"In questo paese di vigneti
dove l'architettura
esegue intermezzi musicali, mette a nudo
emozioni di un primitivo consenso...". Charles Tomlinson, "In Italia"
Un caro saluto ai nostri winelovers dello scorso week-end e buon rientro in Norvegia!
Villa Petriolo ringrazia tutta la squadra dei vendemmiatori del 2011. Giovani, energici, motivati. E la raccolta, domani, sarà già conclusa!
Uva sana e bellissima, senza traccia di muffa. Questa vendemmia anticipata, che ci aveva fatto un po’ trepidare per la sorte dei nostri vini, si è rivelata, piuttosto, una delle migliori delle ultime annate. L’attenta cernita dei grappoli completerà il grande lavoro realizzato in vigna dai nostri ragazzi.
Questa è Diletta, attrice ed educatrice attiva sul nostro territorio, dall'anima creativa ed il temperamento passionale. Il teatro si unisce alla natura e l’arte di fare vino corre in soccorso al mestiere dell’attore, che talvolta espone ai rischi della precarietà. La vendemmia ci consente anche questo, di incontrare nuove persone, sempre interessanti, con cui collaborare in futuro per progetti condivisi, all’insegna della poesia della terra.
Buon rientro dalle vacanze a tutti gli amici di DiVINando!
Torno nella mia amata Toscana e i cipressi di Villa Petriolo, in ordinata fila ai bordi delle vigne, mi accolgono con un leggero brivido delle cime. Bentornata a casa, sembrano dirmi...
Si torna al lavoro.
"I cipressi non sanno ancora se muoversi,
come se desiderandolo, potessero avanzare sulle colline;
infine si immobilizzano, si fingono morti:
intuendo che qualcosa sta per accadere
preferiscono passare inosservati.
(...)
I cipressi perdono la loro compostezza, ma per poco.
(...)
I cipressi vincono l'indecisione - ora non saranno più riconosciuti - e affiorano mascherati.
Evidentemente si sono radunati in gruppi e associazioni
in fantastici concili: snelli chierici in equilibrio
ai piedi del pendio, diretti a un qualche altare, lassù
sopra la vetta.
I due più vicini, l'uno più grande, l'altro piccolino, - sono madre e figlio:
la madre è gigantesca e il figlio, che le somiglia in tutto,
tenta di superare la distanza,
ascoltando attento mentre sale". Charles Tomlinson, "In Italia".
Come sarà la prossima raccolta? Anticipazioni da Villa Petriolo: uve sane e grande equilibrio. Si vendemmia la prima settimana di settembre.
Nell'attesa della raccolta 2011, auguriamo a tutti gli amici di DiVINando un buon ferragosto! A rileggerci a fine mese!
"Sarà sicuramente una vendemmia anticipata - conferma Silva Maestrelli proprietaria dell'azienda Villa Petriolo di Cerreto Guidi dove si producono vini da uve Merlot, Canaiolo e Sangiovese - e a Petriolo sarà per la prima settimana di settembre. Luglio non è stato particolarmente caldo e afoso, quindi mi aspetto una vendemmia molto positiva perché c'è una condizione di grande equilibrio nelle vigne. Nella vendemmia 2003, ad esempio, l'uva era molto matura ma non c'era equilibrio fra acidità e profumo, oggi invece c'è un'acidità molto equilibrata e le caratteristiche organolettiche che abbiamo riscontrato finora sono davvero molto interessanti. Tutte queste uve sono in una condizione ottimale". (Francesca Cavini)
Quando arrivo a Bonifacio, mi si apre il cuore. Un’acqua così trasparente, la bellezza selvaggia, un’atmosfera struggente. Non mi stanco mai di guardare le pareti rocciose, le grotte, che mi riportano alle leggende dei pirati. Spero sempre che di notte vengano a rapirmi…
Ricordi da L'indomabile Angelica e i corsari...adesso vi faccio dare del vino caldo e vestiti asciutti...
Affacciate sul Mediterraneo, Catalogna e Toscana si guardano. E possono raccontarsi di vino.
Ieri a Villa Petriolo si è sperimentato tutto il potere affabulatorio del vino e della cultura mediterranea: uno splendido gruppo di enoturisti catalani ci ha fatto visita nella nostra tenuta di Cerreto Guidi.
Produttori di Cava, il celebre spumante spagnolo realizzato con metodo champenoise - Vallort Vinyaters la loro bella azienda vinicola -, si è parlato di metodi vinificazione e di paella, delle torri di San Gimignano e di Ferran Adrià, di Figueras, nel ricordo indelebile del teatro–museo di Salvator Dalì, e del nostro Canaiolo in purezza dedicato all’imbrunire dopo giornate di vendemmia ormai imminenti…
Il Mediterraneo unisce tutte, o quasi, le civiltà europee, che hanno nel vino un elemento di forte identità. E Odisseo ce lo ricorda bene…il mare, in mezzo-alle-terre-, è color del vino.
Auguriamo agli amici catalani un buon ritorno a casa, a Vilafranca del Penedès, ringraziandoli per la piacevole giornata trascorsa insieme e ricordando loro che andremo presto a trovarli per assaggiare il loro Cava! Magari per la fiesta di Sant Sadurní d'Anoia che celebra il loro spumante?!! Il Cava-week si svolge a metà ottobre: annotiamoci la data!
Un ringraziamento sentito anche a Giovanni Malvolti, proprietario di Villa del Remedio a Fucecchio e anima dell’Associazione Iter Mentis, che ha voluto suggerire ai suoi ospiti, con nostro grande piacere, il wine tour a Villa Petriolo.
Ogni azione fatta dalla natura non si pò fare con più brieve modo co' medesimi mezzi. Date le cause la natura partorisce li effetti per i più brievi modi che far si possa. Leonardo Da Vinci, Codice Arundel, 1478/1518
Volete scoprire come la tazzina di caffè mattutino può contribuire a risollevare le sorti dell’economia?!! Guardate questo video.
La natura insegna: è sempre riuscita a risolvere in modo ingegnoso le grandi sfide che il mondo pone. Nel nostro piccolo, prendiamo spunto per mettere in atto un nuovo sistema economico “blu”, blu come il mare, il cielo, la terra vista dall’universo.
“La Blue Economy nasce come un progetto per trovare 100 delle migliori tecnologie ispirate dalla Natura, che possano influenzare le economie di un mondo più sostenibile, fornendo i bisogni umani fondamentali: acqua potabile, cibo, lavoro e un riparo abitabile. A partire da 2231 articoli revisionati, Gunter Pauli e il suo team hanno scoperto 340 innovazioni che potrebbero essere il toccasana in sistemi che permettono di non abusare degli ecosistemi, come succede ora. (…)
Dopo la Green Economy, sulla quale è piombata inesorabilmente la mano di grandi affaristi, in quanto essa richiede alle aziende di investire di più per salvare l’ambiente, nasce per mano di Gunter Pauli, imprenditore e fondatore della rete internazionale di scienziati, studiosi ed economisti ZERI ((Zero Emission Research Initiative), la Blue Economy, che lo stesso Pauli ha presentato recentemente a Roma, presso la fondazione Aurelio Peccei, organizzato insieme a WWF in collaborazione con UniCredit, per spiegare come si può intraprendere il business ad impatto zero".
La natura, nella cultura contadina, era antropomorfizzata...invocava il vento per essere accarezzata, amata, ingravidata, conservata viva e vitale. E (...) il coltivatore doveva tener conto dei (...) bisogni sentimentali, del profondo, vaneggiante desiderio d'affetto, e d'unione. Delle piante.
Il contadino si scoprirà indispensabile messaggero d'amore...porterà i baci e gli abbracci, e la pianta, a queste carezze, comincerà a rallegrarsi e a rizzar le foglie. Peroché a questa foggia si mitiga la forza d' amore, ed ella diventando bella, produce suavissimi frutti.
"Avessi mille figli, il primo principio umano che insegnerei loro sarebbe quello di rinnegare i liquori leggeri". Falstaff in "Enrico IV" (Atto II) di William Shakespeare
Kingsley Amis, autore inglese di opere ritenute ormai classici contemporanei e vincitore del Booker Prize nel 1986, apparenta la grappa italiana al marc francese.
In "Taccuino di un vecchio bevitore" - assolutamente da leggere! - racconta: "I proprietari di vigne sono stati molto contenti quando si è scoperto che è possibile ottenere un alcolico dai residui di bucce d'uva e grappoli che rimangono nella pressa dopo che il succo è stato estratto dagli acini per la fermentazione. In Francia questi rimasugli sono chiamati marc e lo stesso nome viene familiarmente attribuito all' alcolico che ne risulta. (...) secondo me è ottimo dopo un buon pasto a mo' di sfida, di scossa, di cambiamento. Un bicchierinio basta e avanza. La grappa è la versione italiana del marc (...). Ritengo che non bere un bicchierino di grappa dopo una cena italiana costituisca una colossale stupidaggine".
La grappa toscana "di fattoria" di Villa Petriolo, ottenuta dalle nostre vinacce fresche di Sangiovese distillate immediatamente dalla ditta Nannoni di Grosseto, è datata vendemmia 1990. La nostra grappa invecchiata, la cui etichetta è deliziosamente naïf, chiude in bellezza tutte le nostre mense!
Vigne di Villa Petriolo a Cerreto Guidi (FI)
Come per tutte le bevande dalla forte personalità, non tutto si addice ad accompagnare la grappa, il distillato italiano per antonomasia.
Tutte le qualità necessarie ad un cibo per abbinarsi ai distillati si concentrano in aromi intensi, sapore forte e penetrante, grassezza, lunga persistenza gusto-olfattiva: ideale il cioccolato fondente.
La degustazione: si porta la grappa a temperatura ambiente di 16 - 18°C e si assaggia in un bicchierino a forma di tulipano, dopo averlo "umanizzato" - come direbbero i francesi -, ossia dopo aver riscaldato il calice di grappa con le mani.
"Per una corretta degustazione, si introducono in bocca, lentamente, pochi millilitri (4-5 ml. pari ad un cucchiaino di caffè) di grappa, la si espande su tutta la cavità orale con il risultato immediato di attivare le ghiandole salivari (qualche degustatore potrà avvertire una passeggera sensazone di bruciature sotto la ligua e nel palato); la si trattiene in bocca per una decina di secondi (con il doppio risultato di ottenere una moderata diluizione della grappa con la saliva, sostanzialmente neutra) e quindi si deglutisce. Dopo qualche istante aspirate, con la bocca, una boccata d'aria e dopo pochi secondi espirarla, con il naso, ottenendo così un coinvolgimento delle papille olfattive ubicate nella "soffitta" del naso. Si avrà quindi una risultante di sensazioni gusto-olfattive veramente piacevole, persistente ed armoniosa".
"(...) se è vero che il bevitore vuole spesso abbandonarsi e farsi condurre per gli improgettabili meandri della sensazione, ossia vuole farsi bere dal vino che solo apparentemente egli starebbe bevendo (...), è anche vero, però, che egli vuole (...) anche vedere e comprendere meglio di quanto già non veda o comprenda...." da "L'anima del vino" di Massimo Donà
Ancora enoturisti a Villa Petriolo: questa volta i nostri amici winelovers provengono dall'Olanda.
Dopo la visita agli assolati filari ubertosi d'inizio agosto e alla cantina di vinificazione, attualmente in pausa per rincorsa, il tour è culminato nella degustazione, guidata da Simone, della batteria dei vini toscani di Villa Petriolo, abbinati ad un prodotto della nostra Regione che ha entusiasmato i palati dei nostri ospiti...la saporitissima finocchiona.
Degustazione del Chianti DOCG Rosae MnemoSis 2008 di Villa Petriolo, Sangiovese 100%.
Un caro saluto ai nostri apppassionati enoturisti olandesi e buon rientro a casa!
Colonna sonora: Danza della vendemmia di Savio Riccardi.
Si avvicina la vendemmia 2011 anche a Villa Petriolo...prepariamoci a danzar!
Il ballo della vendemmia è una danza d’origine pagana e, grazie al repertorio iconografico di sculture e pitture vascolari, sappiamo che raffigurava tutte le fasi della vendemmia, dal raccolto alla preparazione del vino. Le danze profane dedicate alla vendemmia, come tutte le danze non sacre eseguite nelle cerimonie non religiose, nelle feste, nei banchetti, nei giochi, dall’antica cultura greca erano definite “Komos”.
"Il kòmos era un corteo festoso e disordinato, in cui i simposiasti mascherati sfilavano, come in processione; pur rimanendo nell’ambito privato, dato che coinvolgeva i simposiasti, il corteo aveva un valore rituale e per il chiassoso disordine e la gioia manifestata con canti in onore del dio, si avvicinava alle manifestazioni proprie degli sfrenati thìasoi dionisiaci".
“Ma quel che maraviglia in vero apporta E’ che ritrovi in loro, se ben riguardo, I diversi accidenti, e i vari esempi, Di gioventude e di vecchiezza umana, Perché le piante ancor novelle e verdi Han polita la scorza e quasi estesa; Ma s’adivien che per molti anni invecchi, S‘empie di rughe, ed increspata inaspra”.
Il sole e il mare, i profumi e i colori, i venti e le onde, le spiagge sabbiose e le isole fortunate, le bambine precocemente maturate e le nonne, i porti, le barche e i richiami delle coste sconosciute, le navigazioni, i naufragi, l'arancio - della Sicilia -, il mirto - della Sardegna -, l'ulivo - delle origini -, la vita e il sogno...
“Il suo ideale – di Filippo Tommaso Marinetti - era di fondare un artigianato infuturato, non succube del trapassato remoto, un artigianato liberato dalle pastoie di una retorica da colica, della mnemonica isterica, del tetro retrodatato. Io oggi auspico un pArtigianato che difenda l’opera del proprio ingegno balzano dall’ aggressione scriteriata delle imprese che si basano su ciò che tira di più ignorando, scartando, napalmizzando quello che non rientra nei loro schemi”. Da “Le parole della terra” di Luigi Veronelli e Pablo Echaurren
Questi giorni d’agosto, più rilassanti rispetto ai ritmi del lavoro canonico, ci consentono di cullare la fantasia ed ideare nuove proposte turistiche con cui arricchire i nostri wine-tour a Villa Petriolo. Per grandi e piccini, le eccellenze artigianali dell’Empolese-Valdelsa e della zona del cuoio da abbinare al vino del Montalbano! Sulla via del vino, del cuoio e della ceramica...
A Villa Petriolo, dunque, si potrà imparare a decorare la famosa ceramica di Montelupo Fiorentino, sotto la guida di esperti artigiani, per portarsi a casa un pezzo di storia!
La lavorazione attuale, infatti, fonda le sue origini nel '300. Dal 1450 fino al 1530 i prodotti di Montelupo sono stati esportati in tutto il mondo. Agli inizi del 1900 la ceramica locale conobbe un nuovo impulso, grazie al fiorire di tante piccole aziende che, dopo il 1950, hanno richiamato anche grandi artisti e designers come Bruno Bagnoli, Aldo Londi, Eva Zeisel ed Ettore Sottass. Numerose sono ancora oggi le fabbriche in cui è possibile scegliere fra una produzione tradizionale e opere di design. I nostri ospiti, su richiesta, saranno accompagnati, nel pomeriggio, a visitare una delle botteghe artigiane di Montelupo - a pochi chilometri da Cerreto Guidi - in cui si lavora, a vista, al tornio e alla decorazione. Possibilità di integrare il percorso con una visita al Museo della ceramica di Montelupo Fiorentino e agli spacci aziendali di ceramica artistica.
Una curiosità: si potranno riprodurre anche i noti Arlecchini, personaggi in ceramica burleschi nati nel mondo contadino seicentesco toscano dopo l'epoca d'oro delle famose ceramiche di Montelupo. Gli Arlecchini sono una produzione molto curiosa, assolutamente tipica di questo grande centro dell'arte ceramica toscana, dove gli allegri personaggi della Commedia dell'Arte, arlecchini, pulcinella, soldatini e briganti o allegri musicanti, rappresentano una produzione ceramica spensierata, frutto della goliardia popolare in un momento storico di profonda spaccatura culturale. Originariamente, gli arlecchini comparivano sulle vasche dei piatti oppure fungevano da decorazione per le tese fino a divenire vere e proprie statue in ceramica sagomate, dai visi beffardi, dipinti con rapide e vivaci pennellate in stile compendiario.
Faccia di cuoio, la seconda nuova proposta da abbinare ai classici wine tour and tasting di Villa Petriolo.
Dopo aver studiato il soggetto, si crea una scultura in argilla oppure un calco in gesso di un volto, matrice su cui si stende il cuoio bagnato; si lavora con le mani e si batte poi la superficie con appositi martelli in corno, si rifinisce applicando lungo il perimetro il filo metallico ed infine si tinge del colore desiderato. Maschere da arredamento, maschere teatrali, sculture. Un laboratorio a cura di maestri artigiani dell’arte conciaria, attestata sin dal Medioevo nella vicinaZona del Cuoio, in cui ancora oggi è molto diffusa la produzione di manufatti in pelle.
Le nostre maschere saranno create solo ed esclusivamente con le mani e perfezionate con pochi arnesi della tradizione artigianale.
Possibilità, su richiesta, di una visita ad un laboratorio del cuoio, dove poter ammirare il saper fare della tradizione toscana. Il cuoio è ottenuto da pelli bovine, che vengono conciate con i tannini vegetali di legno fresco dentro grandi botti: sarà interessante scoprire una delle attività più antiche della storia dell’uomo, la concia.
...Da allora la terra, il sole, la neve, le raffiche della pioggia, in ottobre per le strade, tutto, la luce, l'acqua, lasciarono nella mia memoria odore e trasparenza di prugna. La vita ovalizzo' in un calice il suo splendore, la sua ombra la sua freschezza Oh bacio della bocca nella prugna, denti e labbra pieni dell'ambra odorosa della liquida luce della prugna
“Il pane è fatto di molti chicchi di grano, disse Pietro. Perciò significa unità. Il vino è fatto di molti acini d’uva, e anch’esso significa unità”. Ignazio Silone, “Vino e pane” (1937)
Il piacere di sporcarsi le mani, mentre scopriamo il valore nutriente del pane e del vino.
Un bel gruppo di enoturisti tedeschi, con i loro biondissimi bambini, alla scoperta dei prodotti toscani: la magia del pane, quello sciapo tipico del nostro territorio, cotto nel forno a legna di Villa Petriolo, e l'alchimia del vino, dipingere con l'uva e le mani al posto di colori e pennelli...
"L'alchimia del vino": sulla tavola da cucina, sistemata sull'aia di Villa Petriolo, si apparecchiano tanti cartoncini, da macchiare col vino e le mani! Si utilizzano solo pigmenti naturali del vino, il tannino e gli antociani del vino rosso e i flavoni del vino bianco che, penetrando nel cartoncino, dopo l'evaporazione della parte alcolica e acquosa, regalano il colore definitivo, il quale, asciugando al sole, si ossida e si fissa nella cellulosa. La gamma dei colori è, naturalmente, dettata dal colore del vino di partenza. Una tecnica pittorica già sperimentata da vari artisti, ben consapevoli dei simbolismi contenuti nel cibo e nelle bevande, e nel vino in particolare. Con la fantasia infinita dei bambini, si sono riprodotti soggetti diversi, paesaggi, ambienti marini, originali soggetti astratti (anche in tre dimensioni!), volti e silhouettes, animali, impronte, cuori, e col vino si è scritto pure il proprio nome, con tutte le sfumature possibili, donate dai vari vitigni coltivati a Villa Petriolo. Questo pomeriggio, le opere d'arte sono state realizzate col nostro Sangiovese!
Con "L’alchimia del vino" e "Briciole di pane" Villa Petriolo partecipa al progetto La fattoria della cultura, promosso dal Circondario Empolese-Valdelsa e Regione Toscana, e indirizzato alla valorizzazione della filiera corta. Percorsi di didattica ambientale che mirano a far conoscere ai bambini e ai ragazzi direttamente i luoghi dove l'agricoltura toscana conserva il patrimonio di antiche tradizioni.
“Briciole di pane” e “L’alchimia del vino” sono disponibili tutto l’anno, per piccini e grandi.
Il nome: Amelie
Montagne rosse
Tridimensionale
Le opere d’arte a seccare al sole di Villa Petriolo
E, dopo il vino, il pane…
Impastare, impastare!Il mago-fornaio Andrea conduce i bambini in "Briciole di pane"
La magia della lievitazione
Motivazione del premio BEST OF WINE TOURISM 2011 a Villa Petriolo: “La rete internazionale Great Wine Capitals raccomanda come destinazione turistica d'eccellenza VILLA PETRIOLO (CERRETO GUIDI, Firenze), vincitrice nella categoria ‘Pratiche ecologiche nel turismo del vino’ per l'anno 2011, per la particolarità dell'azienda ed il suo legame al territorio insieme alla valorizzazione della cultura, della storia e della tradizione locale, combinata al servizio e alle attività integrate proposte per la clientela”
il mio lavoro mi ha permesso di abbattere quelle barriere che separano la serietà dall'allegria, il lavoro dal divertimento. Il vino è quello che mi piace fare, lavorare con serietà e professionalità, scherzare, giocare, creare, liberare la fantasia....
Perchè questo è il modo per sentirmi me stessa, essere in armonia con gli altri in ogni momento della mia vita.