luglio

Ore 15,30 Tavola Rotonda presso la Sala del Gonfalone via Cavour n. 4 : una riflessione sulla Tratta delle donne - interventi e proposte -.
Ore 20,30 cena persiana presso il Ristorante Dulcamara a Cercina con intrattenimento musicale, ad offerta libera per il sostegno alla Staffetta.

venerdì 10 luglio 2009

casa, dolce casa...



Che emozione, il mio terrazzo a Milano si è animato......i divani, i poufs, che bello...

giovedì 9 luglio 2009

Sei personaggi in cerca di sapore: Silvia Maestrelli e il concorso letterario di Villa Petriolo su GOLAGIOCONDA



Un nuovo articolo dedicato al concorso letterario di Villa Petriolo è appena uscito: su GOLAGIOCONDA, n. 2 anno 2009, si parla di "Sei personaggi in cerca di sapore", tra cui...moi-même, Silvia Maestrelli e le iniziative culturali di Villa Petriolo.

Molte grazie alla redazione di Golagioconda e al direttore editoriale Leonardo Romanelli.