venerdì 27 febbraio 2009

Fabio Rizzari a LA FINESTRA SUL VIGNETO, il salotto del venerdì su DiVINando




Con il desiderio di rendere sempre più vivace e dinamico il confronto nel salotto virtuale di diVINando, ho pensato, da gennaio 2009, di aprire il mio blog ad interventi esterni, invitando amici, colleghi, appassionati di vino ed arte, a dire la loro sull’universo enoico, scambiandoci pareri e consigli. Stimolando la riflessione, muovendo l’ anima.

Il salotto dell’ultimo venerdì di ogni mese, dove accogliere le persone e, come in un autentico angolo intimo della casa, soffermarsi, rilassarci, parlare, godendo di un momento di familiarità.
Immagino di incontrare i miei ospiti sul divano del Biancospino, il mio rifugio qua nella Tenuta di Cerreto Guidi. Un appartamento ricavato nel pagliaio della Villa, dal quale lavoro al pc, rimesto la mia uva nel bicchiere, come un' alchimista con i suoi alambicchi, e, da una grande finestra tutta vetro, osservo le vigne che degradano dolcemente a valle…

Il primo amico che ha diviso con me il divano del Biancospino è stato il produttore Francesco Zonin.

Torna a febbraio, nello stile informale di DiVINando, La finestra sul vigneto: a conversare nel salotto del venerdì, con mio grande onore e piacere, il giornalista e degustatore Fabio Rizzari.

Fabio Rizzari, dopo aver compiuto studi di musicologia, si è dedicato dalla fine degli anni Ottanta ad approfondire i temi della degustazione e della critica enologica professionale. Ha collaborato con Luigi Veronelli Editore, casa specializzata in critica enologica e gastronomica, e dal 1996 ha lavorato, come redattore ed editorialista, presso il Gambero Rosso Editore. È autore, con Daniele Cernilli e Marco Sabellico, dei libri “I vitigni”. È stato collaboratore e redattore per la Guida dei Vini d’Italia edita da Gambero Rosso Editore e Slow Food Arcigola. Ha curato libri-guida enogastronomici quali “Chianti e Chianti Classico”, “Siena e i suoi vini”, “La Maremma e la costa toscana”. È stato per diversi anni curatore dell’Almanacco del Berebene del Gambero Rosso Editore. È stato titolare in qualità di esperto di vino di diverse rubriche televisive del canale tematico Gambero Rosso Channel. È stato relatore per l’AIS, Associazione Italiana Sommelier. È stato membro del Grand Jury Européen. Dal 2003 è curatore, insieme a Ernesto Gentili, della Guida Vini d’Italia pubblicata dal gruppo editoriale L’Espresso, e scrive per diverse testate specializzate, italiane e straniere.

Fabio, intanto grazie della tua bella disponibilità e benvenuto. Tanta è la curiosità per questo tema che ti pongo: quali, a tuo avviso, i vini che insegnano bene cos’è il vino? Mi spiego meglio: ricordo di aver letto, un po’ di tempo fa, della esemplarità del Moscato quale vino che spiega opportunamente, a fini pedagogici, il passaggio dalla bibita al vino, con tutto il valore aggiunto che questo prodotto da me amatissimo si porta dietro. Personalmente, associo la Borgogna al potere sensuale di questa bevanda; l’immediatezza la riscontro nella Barbera e nel Sangiovese; infine, le bollicine mi ricordano la differenza fondamentale tra lo zucchero e l’acidità. Sparo subito la domanda delle cento pistole: quali sono, a tuo parere, i tre vini che, ognuno secondo le proprie caratteristiche, illustrano la “semantica del vino”?

Forse è una premessa inutile, ma come si sa nel nostro campo è imprudente dare risposte "normative", con la pretesa che abbiano un valore condiviso da tutti. Posso soltanto ricordare in che modo la scintilla della passione per il vino sia scoccata per me: fino a 27 anni ero astemio, e credevo che il vino fosse un liquido acidissimo e imbevibile, con il quale dovevo proforma bagnarmi le labbra durante i festeggiamenti per un matrimonio o nelle feste di fine anno. Qualcosa di meno ostile è scattato iniziando a bevicchiare insieme ad amici enofili, ma il vino che ha mi fatto cambiare prospettiva è stato il Chianti Classico 1986 del Castello di Ama. Niente di eccezionale, beninteso, ma ancora fino a qualche anno fa un rosso di particolare equilibrio e grazia. In ogni caso, per rispondere alla tua domanda, e circoscrivendo il tema che è "oceanico" al campo dei vini rossi, direi che un buon Dolcetto è un valido testimone dell'ampia famiglia dei vini immediatamente fruttati, golosi; un riuscito taglio bordolese o un grande rosso del Rodano settentrionale fanno capire con quale armonia si può unire alla pienezza del frutto la complessità della componente tannica; infine un grande Barolo, o un grande Borgogna, indicano in modo eloquente quale finezza di dettagli e quali profondità espressive può raggiungere la nostra bevanda.


Bettane, Masnaghetti e Rizzari


Abiti a Roma, una grande città, come molti di noi. Immagino userai anche tu lo scooter per tentare di sfuggire al traffico montante di fine serata. Ora, ti domando….. qual è il vino che “regge” meglio le scosse in motorino e perché?

In effetti nove volte su dieci uso il motorino per spostarmi, anche se ho ormai una certa età e i riflessi sono un po' spenti, quindi rischio quotidianamente la vita perché a Roma - è un luogo comune, ma ahinoi fondato - vanno contromano anche i Tir. Quanto alla "scecherata", o "shakerata" se preferisci, che subisce una bottiglia trasportata in moto, direi che tutti i vini ne soffrono; la tollerano meglio, probabilmente, i vini giovani, specialmente i bianchi poco estrattivi.

Proseguo sulla linea immaginaria e immaginifica: con il tuo motorino cadi nel Tevere e la corrente ti trascina su una spiaggia deserta, unico abitante di queste terre solitarie. Le cinque bottiglie di vino che avevi nel motorino le tue uniche compagne. Spiaggiato, decidi di berle tutte e cinque...in ciascuna inserisci un messaggio diverso, diretto alle seguenti categorie di appassionati di vino: produttori, ristoranti e enotecari, trader, colleghi giornalisti, consumatori. Cosa scrivi in ciascuno dei messaggi?

Scivolare con il motorino nel Tevere, e da lì finire su una spiaggia deserta: una concatenazione di eventi davvero sfavorevole... Guarda caso, è la prima volta che mi rivolgono una domanda simile. Comunque, immaginando di essermi iniettato una dose di acido lisergico per essere coerente con la domanda e provare a risponderti, direi: ai produttori, non pensate che i giornalisti del settore siano tutti dei coglioni venduti. Ai ristoratori più noti (meno agli enotecari, che sono spesso più virtuosi), che sarebbe il caso di passare dal 14.000 per cento di ricarico a delle percentuali più cristiane. Ai trader non direi nulla (non ne so in effetti nulla). Ai colleghi, teniamo duro e casomai consorziamoci in un'associazione "per la difesa del critico enologico sbertucciato dal resto d'Italia". Ai consumatori, visto che si è cristallizzato in un cliché l'ormai ammuffito e retorico ammonimento "ragionate solo con la vostra testa e con il vostro palato", direi invece di NON fidarsi solo dei loro sensi, ma di studiare, approfondire anche i testi specialistici, e di dare un po' più retta agli esperti del settore. Niente di più velleitario e scomposto, infatti, dell'approccio del neofita che ha bevuto qualche centinaio di vini e crede di aver capito tutto del vino. Non l'abbiamo capito del tutto noi, che ce ne occupiamo da venti o trent'anni. Quindi: calma e disponibilità ad ascoltare senza pregiudizi chi studia il vino per professione.



Come al precedente ospite, rivolgo l’invito a giocare con me ed i lettori di DiVINando, sulla falsariga del nuovo concorso letterario di Villa Petriolo: se tu fossi un vino, che vino saresti? E, conoscendo la tua passione per la musica, che note vi accompagneresti? Preferiresti l’abbinamento per contrasto o corrispondenza?

Conoscendo l'inaffidabilità delle poste, eviterei l'abbinamento per corrispondenza... A parte le battute debolucce, non molto più seriamente ti dico che mi vedo come un Azschelmio Brusato (italianizzazione di Ayzkelm Brusatek), un raro rosso ucraino che ci mette in media 65-70 anni ad aprirsi e ad esprimere le sue caratteristiche. Quanto all'abbinamento musicale, è un argomento leggero e non impegnativo sul quale ho la fierezza - fuori posto - di essere stato il primo in Italia ad esercitarsi grazie all'incoraggiamento e all'ospitalità del grande Gino Veronelli sulle pagine di Ex Vinis, alla fine degli anni Trenta. Direi allora una composizione di un clavicembalista francese del '600, come Louis Couperin, oppure d'Anglebert. Una scelta semplice, mi pare, ma chissà perché molti amici mi accusano di intellettualismo...

Ringrazio davvero tanto Fabio Rizzari per la grande disponibilità e la simpatia con cui ha riposto alle mie domande, talvolta impertinenti. I suoi suggerimenti sono preziosi per chi, come noi, è affascinato da tutto ciò che ruota attorno al meraviglioso, e complesso, mondo del vino. Lo saluto con un omaggio, regalando a tutti gli amici di DiVINando PERLE, un cult di VINO: di Ernesto Gentili e Fabio Rizzari. Perché di vino…si può anche ridere! Grazie, Fabio.


Fabio Rizzari e Ernesto Gentili

giovedì 26 febbraio 2009

su Milano Finanza i vini di Villa Petriolo e della Tenuta di Fessina

E' uscito sabato scorso su Milano Finanza l'articolo dedicato ai vini di Villa Petriolo e alla Tenuta di Fessina, con una nota al nostro "vivace" concorso letterario: "Villa Petriolo luccica anche all'Imbrunire"!

Grazie al giornalista Cesare Pillon, che cura la rubrica Barrique su MF, per la gentilissima attenzione.

l'ultimo nato a Contrada Rovittello...



...un vigneto di circa un ettaro di Nerello Mascalese. Le piccole barbatelle presto diventeranno grandi e ci regaleranno un signor vino, ne sono certa. Benvenuto Nerello!



Dal Nerello Mascalese ci si può aspettare un aroma varietale molto complesso, dalle note terpeniche fino a quelle di tabacco. Questo vitigno produce circa 70 q.li per Ha. Gli ettari di Nerello Mascalese oggi iscritti all'Albo dei vigneti Etna D.O.C. sono circa 220, di cui quasi la metà con oltre 30 anni d'età!



Alle falde dell’Etna il Nerello Mascalese si coltiva, infatti, da almeno quattro secoli: qui trova vantaggiose condizioni di equilibrio, principalmente a causa della scarsa profondità dei terreni agrari, l’ abbondante presenza di scheletro nella tessitura dei terreni, le alte densità di piantagione, l’altitudine piuttosto elevata.

Rovittello
, il nostro "cru" della Tenuta di Fessina, è un luogo tranquillo, a 650 metri sul livello del mare. Nell’ inverno rigido - siamo in montagna! - nevica di frequente. La primavera è fresca e piovosa, l’ estate calda e asciutta; in autunno, stagione lunga e tiepida, si presenta un’escursione termica notevole tra la notte e il giorno.



Sull’Etna, da contrada a contrada, la maturazione si differenzia molto, così come le pratiche colturali. Salvo Foti racconta che “l'esperienza ha ampiamente dimostrato che il sistema d'allevamento migliore per il Nerello Mascalese è quello tradizionale ed antichissimo ad alberello (2-3 branche per pianta con uno sperone portante due gemme) con alte densità di viti per ettaro (6.000/9.000 ceppi per Ha). Purtroppo l'alberello, anche se è ancora il sistema d'allevamento più diffuso sull'Etna, è destinato ad essere abbandonato da parte dei viticoltori, a causa degli eccessivi costi di lavorazione e la mancanza di manodopera. I nuovi sistemi d'allevamento, soprattutto la controspalliera, spesso non danno per il Nerello Mascalese dei buoni risultati qualitativi.”





mercoledì 25 febbraio 2009

Dei modi più eleganti di scendere dai tacchi. Madame Seduzione Tamara de Lempicka



Ultimo mercoledì di febbraio dedicato a Madame de Lempicka per Dei modi più eleganti di scendere dai tacchi.

Madame Seduzione, quintessenza della sensualità. Con le linee così morbide e ben definite dei corpi rappresentati, quasi sculture, immagini plastiche che ricordano i modelli classici. Ma vive, di carne. Donne all’apice della femminilità, senza pose artificiose, colte in un fermo immagine intenso. Talvolta, spudorata nei contenuti soft-porn, dedicati spesso a liasons saffiche.



“La seduzione è svelata nella sua ambivalenza e ambiguità come caratteristiche singolari della femminilità. I soggetti femminili ritratti lusingano anche perché appaiono sicuri di sé ed aggressivi e questa energia vitale è resa manifesta dall’evidenza dei volumi e dalla scelta cromatica dell’artista che seleziona per le sue tele pochi colori, puri, decisi e luminosi. Non ci sono sfumature ma contrasti netti tra il grigio, amato da Tamara, e il rosso, il blu, il verde. Ma le labbra rosso fuoco e gli eleganti vestiti che esaltano i corpi surreali delle donne della Lempicka non risolvono l’insicurezza, né tanto meno nascondono la malinconia e la tristezza, ma accentuano gli sguardi alienati e languidi che caratterizzano tutti i volti della sua produzione artistica. Nel volto, nello sguardo, nel corpo coesistono eros e tanathos; le pose sensuali, mai volgari, in cui trionfano i caldi corpi tondeggianti convivono con i seni conici, con gli sguardi agghiaccianti e con i capelli sonanti che sembrano trucioli metallici".



Mi piace ricordare l’arte di Tamara de Lempicka, pittrice di giorno e femme fatale appena scendono le ombre, con il suo celebre autoritratto. 'La dea dagli occhi di acciaio nell'era dell'automobile', come la definisce il New York Times nel 1978. E’ il suo autoritratto più noto, in cui è ritratta alla guida di una Bugatti verde. La donna come l'automobile, come congegno meccanico? Oppure, la donna in corsa verso l’emancipazione femminile, di cui Tamara è stata innegabile icona? Pare che il dipinto sia nato dalla richiesta della direttrice della rivista tedesca di moda 'Die Dame', che ordinò il famoso autoritratto per la copertina del suo giornale, rendendolo un simbolo dell'immagine della donna moderna.



Lo stile di Tamara incarna la libertà sessuale sfrenata e creativa della gioia di vivere d'una Parigi stravagante, negli anni in cui il jazz impazza. Sono le donne emancipate degli entusiasmanti anni Venti le protagoniste dei suoi quadri, dai quali si intravede lo stile di vita che Tamara conduceva e la bellezza di cui di certo si circondava. Case da sogno, amicizie stimolati. E, spesso, curiose. Questo il divertente resoconto del rendez-vous con Gabriele D’annunzio…;-)

“Più che dama di cuori, lo fu di picche. Un match a tre riprese, accaduto in date diverse tra il 1926 e il gennaio 1927. Lei voleva fargli il ritratto ad ogni costo, cosa che le avrebbe fatto molta pubblicità mondana, lui voleva in cambio una cosa sola. Il suo solito chiodo fisso. Ma Tamara era la personificazione d'una donna moderna, troppo libera e gelida arrivista, che poco aveva in comune con le sultane dannunziane che "spoltronivano", ansimando, su languidi cuscini. Inizialmente lei si negò per paura di beccarsi la sifilide, poi tentennò col frottage ma non volle togliersi i vestiti, infine ci ripensò ma non volle baciarlo sulla bocca perché gli faceva schifo la sdentatura cariata del poeta. Come diversivo s'inventò, lì per lì, persino d'avere il fetish di farsi baciare le ascelle pur di regalargli un brivido d'immoralità. Poi lui fuggì, imbarazzato dal ridicolo, coprendosi con le mani guance e collo impiastricciati dal di lei rossetto parigino. Per farlo ancor più strano, la portò in gita in aeroplano per eccitarla. Ma lei si beccò una raffreddata!”.

martedì 24 febbraio 2009

N'ónbra e 'n sach de rose...


Mentre l'edizione 2009 del concorso letterario di Villa Petriolo "S'io fossi...vino" è in piena corsa, prosegue su DiVINando la raccolta dei racconti dell'edizione 2008 "I giorni del vino e delle rose".

Oggi si pubblica il racconto di Eliana Olivotto, "N'ónbra e 'n sach de rose". Buona lettura!

Eliana Olivotto è nata a Cremona ed abita a Belluno.
Scrive poesie e racconti brevi sia in italiano che in dialetto. Sono stati pubblicati suoi progetti didattici, fra cui una rivisitazione interdisciplinare del buzzatiano “Il segreto del Bosco Vecchio” (1997). Escono poi le raccolte di poesie “Fili” (2001), “Dentro” (2005), “Strambalerie per bambini di tutte le età” (2006), “Poesie d’amore” (2007), “Partir” (2007) in dialetto/italiano. Infine esce “Spillini ed altri racconti un poco strani” (2008). E’ presente in molte antologie ed opere. Numerosi i premi ricevuti, soprattutto per la poesia.


Racconto

"N'ónbra e 'n sach de rose (UN BICCHIERE DI VINO E TANTE ROSE)"

di Eliana Olivotto



Giovanni si avvicinò alla finestra, scostò la tendina e rimase immobile, lo sguardo immerso nella visione che gli si offriva. Fuori era tutto un'esplosione di fiori. Erano soprattutto le rose a far da padrone nel piccolo giardino di casa, ad arrampicarsi sulle reti del recinto e sui graticci, a incorniciare il vialetto, a ravvivare il prato con esuberanti cespugli fioriti... I rosai di nonna Teresa sembrava si fossero messi d'accordo per salutarlo, imprimendogli negli occhi immagini da fiaba. Ovunque si posasse lo sguardo, rose dal diverso colore si esibivano per lui, rose tea dal giallo delicato, rose rosse come un incendio, rose rosa in boccio come labbra in attesa d'essere colte, rose screziate... ma anche la semplicità delle roselline di macchia ingentiliva angoli di giardino con cascate di petali pallidi come ali di farfalla.
La valigia era pronta. Giovanni l'afferrò saldamente alla maniglia. Aprì la porta deciso. Occorreva berlo d'un fiato il calice amaro che la vita porgeva.
Occorreva asciugarlo, farlo coagulare il sangue provocato dalla spina di una rosa appena colta.
Non doveva indugiare oltre. Il treno non aspetta nessuno. Al fischio del capostazione se ne va...
Giovanni esitò un attimo, aprì l'anta della vecchia credenza, ne trasse un rozzo bicchiere di vetro robusto, di quelli spaiati che usava ogni giorno in cucina, lo riempì di vino rosso, un merlot della sua terra, e lo bevve avidamente come avesse voluto portarne con sé il sapore pieno ed asprigno. Ne ebbe un effetto sedativo quasi immediato ed insieme una spinta corroborante ad affrontare il difficile strappo della partenza.
Salutò con uno sguardo circolare che voleva essere un abbraccio le sue semplici cose, la sua casa... ed uscì quasi correndo, senza badare a quello strano umido bruciore che gli invadeva gli occhi.
In Germania, lo attendeva un lavoro di apprendista-gelataio, l'unico che avesse trovato in quel difficile momento occupazionale, nonostante gli anni di studio e il suo diploma di perito industriale. Comunque qualsiasi lavoro era meglio di niente. Tutto, fuorché rimanere con le mani in mano ad aspettare chissaché.
Il sapore del vino corposo sulla lingua lo accompagnò a lungo come un'impronta nella sua bocca, come un bacio di addio.
Rosy sarebbe andata a rassettargli la casa e ne avrebbe avuto cura durante i lunghi interminabili mesi della sua assenza. Al momento opportuno, avrebbe potato i rosai, e lui l'avrebbe pensata, rosa fra le rose, intenta all'impegnativa mansione di cui si era fatta carico. Il pensiero gli riscaldava il cuore come n'ónbra de vin bevuta insieme con gli amici.
L'adattamento alla vita in terra straniera non fu difficile come aveva immaginato. Impegno e buona volontà gli erano valido sostegno, ed il pensiero era preso nelle nuove attività, nell'apprendimento della nuova lingua, nel cercare di fare al meglio quanto gli veniva richiesto. Solo alla sera il pensiero volava alla sua casa, alle sue rose vinate, al suo vino rosato, alla sua Rosy.
I mesi rotolarono in un lampo lungo la china del tempo.
Con frenesia Giovanni predispose il ritorno, preparò le sue cose ben ordinate, cercò dei piccoli doni per le persone care, oggetti che dimostravano come nella lontananza avesse pensato a loro.
Il dondolio del treno e il suo ripetuto costante trantran sui binari ritmavano una ninnananna che ben presto gli fece chiudere gli occhi. Il ritmo di sottofondo lasciò presto spazio all'ipnotico movimento scrosciante di una marea che, nel sogno, ondeggiava fra spume rosate in una conca vetrosa di un enorme bicchiere. Il liquido dalle radici arcaiche, il vino dei padri, riemergeva oniricamente da una culla millenaria, dal cuore della terra, lo bagnava, lo dissetava, lo nutriva, diveniva sangue del suo sangue.
Giunto al paese, al primo impatto si sentì stranamente spaesato, straniero. I repentini cambiamenti d'ambiente lo scombussolavano, gli alteravano quel procedere della vita che avrebbe voluto tranquillo. Anch'egli, come gli antichi vitigni, aveva radici profonde abbarbicate alla terra e alle sue rocce, e alle sue radici si aggrappava con tutti i sensi accesi, con le mani del cuore.
Mentre camminava trascinando la nuova valigia con le ruote, pensava all'improvvisata che avrebbe regalato alla sua Rosy. Di proposito non le aveva comunicato il giorno e l'ora del suo arrivo: voleva condensare la gioia del ritrovarsi insieme in un momento unico, particolarmente felice, vestito di sorpresa, frizzante come una coppa di Champagne, quasi un prezioso distillato da gustare in due.
A questo pensava mentre camminava, quando fu distolto da un richiamo.
- Ciao, Nani, bentornà! - Era Bepi, il suo amico di sempre.
- Vién, cónteme, bevónse n'ónbra insieme! (Vieni, raccontami, beviamo un bicchiere insieme)
N'ónbra insieme. La formula magica, quasi sacrale, usata fra gli amici: era stare bene, parlare di sé di noi di tutti di tutto... mentre il vino, filtro misterioso dai grandi poteri, ondeggiava con movimento lento e carezzevole nella trasparenza del vetro trattenuta fra le dita che stringevano con delicatezza lo stelo del calice.
Al banco dell'osteria del paese, l'ónbra de vin fu il primo benvenuto. Ne annusò il profumo, assaporò il liquido prezioso... Sorseggiando timidamente il vino buono si sentì scorrere piacevolmente il sangue nelle vene, si sentì vivo, si sentì finalmente a casa...
Sì. A casa. Staccò una rosellina dal mazzo che faceva bella mostra di sé sul bancone e se l'infilò all'occhiello in uno spontaneo gesto di festa.
Sì, era ritornato a casa, e fischiettando si diresse al suo rifugio, dove Rosy, rosa fra le rose, certamente aspettava il richiamo di un impaziente campanello. Sopra il tavolo, due coppe per brindare. Sarebbe stato come essere immersi nel tepore di un liquido amniotico, nell'utero rosso della terra, pronti ad iniziare insieme una vita nuova.

domenica 22 febbraio 2009

Pontormo: il freddo e la luna. Invito a teatro il 24 febbraio a Empoli



Un bello spettacolo andrà in scena ad Empoli, al Teatro Shalom, martedì 24 febbraio 2009 alle ore 21.30.


Pontormo: il freddo e la luna

Pensieri, umori e ammaestramenti di Jacopo Carucci pittore



E’ il Pontormo degli ultimi anni, impegnato ad affrescare il coro della basilica di San Lorenzo e rintracciabile tra le scarne, particolarissime, pagine del Diario.


PER MAGGIORI INFORMAZIONI:
Paola Panicci
Responsabile U.O. Attività culturali e Turismo
Coordinamento Beni Culturali
Comune di Empoli
Sede Operativa:
Piazza Farinata degli Uberti - Palazzo Pretorio
50053 Empoli FI
Tel. 0039 0571/757729 Cell. 0039 349/0529276

sabato 21 febbraio 2009

ebbrezze e rivoluzioni


József Rippl-Rónai, My Father with Uncle Piacsek Drinking Red Wine



I migliori auguri di buon compleanno a Ludovica Mazzuccato, autrice del racconto "Ebbrezze e rivoluzioni" per l'edizione 2008 del concorso letterario di Villa Petriolo "I giorni del vino e delle rose".


Ludovica Mazzuccato
è nata a Ferrara il 20 febbraio 1978 ed abita a San Martino di Venezze (RO).
Si è aggiudicata, nel 1992, il primo premio alla XXV edizione del concorso internazionale indetto dal C.I.A.S. di Roma e dall'UNESCO. Da quel momento in poi ha raccolto numerosissimi e prestigiosi riconoscimenti come poetessa e come narratrice, anche all'estero; tra le svariate pubblicazioni, "Scooter...con le ali ai piedi" (2007, ALBUS Edizioni), con la prefazione di Federico Moccia. Ludovica si occupa del trimestrale "Finestre aperte", di cui è vicedirettore, oltre a tenere seminari di poesia.


Racconto

"EBBREZZE E RIVOLUZIONI"

di Ludovica Mazzuccato



“Il lavoratore arriva a casa stanco e snervato; trova un’abitazione priva di comodità, umida, sporca e poco accogliente; ha urgente bisogno di divertirsi, deve avere qualcosa che gli renda sopportabile il pensiero del domani… e poi, in seguito a tutto questo l’operaio non dovrebbe essere fortemente tentato dal bere? Ogni sabato sera, a Glasgow, mentre i borghesi intingono i biscotti nella cioccolata, ci sono più di tremila lavoratori ubriachi e in media, la classe operaia, spende venticinque milioni di sterline l’anno, in bevande alcoliche.
Il rapporto tra miseria e il bisogno di bere è direttamente proporzionale: l’alcol resta una delle pochissime valvole di sfogo accessibili. Quello che ti sto raccontando l’ho visto con i miei occhi, girando per i quartieri operai di Manchester…” disse Friedrich, giocherellando con il calice vuoto.
Karl non poteva che essere d’accordo.
Nella mente gli tornarono a galla le immagini della sue bevute nelle birrerie londinesi; la notte in carcere da studente universitario per schiamazzi e ubriachezza e quella volta che Karl Heinzen lo dovette accompagnare a casa perché si era scolato parecchi fiaschi di vino…
Non c’era nulla di cui vergognarsi: un uomo fiducioso come lui nel riscatto di un’umanità che appare sempre più alienata, forse non può essere un buon bevitore? L’ubriachezza lo faceva sentire leggero o anzi, così pesante da non essere più capace di pensare. Come diceva Sofocle, la vita è più bella quando non si ragiona.
L’ebbrezza cancella tutto: le incertezze sul futuro del movimento rivoluzionario, le difficoltà di studio e quelle economiche.
Il segreto è tutto racchiuso in quell’incosciente e veloce passaggio da uno stato burlesco ad uno di perfetto oblio, dimenticanza totale di qualsiasi responsabilità personale nei confronti degli altri.
“Certo, hai ragione: basta guardare noi! Scherzi a parte, l’alcol è una questione sociale. Già negli anni ’40 sulla Gazzetta Renana, mi occupai delle condizioni di miseria dei vignaioli che lavoravano lungo la Mosella. Da quel momento mi avvicinai all’economia e iniziai la mia presa di coscienza.
A proposito, hai sentito parlare di quella raccolta poetica uscita in Francia intitolata Les fleurs du mal, di un certo Baudelaire? Pare che l’autore, tipico giovane disadattato della borghesia intellettuale europea, veda nel vino una forma di ribellione al perbenismo dei benpensanti. Ha dedicato a quello che lui definisce vegetale ambrosia, gran parte della raccolta. Una poesia è intitolata Anima del vino e decanta, con lucida consapevolezza, le fatiche necessarie per produrre il vino e per dargli un’anima… ” spiegò Karl.
“Sì, ne ho sentito parlare e si dice che questo Baudelaire stia portando scompiglio nel mondo della cultura. Una vera e propria rivoluzione. Mi dispiace per quelli della Sturm und Drag, perché anche a loro non dispiaceva andare per taverne… Ma dove c’è il vino c’è sempre rivoluzione perché esso stesso è il prodotto di un fermento. Tutto merito di un moscerino, di una briciola di lievito, proprio come una mezza idea nata da un piccolo uomo, può cambiare il mondo…
Forse al nostro simbolo avremmo dovuto aggiungere anche una bella botte! Sai, io credo che senza lo champagne non sarei riuscito a darti una mano a scrivere in fretta e furia I Principi del Comunismo.
Allora concordi con me che bisogna bagnare nell’alcol anche gli esami a cui sottoporremo tutti i nuovi membri della Lega dei comunisti?” chiese Friedrich.
“È un ottima idea. Possiamo mettere un boccale di stagno pieno di birra davanti al candidato…” azzardò Karl.
“Io preferirei il Bordeaux. Lo sai che come te ho un debole per il rosso: è un colore di-vino! Però sono come l’Emilio di Rousseau: bevo succo d’ottobre ma so distinguere quello genuino da quello adultero” disse sghignazzando Friedrich.
“Non ho dubbi sul fatto che siamo ciò che mangiamo e perciò anche ciò che beviamo, ma non sono sicuro che tu sia un palato sopraffino, piuttosto un palato sempre secco. Comunque ti prometto che questa tua stupefacente dote me la ricorderò quando dovrò pronunciare il tuo discorso funebre… – a quelle parole Friedrich si lasciò scappare un gesto scaramantico sotto la tavola – Ora dobbiamo brindare alla tua geniale idea e questa volta offri tu… io mi sono già svenato e poi chi la sente Jenny!” sentenziò Karl sfregandosi la barba e ripensando che se non fosse stato per un’eredità inaspettata della moglie, probabilmente avrebbe dovuto rinunciare ai suoi studi.
“Ah… ora ho capito perché sei un estimatore di Baudelaire! Lui ha le idee chiare su come affrontare le mogli che gridano quando i mariti tornano a casa ubriachi e senza un soldo: ucciderle! Ovviamente non per un atto di rabbia, ma bensì per il troppo amore. E poi c’è l’alcol che consola ogni buon peccatore… Noi lo sappiamo bene. Vero, Karl?” scherzò Friedrich, consapevole di quanto il compagno amasse la moglie.
“Io non potrei vivere senza Jenny – esclamò con tono serio Karl – ma non potrei vivere nemmeno senza bere” concluse con fare scanzonato.
“Non posso che crederti… Come si dice… In vino veritas… Ma perché non facciamo come l’Eutrapelo di Erasmo da Rotterdam: paga il vino chi racconta la storia più gustosa e quello che racconta la più melensa. Così ora offro io, poi ancora tu… – disse Friedrich mentre stava già agitando il braccio in aria e cercava di ricordare un’ode di Alceo – Cameriere, cameriere… porti subito una di rosso agli assetati! O amato fanciullo, prendi le tazze variopinte, perché il figlio di Zeus e di Semele diede agli uomini il vino per dimenticare i dolori…”.
L’odore del vino appena stappato bussava alla soglia dei loro sensi come un innamorato all’uscio della sua amata.
Si accomodò alla loro tavola come un ospite senza piedi ma pieno di mani che macchiano tovaglie e camice. Gli parlò della sua terra, corteggiando la loro voglia disillusa da troppe promesse mai mantenute. Eloquente, riempì le loro speranze e mentre i bicchieri roteavano come pianeti, dagli archetti schizzati scoccavano idee come frecce, pensieri nuovi ancora inconsapevoli di essere nati.
“Benvenuto tu sia, in questa casa e nel mio cuore, per festeggiare in allegria o congedare con cortesia l’amaro in bocca di una giornata senza amore” recitò Karl, venerando la bottiglia di Bordeaux appena portata dal cameriere e già mezza vuota.
“Il vino ha veramente dei poteri miracolosi se riesce a far diventare un poeta persino te… come diceva Orazio? Nulla placere diu nec vivere carmina possunt quae scribuntur aquae potoribus… (non piacciono e non durano molto i versi scritti da chi beve solo acqua)” sentenziò Friedrich, in un latino che se non fossero stati in taverna sarebbe risultato piuttosto imbarazzante.
Karl e Friedrich scoppiarono in una sonora risata.
Il vino come un amico lontano, fisicamente invisibile ma di cui ne senti il calore, stava tra i due compagni con le braccia sulle loro spalle, consolando e condividendo i loro sogni.
Si leggevano solo impronte di labbra carnose sui bordi dei bicchieri e di dita emozionate sugli steli, gocce generose sul tavolo che il legno cercava di succhiare dalle sue spaccature e carte topografiche di venuzze eccitate sulle guance dei due amici.
Eppure, proprio lì, con il sacro inchiostro di Bacco, si stava scrivendo la storia.

venerdì 20 febbraio 2009

I vini di Villa Petriolo ed il Nakone al caffé letterario Le Naiadi di Empoli il prossimo 13 marzo


Come preannunciato nei giorni scorsi, il 13 marzo dalle ore 18.00, saremo ospiti del caffé letterario Le Naiadi di Empoli per una degustazione dei nostri vini.

A fare da apripista per questo aperitivo "ad arte" il Nakone, prodotto nella tenuta in Sicilia: chardonnay in purezza proveniente da Segesta, dallo stile inconfondibile. Un vino fresco e strutturato, senza passaggi in legno, che ha l’ambizione di invecchiare bene, pur essendo facile da bere fin da oggi.



A seguire, tutti gli altri vini di Villa Petriolo e tanti ghiotti stuzzichini.

Ad accompagnare lo stile del Nakone il carattere della cantautrice Chiara Riondino e dell’attrice Nicoletta M. Loisi, già protagoniste delle letture dei racconti vincitori del concorso letterario di Villa Petriolo 2008 durante la serata di premiazione e gentilmente presenti con noi alle Naiadi. A ricordare la magica atmosfera all’imbrunire del settembre scorso, una conversazione dello scrittore ed amico Paolo Pianigiani con Cristina Trinci, attrice a sua volta e autrice del racconto secondo classificato "Cammina, cammina".



Finale a sorpresa con un omaggio alla poesia di Dino Campana.

Un appuntamento gustoso per lanciare il bando della terza edizione del concorso letterario di Villa Petriolo “S’io fossi…vino. Epifanie dello spirito” e per godere del piacere del vino e delle parole per raccontarlo. In un’unica, bella, occasione.

Ieri, sul quotidiano La Nazione, Paolo racconta di questa interessante realtà del nostro territorio e non manca di anticipare la presentazione del bando del nuovo concorso di Villa Petriolo.
Grazie a Paolo per la bella opportunità e ad Alena per la realizzazione dell'invito, su cui campeggia una delle sue splendide foto.

Appuntamento al 13 marzo a Le Naiadi con diVINarte: per chi è in zona, vi aspetto!

INFO:
Caffè letterario via Luigi Russo, 62 – Empoli (FI) tel. 0571 710759


Invito al cinema: Aspettando il sole, dal 20 febbraio


E' con grande piacere che vi invito ad andare al cinema a vedere il film Aspettando il sole, in uscita nelle sale dal 20 febbraio.

Tra gli sceneggiatori...il "nostro" Enrico Remmert, autore, insieme a Luca Ragagnin, del delizioso racconto "Il lago color del vino", terzo classificato al concorso di Villa Petriolo "I giorni del vino e delle rose". In bocca al lupo ad Enrico! E sosteniamo il cinema italiano...io non mancherò!

Potete avere tutte le informazioni possibili, gustare i vari trailer, ascoltare la colonna sonora di Nicola Tescari, giocare con il gioco Re-Movie (che vi consente di visionare varie scene -sempre diverse ad ogni reload del sito- del film e di rimontarle nell'ordine che preferite) e leggere il blog che ha seguito passo passo tutta la lavorazione del film sul sito www.aspettandoilsole.it.
Esiste anche un "canale" di you_tube che contiene altri filmati (http://www.youtube.com/user/AISO

giovedì 19 febbraio 2009

Il concorso letterario di Villa Petriolo "S'io fossi...vino" sulla rivista I grandi vini



Esce sulla bella rivista I grandi vini, numero di febbraio, la notizia dell'uscita del bando del concorso di Villa Petriolo: un ringraziamento alla redazione de I grandi vini!

le prime creazioni multimediali per "S'io fossi...vino"!


Ecco i primi contributi multimediali al concorso di Villa Petriolo "S'io fossi...vino. Epifanie dello spirito"! Già arrivate riproduzioni digitali di splendide sculture e fotografie, a cui si darà visibilità nei prossimi giorni.

Come promesso, infatti, le opere saranno valorizzate su DiVINando e, con un'iniziativa ad hoc, durante la serata di premiazione che si svolgerà a Villa Petriolo nel giugno 2009.

La giuria del concorso, che conta registi, critici cinematografici, attori, esperti in creatività, selezionerà, a parte rispetto ai racconti, gli elaborati giunti. E belle sorprese si stanno preparando!

Oggi pubblico su DiVINando il video realizzato da Stefano Nicoletti, che ha arricchito la sua partecipazione a S'io fossi...vino con "SensazioniDiVino", appena pubblicato anche sul suo blog "Storie in movimento".

Residente a Vecchiano (PI), Stefano scrive di sé:
"Nato a Viareggio il 2.6.75, le storie raccontate per immagini sono la mia passione. Scrivo (il mio racconto “dispenser” è allegato all’edizione speciale del DVD “I figli degli uomini” ed un mio romanzo ambientato nelle campagne toscane è in visione presso alcuni editori) e realizzo corti in digitale.
Lavoro da molti anni nell’ufficio comunicazione di una grande azienda italiana".

Buona visione e buone creazioni a tutti!


SensazioniDiVino from stefano nicoletti on Vimeo.

mercoledì 18 febbraio 2009

Dei modi più eleganti di scendere dai tacchi. Issa London, la stilista che veste le donne donne


Issa London. O della vestibilità. La stilista a cui dedico l’omaggio di oggi per Dei modi più eleganti di scendere dai tacchi.


Issa London
, brasiliana di Rio de Janeiro, inizia a disegnare i suoi abiti nella Grande Mela, trasferendosi dopo otto anni a Londra, dove fonda il suo marchio Issalondon, iniziando a distribuire nelle più belle boutiques del mondo.

Il Venerdì di Repubblica del 2 gennaio dedica un ampio articolo alla mia stilista preferita: “abiti in jersey di seta, colorati, a grandi fantasie, con scollature che accompagnano il seno e accarezzano le spalle, scoprono la schiena. Abiti per non passare inosservate”. Ma, soprattutto, abiti per donne stanche di subire la dittatura di chi crea abiti ispirandosi ai corpi perfetti delle modelle!


Issa con uno dei suoi abiti...


Questa mattina raffreddore, dormito poco, la Lavi nervosa, un vento da non stare in piedi...vado a fare shopping. Due abiti di Issa, uno azzurro come i miei occhi e uno verde smeraldo ... meravigliosi. La grande capacità di vestire il corpo femminile come fosse il suo, ovvero un normale corpo di donna, è la caratteristica di questi vestiti bellissimi. Il regalo della nonna, racconta Daniela Helayel, vero nome di Issa. Sì, perché da bambina ha frugato nei suoi armadi, prendendo in prestito tanti suoi vestiti. E il celebre “Lucky dress”, maniche a palloncino e scollatura quadrata, indossato da Scarlett Johansson e fotografato su tutti i giornali del mondo, pare che sia molto simile ad un vestitino che la stilista indossava da piccola….magari trafugato dall’armadio delle meraviglie della nonna…

Diane Von Furstenberg ed Emilio Pucci i suoi maestri. Colori accesi, capacità di valorizzare tutte le taglie e tanta femminilità, per abiti che una donna possa mettere dalla mattina alla notte, ad ogni età ed in qualunque luogo. L’abito che tutte vorremmo avere nel guardaroba.

"Sex in the city" e “Il seme della discordia” di Pappi Corsicato i film che la celebrano, oltre ad un numero infinito di celebrities, attrici, cantanti, principesse. E tante, tante donne normali…
Viva Issa London!


Il mio omaggio alla creatività di Issa London, per la serata di premiazione dei racconti vincitori del concorso letterario di Villa Petriolo 2007 Rosso...non è solo un colore.

martedì 17 febbraio 2009

...il blog è il jazz!


Jackson Pollock


Leggo da paperogiallo, il blog di Stefano Bonilli, questo interessante post: COME SI SCRIVE UN BLOG...e non posso non riportare questa bellissima definizione "il blog è il jazz: sono generi intimi, improvvisati, individuali, ma anche collettivi.
E il pubblico si sente autorizzato a parlarci sopra perché il tipo di musica e di scrittura richiede partecipazione, non può essere assorbito passivamente".
Leggete tutto il post del Papero giallo, ne vale la pena.


Sarà troppo paragonare il blogging alla tecnica di Pollock??! ;-)))

« Quello che finiva sulla tela non era un quadro, ma un evento. Il punto di svolta c'è stato quando ha deciso di dipingere "solo per dipingere". I gesti che si riflettevano sulla tela erano gesti di liberazione dai valori - politici, estetici e morali »

PREMIO BLOG CAFE'...anche DiVINando tra i candidati!



E' POSSIBILE VOTARE PER LE NOMINATION PER IL PREMIO BLOG CAFE' DI SQUISITO 2009!!!


- Miglior Blog di Food (Chef e Ricette)

- Miglior Blog di Vino

- Blog dei Blog




Parte la possibilità di votare per i premi del BLOG CAFE’ di Squisito 2009 che come è noto saranno tre:

* il miglior Blog del vino
* il miglior Blog del food (ricette e ristorazione)
* il Blog dei Blog, miglior blog in assoluto 2009
* oltre al premio speciale della Giuria.

"Sulla colonna a destra, in alto, del nostro blog c’è una dicitura con scritto Premio Blog Cafè 2009 e relativa indicazione per aprire la sezione dedicata al voto.

Attualmente ci sono indicati tutti i blog segnalati in ordine alfabetico, quindi verificare se c’è il proprio preferito ed effettuare la propria preferenza.

Attenzione perché:

1. è possibile dare solo un voto
2. non è possibile correggere il proprio voto
3. se non si dovesse trovare il proprio blog preferito sarà possibile segnalarlo attraverso il bottone “scrivici”, sempre nel lato alto a destra della colonna del blog, e segnalarcelo. Provvederemo entro 24 ore ad inserirlo fra i blog partecipanti.
4. Si potrà votare sino al 31 marzo 2009 alle ore 23.59 e l’andamento delle votazioni rimarrà segreto sino al giorno 2 aprile quando in occasione del Winitaly daremo le nomination dei 3 Premi.
5. Alle “nomination” del premio Blog dei Blogs accederanno i tre blog più votati (purchè i contenuti rispondano ai criteri da noi richiesti vino e food) ed ovviamente i primi tre sempre delle categorie specifiche di vino e del food.

Più semplice di così…"

Anche DiVINando è tra i WineBlog!

domenica 15 febbraio 2009

semel in anno licet insanire... è carnevale!




E' arrivato il carnevale.... a Viareggio
la Simo panterona
Roby con la parrucca alta 1 metro
i piccoli lavi, marghe e leo












Seconda domenica del Carnevale di Viareggio, la cui cerimonia di apertura si è svolta il 7 febbraio, dedicata al genio futurista Uberto Bonetti creatore di Burlamacco, la maschera simbolo e testimonial del Carnevale di Viareggio.

"Un omaggio a Bonetti ed al futurismo proprio nell’anno in cui in tutta Italia si celebra il primo grande movimento d’avanguardia italiano la cui nascita risale convenzionalmente al 20 febbraio 1909, data di pubblicazione sul giornale francese “Le Figaro” del “Manifesto del futurismo” redatto da Filippo Tommaso Marinetti. In questo anniversario Viareggio e il suo Carnevale, scrigno di un prezioso tassello della storia del movimento artistico di inizio novecento, dedicano l’edizione 2009 della manifestazione viareggina conosciuta in tutto il mondo, ad uno dei protagonisti del futurismo: Uberto Bonetti, viareggino, creatore di Burlamacco, simbolo ufficiale del Carnevale di Viareggio che oltre ad essere uno degli esempi grafici meglio riusciti dell’inizio del Novecento, rappresenta l’ultima elaborazione di una tradizione nata con le maschere della Commedia dell’arte, e può essere quindi considerata come l’ultima maschera nata in Italia".

venerdì 13 febbraio 2009

EDUCATIONAL TOUR Best of wine tourism 2009 dal 5 al 7 marzo 2009



Si avvicina il momento della cerimonia di premiazione del concorso internazionale The best of wine tourism 2009, per il quale Villa Petriolo si è guadagnata il premio alle finalissime in Sudafrica per la città di Firenze, Categoria Arte e cultura, con il concorso letterario edizione 2008 "I giorni del vino e delle rose".



La cerimonia si svolgerà giovedì 5 marzo, nello splendido scenario della città di Firenze. Sala conferenze di Villa Bardini, Costa San Giorgio 2, Firenze, alle ore 11.00.
La mappa di Google.

Qui la notizia sul sito di Great Wine Capitals.

A seguire, una tre giorni di Educational tour tra tutte le aziende vinicole partecipanti.



E sabato 7 marzo gran finale con il trasferimento a Villa Petriolo dei giornalisti specializzati nel turismo enogastronomico.

Già fervono i preparativi...si inizierà con un pranzo-degustazione a base di delizie del territorio abbinate ai nostri vini. Presentazione dell'azienda e del concorso 2009 - evoluzione dell'iniziativa che ci ha fatto insignire del premio - e, per finire, giro in cantina. Confidando nel bel tempo, non mancherà una passeggiata tra i filari prima di salutarci.

Un ringraziamento e molti complimenti allo staff di www.florencewine.it, PromoFirenze e Camera di Commercio di Firenze per l'impeccabile organizzazione e la cura delle aziende in concorso.




Questo il programma completo dell'EDUCATIONAL TOUR The best of wine tourism 2009:

giovedì 5 marzo
ore 11.00 cerimonia di premiazione vincitori Best of wine tourism 2009 Firenze

ore 12.30 light lunch presso CANTINETTA DA VERRAZZANO via de’ tavolini Firenze
Best of d’argento categoria Ristoranti del vino
Perché promuove i prodotti della fattoria in un locale nel centro storico di Firenze, abbinandoli ai prodotti del forno, con proposte di spuntini e pasti semplici ma stuzzicanti.
www.verrazzano.com

trasferimento a Bagno a Ripoli
ore 15.00 visita con degustazione alla FATTORIA LE SORGENTI Bagno a Ripoli (Fi)
Best of d’argento categoria Esperienze innovative nel turismo del vino
Per l’attenzione e la professionalità con cui si introduce il visitatore al mondo del vino, accompagnandolo in ogni passo alla scoperta della terra, del procedimento e del prodotto finale.
www.fattoria-lesorgenti.com

trasferimento a San Casciano Val di Pesa
ore 17.00 visita a POGGIO A CAMPOLI San Casciano Val di Pesa (Fi)
Best of d’oro categoria Pratiche ecologiche nel turismo del vino
Per l’attenzione alle pratiche sostenibili abbinata alla ricerca ed al recupero di vitigni in via di estinzione.
www.mastrocecco.it

trasferimento a Greve in Chianti
ore 19.00 visita, cena e pernottamento a VICCHIOMAGGIO Greve in Chianti (Fi)
Best of d’argento categoria Architettura, Parchi e Giardini
Per il monumento nazionale che è il castello, con parti risalenti all’VIII secolo e con parti rinascimentali, ornato di splendido giardino panoramico.
www.vicchiomaggio.it

venerdì 6 marzo
ore 9.00 partenza per Castellina in Chianti

ore 10.00 visita al borgo e alla cantina MARCHESE MAZZEI - FONTERUTOLI Castellina in Chianti (Si)
Best of d’oro categoria Architettura, Parchi e Giardini
Per la cantina realizzata dall’architetto Agnese Mazzei, una struttura eco-compatibile dove il design sposa la tecnologia, pensata e disegnata per dare corpo ad una filosofia mirata esclusivamente a produrre vini di eccellenza.
www.mazzei.it

trasferimento a Montalcino
ore 13.30 visita e light lunch a WINE STATION Torrenieri (Si)
Best of d’oro categoria Esperienze innovative nel turismo del vino
Per l’iniziativa di Wine station – La stazione del vino a Torrenieri, che ha creato un luogo originale di divulgazione delle cultura del vino con Binario Zero, la carrozza didattica di vino e cibo, e Wine Circus.
www.winestation.it

trasferimento a Montepulciano
ore 16.00 visita a ICARIO Montepulciano (Si)
Best of d’argento categoria Arte e Cultura
Per l’attività realizzata con il progetto Icario Arte, che unisce la produzione professionale di vino alla realizzazione di mostre di arte contemporanea, nei locali appositamente dedicati della struttura architettonica dove ha sede l’azienda.
www.icario.it

trasferimento a Gaiole in Chianti
ore 19.00 visita e cena al CASTELLO DI BROLIO Gaiole in Chianti (Si)
Best of d’oro categoria Ristoranti del vino
Per la valorizzazione della cucina tradizionale toscana in un contesto ambientale di particolare pregio, per l’elegante elaborazione a base di materie prime locali e di stagione.
www.ricasoli.it

trasferimento per il pernottamento al CASTELLO DI MELETO Gaiole in Chianti (Si)
Best of d’oro categoria Ricettività (edizione 2008)
Per l’ospitalità nelle camere del castello e negli appartamenti finemente ristrutturati in un contesto architettonico di pregio. Vincitore del premio internazionale nell’edizione 2008 del concorso Best of wine tourism 2008.
www.castellomeleto.it

sabato 7 marzo

ore 9.00 visita al CASTELLO DI MELETO Gaiole in Chianti (Si)

trasferimento a Greve in Chianti
ore 11.00 visita a VIGNAMAGGIO Greve in Chianti (Fi)
Best of d’argento categoria Ricettività
Per la suggestiva ambientazione delle camere e degli appartamenti nella residenza d’epoca e nei casali circostanti, dove traspare una particolare cura dell’accoglienza, fin nei minimi particolari.
www.vignamaggio.com

trasferimento a Cerreto Guidi
ore 13.00 visita, pranzo e degustazione a VILLA DI PETRIOLO Cerreto Guidi (Fi)
Best of d’oro categoria Arte e cultura
Per il concorso letterario annuale, affermatosi in poco tempo a livello nazionale, che intende scoprire e promuovere opere inedite in lingua italiana incentrate sui temi della cultura del vino. Vincitore premio internazionale del concorso Best of wine tourism 2009.
www.villapetriolo.com

rientro a Firenze per le ore 17.00

tutti i trasferimenti saranno effettuati da un pullman riservato ai partecipanti all'educational tour

Info e prenotazioni
Aida srl - ufficio stampa
Anna D'Amico
tel. 055 3218449
mob. 347 8691998
ufficiostampa@aidanet.it
www.florencewine.it

dove leggere sul web del concorso letterario di Villa Petriolo "S'io fossi...vino"...


Continuo a mappare i siti su cui compare il bando o la notizia dell'uscita della terza edizione del concorso letterario di Villa Petriolo "S'io fossi...vino. Epifanie dello spirito", ringraziando tutti coloro che ci stanno aiutando nella diffusione! Sostegno prezioso...


WineTaste Il Gusto del vino: Web-Magazine enogastronomico diretto da Roberto Gatti

GAI Giovani Artisti Italiani

Informagiovani

Puntobar

L'AcquaBuona

Stefano Il Nero Impressioni ed accessori di una storia

Universo Vino

Corriere del vino

CTedizioni

giovedì 12 febbraio 2009

eventi...diVini. Villa Petriolo a VINI GIUSTI 2009 domenica 1° marzo



Una bella vetrina attende i vini di Villa Petriolo per domenica 1° marzo: al ristorante q.b. di Firenze, in Via de' Ginori, si svolgerà la terza edizione di VINI GIUSTI 2009, la kermesse di "buon gusto e buon senso" curata da Guido Ricciarelli.

Prestigiose etichette toscane e non solo selezionate tra le menzioni di eccellenza e convenienza delle principali Guide e pubblicazioni specializzate.


Villa Petriolo sarà presente con la propria linea: Chianti DOCG Rosae Mnemosis 2007, IGT Rosso Toscana Golpaja 2006, IGT Rosso Toscana L’imbrunire 2007, Chianti DOCG Villa Petriolo 2006, Vin Santo del Chianti DOC Villa Petriolo 2002. In degustazione anche l' IGT Bianco Sicilia Nakone 2007.

Il curatore Guido Ricciarelli così ci presenta l'iniziativa:
“Menzione Oscar Qualità/Prezzo, Borsino Extravagante, I Migliori Acquisti, Euro Che Ride, I Vini Da Bere, Prezzo/Piacere, Etichette Da Non Perdere, Vini Intelligenti. Sono solo alcuni dei simbolismi che periodici e guide di settore utilizzano per enfatizzare il concetto di convenienza nella valutazione dei vini. Un approccio sempre più seguito e tradotto nelle logiche di acquisto da parte dei lettori che mostrano, certamente, interesse per l’eccellenza assoluta ma chiedono, e non solo più in una chiave di consumo quotidiano ma anche per l’occasione “speciale”, vini ben punteggiati e soprattutto ben prezzati rispetto alla categoria di appartenenza. C’è sempre più sete, in sostanza, di “Vini Giusti”. La domanda sembra progressivamente riposizionarsi secondo la logica del low-cost. Concetto che non vale soltanto in senso assoluto per le etichette di primo prezzo ma anche in senso relativo per quelle più blasonate. Può essere low-cost un buon IGT a 7 euro come un Chianti Classico a 14 euro o un Brunello a 28 euro e così via. “VINI GIUSTI 2009” è l’unica rassegna dedicata alla produzione toscana che abbia ottenuto riconoscimenti di bontà e convenienza dalle principali pubblicazioni specializzate. Un banco di assaggio non-stop dalle ore 12.30 alle ore 21.00, allestito in una location di prestigio, che si rivolge al consumatore comune come a quello avvertito, ad enotecari e ristoratori, alla stampa regionale e nazionale. Alle ore 17.30 si svolgerà un dibattito sul tema delle diverse percezioni del “vino quotidiano”. A seguire una degustazione tecnica su invito con valutazione dei vini selezionati mediante compilazione di apposita scheda. Lo scrutinio delle schede depositate al termine della giornata di assaggi porterà alla proclamazione dei “VINI GIUSTI 2009” suddivisi per fasce di prezzo (fino a 8 euro, da 8 a 15 euro, oltre 15 euro)”.

Sono onorata che i vini di Villa Petriolo siano stati ammessi a questa bella manifestazione, vi aspetto tutti a Firenze il 1° marzo!

Per ulteriori informazioni:
q.b. quantobasta – Via De' Ginori 4/r 6/r 8/r 10/r (zona Duomo) – 50129 Firenze

Azienda agricola Villa Petriolo - Via di Petriolo, 7 – 50050 Cerreto Guidi (FI)
Website: www.villapetriolo.com – Blog: www.divinando.blogspot.com – e-mail: info@villapetriolo.com
tel. 057155284 – fax 057155081

Questo di seguito il programma:

Mostra di pittura al caffé letterario Le Naiadi: Piero, Antonio e Gabriella Sedoni il 13 febbraio a Empoli


Si inaugura al caffé letterario LE NAIADI di Empoli una bella mostra di pittura: Piero, Antonio e Gabriella Sedoni.



Il 13 Febbraio 2009, dalle ore 18.30, con aperitivo, cena e musica.

La serata sarà arricchita dall' intervento critico del Prof. Lorenzo Poggi e da un' intervista di Paolo Pianigiani. Siete tutti invitati!

INFO:
Caffè letterario
via Luigi Russo, 62 - Empoli
tel. 0571 - 710759


A breve, in marzo, anche Villa Petriolo sarà gentilmente ospitata alle Naiadi: presenteremo una degustazione di Nakone - chardonnay in purezza prodotto a Segesta - accompagnata da un bel reading di alcuni racconti del concorso 2008 per lanciare il bando della terza edizione S'io fossi...vino. Vi tengo aggiornati!