venerdì 30 ottobre 2009

GILBERTO ROSSI a La finestra sul vigneto, il salotto del venerdì su DiVINando



Con il desiderio di rendere sempre più vivace e dinamico il confronto nel salotto virtuale di diVINando, ho pensato, da gennaio 2009, di aprire il mio blog ad interventi esterni, invitando amici, colleghi, appassionati di vino ed arte, a dire la loro sull’universo enoico, scambiandoci pareri e consigli. Stimolando la riflessione, muovendo l’ anima.

Il salotto dell’ultimo venerdì di ogni mese, dove accogliere le persone e, come in un autentico angolo intimo della casa, soffermarsi, rilassarci, parlare, godendo di un momento di familiarità.

Immagino di incontrare i miei ospiti sul divano del Biancospino, il mio rifugio qua nella Tenuta di Cerreto Guidi. Un appartamento ricavato nel pagliaio della Villa, dal quale lavoro al pc, rimesto la mia uva nel bicchiere, come un alchimista con i suoi alambicchi, e, da una grande finestra tutta vetro, osservo le vigne che degradano dolcemente a valle…

Accolgo con grande piacere questo venerdì di ottobre lo chef Gilberto Rossi, patron del Pepenero - Ristorante della città del gusto San Miniato, culla del tartufo bianco sulle colline pisane – che è diventato ancor più noto al grande pubblico da quando ha vinto, nel 2008, l’Uvo d’oro, trofeo televisivo de “La prova del cuoco”. E’ considerato tutt’ora per il pubblico il “cuoco” di Antonella Clerici.



Trevigiano di nascita, toscano d’adozione, romano per trasferimento periodico negli studi televisivi de “La prova del cuoco”: Gilberto, raccontaci la ricchezza delle cucine regionali italiane. Quali sapori ti sono rimasti nel cuore nel tuo lungo peregrinare per l’Europa e l’Italia ad affinare l’arte ai fornelli? Ci sono piatti che reputi dei “classici”, intramontabili, e che ancora oggi vale la pena riproporre nei menu di una ristorazione, come la tua, che intende coniugare tradizione e innovazione in maniera originale? Se sì, come “riaccentui” le ricette per i buongustai di oggi? Quali i prodotti che ritieni irrinunciabili?

Io dico sempre che non si può far musica senza conoscere le note e la "nota" è la cucina italiana regionale sulla quale si compone tutto. Nei miei viaggi ho capito che noi non dobbiamo copiare alcuna cucina o moda estera, al massimo devono essere loro a copiare noi! La nostra cucina e' reale, tutto il resto è show. Basta con finger food, spume, arie e cose del genere. Io non mi ricordo di aver mai visto mia nonna fare finger food o spume! Basta con queste stupidate, puntiamo sui nostri veri sapori e saperi. La cucina è diretta, senza tanti giri di parole, inutili. Provate a chiedere ai cuochi fashion, come li chiamo io, come si fa una salsa al pomodoro o un arrosto come si deve, e vediamo cosa vi rispondono: io rivisito la cucina, vi diranno! Ma per favore...tutti bravi a fare spume, ma una buona salsa al pomodoro no. La base deve essere la qualità e capire quanto lavoro viene fatto alla base dal produttore per portarti un ottimo prodotto. La terra non si coltiva da sola.



Conosco il tuo impegno a sostegno di progetti formativi contro la dispersione scolastica: in quale modo motivare i ragazzi a coltivare passioni per raccogliere, domani, frutti buoni? Quanto incide, nella propria formazione, l’insegnamento da parte di buoni maestri e, infine, te a chi devi un grazie speciale?

Credo molto in questo progetto e cerco ogni volta di passare passione e amore per questo lavoro a chi si vuole avvicinare. Bisogna però, prima di tutto, far capire che non dobbiamo perdere i veri valori, il rispetto, la famiglia e l'educazione, sempre. Tanti guardano solo all'apparire, ma la vita reale è diversa. Nelle cucine, passando tante ore insieme, si crea una piccola famiglia e, se si ha la fortuna di trovare le persone giuste, è una vera e propria scuola di vita.
Tante le persone che dovrei ringraziare, a partire dai miei genitori, veri pilastri, grazie ai quali ora ho basi solide e reali nella vita. Hilda Pizzinini Wieser, grande maestra di vita quando ero alla Siriola, Fulvio Pierangelini, grande chef ma soprattutto grande uomo. Non dimentico Antonella Clerici, che mi ha fatto conoscere al grande pubblico con la "Prova del cuoco". Con lei vissuto l'emozione fortissima di vincere l'"uovo d'oro" nel 2008.



Il tartufo bianco sarà protagonista, tra poche settimane, della Sagra che ogni anno la città di San Miniato dedica a questo prezioso frutto della terra considerato, a ragione, il re della tavola: come onorarlo a dovere? A quali ingredienti accompagnarlo e cosa berci insieme…Ti abbiamo ammirato a DeGustiBooks 2009 orchestrare una magnifica sinfonia, a base dei tuoi rinomati tortelli di panzanella con sminuzzato di coniglio e tartufo bianco: regali agli amici di DiVINando un’altra ricetta facile facile da realizzare con il tartufo bianco?

Il tartufo è un prodotto magnifico e quest'anno è anche più buono e profumato. Lo spingo molto sul pesce, anche se qui a San Miniato sono considerato un eretico. Ma provate a fare un baccalà mantecato al tartufo bianco e poi mi direte!




Degustibooks è stata un'esperienza meravigliosa e devo ringraziare l'Amministrazione comunale e i produttori che hanno creduto in questa esperienza. San Miniato è una città molto unita e con un grande cuore, oltre ad essere magnifica. Non lo dimentichiamo.





I tuoi prossimi progetti: l’uscita della sua nuova linea di coltelli con lama di zirconio e un libro sul ritorno alle origini della cucina italiana. Raccontaci qualcosa di più.


La linea di coltelli è stata presentata in questi giorni in Cina con un ottimo consenso di pubblico e dal prossimo anno, spero al massimo in primavera, sarà presente nei negozi specializzati in tutt'Italia, e non solo.

Il libro non sarà il classico libro di cucina, sarà la mia vita sottoforma di profumi, piatti, esperienze. Mi piacerebbe riuscir a passare al lettore le emozioni che io ho vissuto e l'immensa fortuna di viverle nel bene, ma anche quando le cose non ti vanno sempre per il meglio. Ho già tantissime richieste, speriamo bene...



Un gioco per salutarci. La seduzione a tavola è un’arte raffinata: ti aspetta un incontro romantico, cosa prepari alla tua dama per cuocerla a puntino?! Suggerimenti per i nostri cavalieri?

Cucinare per le donne, credo non ci sia cosa più bella se fatta con la persona giusta. Allora, ecco la mia specialità: farei sicuramente un tortino di patate e gamberoni con pesto leggero al basilico, tortelli di mascarpone e porcini crudi con scampi e tartufo banco, baccalà mantecato al tartufo bianco con sfoglie di polenta bianca, tortino al cioccolato e tartufo bianco. Il tutto accompagnato da un'ottima bollicina. E, visto che è tutto a base di tartufo, spero di non incontrare la persona giusta in primavera...altrimenti sono rovinato! Ciao a tutti e grazie per l'ospitalità, alla prossima.
Gilberto Rossi


Grazie infinite a te, Gilberto, per la tua squisita disponibilità. Anche gli amici di DiVINando, da domani novelli François Vatel (!)- scongiurata la tragica fine del famoso cuoco francese, tartufo bianco in quantità alla Sagra di San Miniato dal secondo finesettimana di novembre -, te ne saranno grati. A presto!

giovedì 29 ottobre 2009

Anche i vini della Tenuta di Fessina e DEGUSTIVINA decima edizione




Dal 27 al 28 novembre, torna DEGUSTIVINA, la storica kermesse palermitana dedicata al vino di qualità: le porte dell'ex deposito locomotive di Sant'Erasmo a Palermo resteranno aperte a tutti gli appassionati del vino e della cultura enogastronomica siciliana.

Per festeggiare il decennale, ENOS, l'associazione culturale che organizza l'evento, lavorerà in tandem con il Gambero Rosso: il più importante gruppo editoriale italiano del settore enogastronomico ha mostrato il suo interesse crescente per la vitalità offerta dalla Regione Sicilia in campo enogastronomico, impegnandosi a portare quanto prima anche a Palermo la formula vincente della Città del Gusto, già presente a Roma e a Napoli.

A DEGUSTIVINA 2009 saranno presenti anche i vini della Tenuta di Fessina, gli Etna DOC IL MUSMECI 2007 e ERSE 2008, oltre a SE..., chardonnay in purezza prodotto a Segesta.

mercoledì 28 ottobre 2009

Dei modi più eleganti di scendere dai tacchi. Eleanor Antin, o del corpo delle donne, "a traditional sculpture"




Eleanor Antin scolpisce se stessa.



Carving. A traditional sculpture. Fotografia in bianco/nero, 1972

A questa interprete del femminismo americano e autrice di incredibili performances è dedicato il mercoledì Dei modi più eleganti di scendere dai tacchi.



Nella nota opera Carving, del 1972, 148 fotografie in bianco e nero documentano i 36 giorni (quattro foto al giorno) della perdita di peso dell'artista: Elenaor Antin decide di interpretare su di sè uno dei processi tradizionali della scultura, l'intaglio. Si sottopone ad un drastico processo di dimagrimento e ferma nelle immagini, disposte in lunghe sequenze orizzontali, il proprio corpo, "(...)modellato come un qualsiasi materiale plastico in nome della belllezza artistica ma anche, più banalmente, della bellezza femminile. Ricrearsi, infatti, vuol dire in questo caso obbedire ad una tirannica idea di appeal conforme sia alla moda sia ai gusti maschili". Origine del collasso deteriore dei disturbi del comportamento alimentare, oggi autentica epidemia sociale.

Famosissima anche un'altra serie fotografica, The Eight Temptations, dove l'artista si fa ritrarre ad un tavolo, impegnata nel resistere alla tentazione di leccornie che avrebbero compromesso il fine della sua faticosa impresa.

"(...) L'ideale di bellezza femminile, divulgato dai media dell'epoca e largamente duffuso, viene trattato qui con sferzante ironia, veicolata dalle posizioni teatrali ed eccessive che mimano l'isteria di molte forzate della dieta e dell'appeal obbligatorio".
Da "Il cibo e le donne nella cultura e nella storia. Prospettive interdisciplinari" di Maria Giuseppina Muzzarelli e Lucia Re, CLUEB, Bologna, 2005



Eleanor Antin è nata nel 1935 a New York City e vive a San Diego in California.

Nota per i sui lavori fotografici, video, film, performance, installazione, disegno, e per la scrittura, per oltre tre decenni è stata una notevole presenza sulla scena artistica americana. Antin è un camaleonte culturale, interpreta molti ruoli teatrali, il suo personaggio più famoso è quello di Eleanora Antinova, la ballerina, tragicamente trascurata, di Sergei Diaghilev's Ballets Russes. Come Antinova ha scritto spettacoli per oltre un decennio; Antin ha oltrepassato la distinzione tra la sua identità e quella del suo personaggio. Nel tempo, ha creato un ricco corpus di lavoro di molteplici sfaccettature della sua amata Antinova, compresa una fittizia memoria e numerosi film, fotografie, installazioni, performances e disegni.
Antin ha realizzato decine di mostre personali, tra cui quelle presso il Whitney Museum, il Wadsworth Atheneum, nonché una grande retrospettiva a Los Angeles County Museum of Art: la mostra ha viaggiato alla Mildred Lane Kemper Art Museum a Washington University di St. Louis e ha girato il Regno Unito; è stata nel gruppo di grandi mostre al Museo Hirschhorn, il Los Angeles Museum of Contemporary Art, la Kunsthalle di Vienna, la Biennale di Sydney, e il Beaubourg. Le opere di Eleanor Antin sono presenti nelle più importanti collezioni tra cui l'Art Institute di Chicago, il Whitney Museum, il Museo d'Arte Moderna, il Museo Ebraico, il San Francisco Museum of Modern Art. Come performer è apparsa in tutto il mondo, in sedi prestigiose quali la Biennale di Venezia e la Sydney Opera House.



Una delle sue ultime opere, risalente al 2002, è "Roman Allegories": la Antin, dopo aver visitato l' Italia, i nostri musei, stravolge con la sua immaginazione tutto, compresi noi spettatori. L' artista recupera una forma aristocratica di spettacolo privato, tanto in voga nell' Ottocento: i tableaux vivants, ispiratori della fotografia artistica.

Splendide anche le immagini così cariche, baroccheggianti, della serie The Last Days of Pompei, che le è valsa il prestigioso "Award for the Best Show by a Mid Career Artist" nel 2002.






Le gigantografie di Antin ci riportano ad un mondo remoto, quello dell’antica Pompei prima del disastro. Dice l’artista: “le immagini di Pompei, sull’orlo dell’annichilimento, hanno sempre suggerito scomodi paragoni con il mondo contemporaneo, dove la vita alla luce del sole si trasforma in una luce scura in cui la crudeltà, il dolore e la morte occhieggiano ai margini della coscienza. Io scavo in una Pompei di mia invenzione, dove personaggi affascinanti vivono la loro vita innocente mentre il disastro li attende dietro l’angolo”. Queste puntualissime rielaborazioni californiane di uno scenario imperiale romano decadente, attraversato da vissuti di intenso e sensuale godimento, propongono una finzione che rientra agevolmente nel regno fittizio e mutevole della moda.




Scenari di una decadenza che oggi, realmente, impera…


Documentario “Il corpo delle donne”

martedì 27 ottobre 2009

La provola "affucata" dell'Etna



Inutile che ti fai manzu, cascavaddi mei nun ti ni manci chiù
Proverbio siciliano
(E' inutile che ti fai mansueto, formaggi miei non te ne mangi più. E' la frase di un pastore rivolta verso il mare dove aveva perduto un carico di formaggi per la tempesta. Non fidarsi delle apparenze)



Una pietanza che sull'Etna si assaggia sempre con golosità è la provola "affucata", infuocata o "impiccata", come i siciliani la chiamano per il modo che usano di affumicarla: appeso ad una corda, il formaggio affumica infatti a fuoco vivo. Gustosissima la pasta filata che se ne ricava.

Assolutamente da ricercare la produzione di caci e ricotte in tutta la Sicilia, che sull'isola vanta origini antichissime: da sempre il classico companatico per colazioni, pranzi e cene, il formaggio siciliano ha un sapore deciso che ben si accompagna agli altri prodotti saporiti della zona.



Da Etna Nocciole, il nostro rivenditore di vini della Tenuta di Fessina per la zona dell'Etna, domenica scorsa un bel gruppo di motociclisti ha assaggiato le prelibatezze della "Muntagna". L'Etna, anche di questa stagione, conserva un fascino irresistibile per escursioni nella natura. I prodotti tipici di questi luoghi ad arricchire il viaggio...







domenica 25 ottobre 2009

Per Halloween “Sapor…di vino e cioccolato” all’Agriturismo Collealberti di Lorenzana. Con i vini di Villa Petriolo e Tenuta di Fessina



Trick-or-treat? Vino & cioccolato!

Festeggiamo l'appuntamento più macabro dell’anno con dolcezza…

Per sabato 31 ottobre, all’Agriturismo Collealberti di Lorenzana (Pisa), è prevista una cena-degustazione che si preannuncia “da brivido”: il maestro cioccolatiere Gianluca Gherardi preparerà dal vivo gustosi piatti a base del cibo degli dei, abbinati ai nostri vini della Tenuta di Fessina e di Villa Petriolo. Musica a tema come ciliegina sulla torta!

L’iniziativa è organizzata dal Ristorante Aragosta di Livorno, in collaborazione con il Ristorante Serre di Sopra.

INFO:
Ristorante Aragosta: tel. 0586 895395
Ristorante Serre di Sopra: tel. 333 3099781


V Festival organistico San Leonardo a Cerreto Guidi

Ricevo dall’ufficio turistico di Cerreto Guidi e con piacere diffondo su DiVINando.




Si rinnova la tradizione organistica a Cerreto Guidi. Dopo l’enorme successo degli scorsi anni, il borgo rinascimentale ospiterà il Festival organistico San Leonardo, manifestazione organizzata dalla Parrocchia San Leonardo in collaborazione con la Comunità cristiana, il Comune e la Misericordia di Cerreto Guidi, che quest’anno giunge alla sua V edizione.

Dopo l’inaugurazione venerdì 16 ottobre, prosegue la programmazione. Prossimi appuntamenti:

30 ottobre
Luca Ratti, Carlo Tunesi organo a quattro mani

6 novembre
Orchestra opera armonica, Corale San Leonardo, Mariella Mochi organo

Chiesa di San Leonardo, ore 21.15 Cerreto Guidi
Ingresso gratuito


Per informazioni:
Piero Daresta tel 0571.558917 oppure 338.1420604

sabato 24 ottobre 2009

All’Osteria Candalla di Camaiore un serata di delizie…



Il 15 ottobre una gustosa cena si è tenuta a Camaiore, in un posto magico, l’ Osteria Candalla. Tra le mura di un antico mulino, anche oggi lambito da percorsi d’acqua e cascate, si può assaggiare una cucina semplice e genuina, che ripercorre la tradizione dei sapori tipicamente toscani, con una particolare attenzione all’uso di prodotti del territorio e ai profumi della natura collinare di Camaiore. Il menù spazia da antiche ricette lucchesi a quelle toscane, con primi piatti fatti rigorosamente con pasta fresca, zuppe povere tipiche di questa regione e prelibatezze di terra: dalla cacciagione alle carni da cortile e funghi porcini.

Il ristorante e le sue vecchie macine di pietra sono immersi in un’ oasi naturale straordinaria, unica nel suo genere.



L’Osteria, ristrutturata secondo un progetto dell’eclettico Giulio Luccio, presenta uno spazio interno informale dal sapore antico, una cantina scavata nella pietra e una serie di terrazze naturali lungo il corso del fiume.




Ad accompagnare i vini di Villa Petriolo e della Tenuta di FessinaQUI il menu completo, squisito, ideato dal patron di Candalla per l'occasione – i nostri ambasciatori Simona e Federico, che hanno illustrato a tutti i convitati le caratteristiche dei vini in degustazione e la storia delle nostre due aziende.









Una serata speciale in un posto che vale veramente la pena di visitare!

www.osteriacandalla.it

venerdì 23 ottobre 2009

L'IMBRUNIRE di Villa Petriolo e il cacciucco del Ristorante Aragosta protagonisti a Montecarlo. Mercoledì 28 ottobre




Un evento da mille e una notte ci aspetta a Montecarlo.





Grazie al gentilissimo invito del Ristorante Aragosta di Livorno, il vino di Villa Petriolo sarà protagonista mercoledì 28 ottobre durante una cena di gala al Ristorante Zelos di Montecarlo, nell'ambito del Grimaldi forum, dove è atteso anche il Principe Alberto: gli chef del noto Ristorante labronico sono infatti attesi ai fornelli del Principato di Monaco per un evento principesco all’insegna del re dei piatti livornesi…il cacciucco!



Ad accompagnare questa delizia il nostro canaiolo in purezza L’Imbrunire 2008.


Note di degustazione de L'Imbrunire 2008 a cura di Federico Curtaz

Winett T&T EXPORT a Venezia con i vini di Villa Petriolo e della Tenuta di Fessina




All’hotel Westin Europa & Regina di Venezia. Organizzato molto bene... un ritmo pazzesco: 25 minuti da dedicare ad ogni singolo buyer, tutti preparatissimi e gentilissimi. Nessuna foto per me, ma tante delle simpatiche buyers. Venezia è sempre meravigliosa, e sempre mi dà un grande dispiacere andarmene.











Mangiato divinamente al ristorante Antiche Carampane. Pesce freschissimo, un antipasto di crudo INDIMENTICABILE. Bravissimi!



Un’organizzazione impeccabile, ogni dettaglio curatissimo per Winett T&T EXPORT, il 21 ottobre a Venezia, convention commerciale privata "Business to Business", dedicata selezionati Buyers ed Importatori Esteri e ad un numero chiuso di Aziende produttrici, in prevalenza, di vino italiane, concepita allo scopo di attivare o consolidare rapporti commerciali.
La convention si è tenuta nella prestigiosa sede dell'Hotel Westin Europa & Regina di Venezia, affacciato sul Canal Grande di fronte alla Basilica della Salute a pochi passi da Piazza San Marco.








Davvero tanti complimenti alla brava promotrice di Winett Michele Shah!