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giovedì 1 ottobre 2009

La Sicilia del vino sbarca ai Magazzini GUM di Mosca




L’Assessorato all’Agricoltura della Regione Sicilia e ICE organizzano a Mosca e Almaty un importante workshop dedicato all’eccellenza enologica siciliana, con importatori, distributori e operatori economici russi.

Sulla Piazza Rossa, i grandi magazzini GUM (Gosudarstvenny Universalny Magazn), costruiti alla fine dell'Ottocento dall'architetto russo Aleksandr Pomerancev, faranno da suggestivo scenario a questa prestigiosa presentazione.





Proprio oggi è presente a Mosca il nostro Federico, con tutta la linea di produzione della Tenuta di Fessina. Dopo la mattinata dedicata ad un breve seminario sulla viti-enologia siciliana, il pomeriggio è riservato alla degustazione dei vini. Allo stand della TENUTA DI FESSINA sarà possibile assaggiare il nostro IL MUSMECI 2007, ERSE 2008, ERO 2008 e NAKONE 2007.






“Lui (Andréj Filìppovic’) si alzava in piedi e sollevava alta sulla testa la coppa augurale piena di vino spumeggiante - vino fatto venire apposta da un lontano paese per solennizzare simili momenti - vino che poteva paragonarsi più a nettare degli dèi che a vino degli uomini. (...) gli invitati e i felici genitori della regina della festa, che, seguendo il gesto di Andréj Filìppovic’, alzavano anche loro le coppe in alto e rivolgevano verso di lui gli occhi pieni di attesa. …Andréj Filìppovic’, dopo aver lasciato cadere una lacrima nella coppa, pronunciò parole di rallegramento e di augurio, fece un brindisi e bevve alla salute…”

(Da "Il sosia" di Fëdor Dostoevskij)


ZA ZDOROVJE!!!

mercoledì 23 settembre 2009

I vini della Costa d'oro dell'Etna



Una bella manifestazione si è svolta a Passopisciaro il 18 settembre scorso, dedicata ai prodotti tipici di questo angolo meraviglioso della Sicilia orientale. Ben ventuno le aziende vitivinicole partecipanti, tra cui Cottanera, Terre nere, Girolamo Russo, Capirossa, Passopisciaro, Antichi Vinai, ed altre piccole, ma non meno interessanti, realtà. Immancabili i nostri vini della Tenuta di Fessina.

Ad accompagnare le degustazioni gli amici Giusy e Nino di ETNA NOCCIOLE, che hanno illustrato ai visitatori, da siciliani DOC quali sono, la ricchezza di questo luogo, le produzioni tipiche, le eccellenze enologiche.



In abbinamento al vino dell'Etna, crostini con patè e salsine piccanti, patè di olive, pomodorini sottolio, olive del vulcano... Dulcis in fundo, la pasticceria ghiottissima siciliana, arricchita da pistacchi e nocciole dell'Etna.



Chi ha avuto occasione di partecipare avrà buoni motivi per tornare nella costa d'oro dell'Etna!






martedì 22 settembre 2009

Bagheria, una porta nel vento...



Ieri, alla prima del nuovo film di Tornatore "Baarìa", Bagheria in siciliano. Una vera impresa durata due anni, che mi verrebbe da paragonarlo per certi aspetti a "C'era una volta l'America".....



“Sì, Baarìa, provincia di Palermo, il paese dove sono nato e cresciuto sino all’età di ventotto anni. Troppi per Don Fabrizio Salina, il Principe de Il Gattopardo, che sosteneva si dovesse abbandonare la Sicilia prima del diciassettesimo compleanno, per impedire al carattere degli uomini d’assimilare i difetti dei siciliani. Io dunque, ho fatto a tempo ad assorbirli tutti. Primo, certamente, il credere che il luogo dove si è nati sia l’ombelico del mondo, anzi il mondo stesso. Ultimo, ma non meno grave, l’effimero rifugiarsi nel limbo dei ricordi una volta appurato che il mondo, in realtà, era sempre stato da un’altra parte e girava senza di noi (…)”.

Giuseppe Tornatore, da Una piccola premessa a "Baarìa"





A Bagheria rendono omaggio al loro concittadino dal 23 settembre al 18 ottobre: nella Villa Cattolica, presso il Museo Guttuso a Bagheria, sarà allestita la mostra “Aspettando Baarìa”, con le foto scattate da Marta Spedaletti e Stefano Schirato sul back-stage del film di Giuseppe Tornatore, presentato al Festival del cinema di Venezia, con alcuni elementi della riproduzione in scala 1/1 della città di Bagheria ricostruita a Tunisi dallo scenografo Maurizio Sabatini.

La mostra, che si snoda attraverso tre sale dello spazio di villa Cattolica, propone un percorso per immagini che descrive in maniera dettagliata il grandioso allestimento di Tunisi (5000 metri quadrati) dove è stata ricostruita Bagheria; non mancano le foto dei plastici e dei progetti da cui poi è stata realizzata la scenografia e gli scatti che sintetizzano le varie fasi della storia, oltre a diversi pannelli didattici che informano il pubblico dello sforzo produttivo che ha coinvolto decine di attori, migliaia di comparse nell’arco di oltre un anno.
Spazio poi ai calchi e agli elementi scenografici di grande impatto che regaleranno ai visitatori la sensazione di sentirsi davvero dentro al set di Baarìa.
La mostra si inserisce nella manifestazione Aspettando Baarìa, una due giorni fitta di iniziative attraverso le quali si vuole rendere omaggio al paese natale di Tornatore.


Ulteriori info qui.

martedì 8 settembre 2009

Tanta felicità a Giusy e Vincenzo!



Un bellissimo sposalizio quello degli amici Giusy e Vincenzo a Villa Solaria, una elegante e raffinata dimora padronale siciliana risalente all'inizio del 900 dove il ricevimento del matrimonio si è svolto.





Un menu sontuoso, innaffiato dal nostro Nakone, ha magnificato la ricchezza di sapori di questa meravigliosa terra che è la Sicilia.





Un grande augurio di felicità a Vincenzo e Giusy, splendida figlia del carissimo amico Nino Farfaglia...così emozionato da non rispondere più al telefono...! ;-)




Per Giusy e Vincenzo...

lunedì 24 agosto 2009

Guida alle cantine dell'Etna


Carta geografica a cura della De Agostini del territorio di produzione


La Camera di Commercio di Catania pubblica un' utilissima Guida alle cantine dell'Etna e dell'area del Calatino, tra le quali è censita anche la nostra Tenuta di Fessina, in Contrada Rovittello a Castiglione di Sicilia.




Queste le parole che accompagnano la visita virtuale alle produzioni della Muntagna. Procuratevene una copia in vista di un enotour in Sicilia...oppure scaricate la Guida da QUI!

Nel 2009, come riporta la Camera di Commercio di Catania, la Strada del vino dell’Etna è presente nelle Top Five (i primi cinque posti in classifica) dell’Osservatorio del turismo del vino, con un ottimo quinto posto nella sezione ranking (la classifica generale), con un quarto posto nella sezione “Magnete” (la capacità di attrarre l’utente), con un terzo posto nella sezione Gusto (la descrizione dei prodotti eno-gastronomici e dei prodotti tipici locali) e al secondo posto nella sezione “Tempestività”.


"Il massiccio etneo è un vasto territorio che dalle estreme pendici del vulcano Etna arriva sino alla vetta di esso. Gran parte di esso è ricoperta di coltivazioni e di vegetazione spontanea. Tra le specie coltivate, la vite ha sempre ricoperto un ruolo di primissimo piano.




Nel vasto panorama enologico isolano, nelle sue linee guida, i vini dell’Etna rivestono un ruolo a sé che li distingui nettamente da tutti gli altri, per due fondamentali motivi.

Anzitutto, per le caratteristiche particolari (chimiche e sensoriali), frutto del felice connubio tra l’ambiente pedo-climatico ed i vitigni autoctoni (fondamentalmente “Nerello mascalese” e “Carricante”), coltivati si può ben dire, da quando è nata la vitivinicoltura etnea. L’intenditore, conoscitore dei vini dell’Etna, distingue facilmente un rosso ed un bianco del vulcano da quelli prodotti in altre zone della Sicilia.

L’”Etna rosso” presenta: colore rosso rubino che, con l’invecchiamento, assume leggeri riflessi di granato; odore vinoso con profumo intenso caratteristico; sapore secco, caldo, robusto, pieno, armonico. I tipi più strutturati e, quindi, più dotati di tannini e di acidi fissi, evocano alla degustazione l’asprezza del paesaggio etneo ed il colore scuro della sabbia vulcanica, spesso ricca di parti grossolane. Essi sono più idonei alla maturazione in legno, durante la quale sviluppano insospettabili profumi.

L’”Etna rosato” è un vino più gentile, come tutti i rosati; presenta: colore rosato, tendente al rubino, con tonalità ora
più vivaci, ora meno marcate, in relazione alla dotazione di colore dell’uva di provenienza e dei tempi di contatto tra
bucce e mosto. L’odore è vinoso, spesso fruttato, ricorda il mosto in fermentazione. Il sapore è secco, morbido,
poco astringente, piacevole; assai apprezzato, specialmente tra i consumatori del gentil sesso.

L’”Etna bianco” presenta: colore giallo paglierino, talvolta con leggeri riflessi dorati; profumo delicato dell’uva della cultivar Carricante (indigena dell’Etna); sapore secco, fresco, armonico. L’”Etna bianco” prodotto nell’ambito del territorio comunale di Milo, con almeno l’80% di uva di Carricante, assume la denominazione di “Etna bianco superiore”. I bianchi dell’Etna si distinguono dai bianchi prodotti in altre zone della Sicilia per la leggerezza, la fragranza e l’assenza di note gustative che “marcano” l’origine meridionale o denunciano la provenienza da uve di vitigni non autoctoni. Evocano le vette nevose delle numerose colline che costellano la vetta principale del vulcano, antichi crateri, inattivi da secoli.

L’altro motivo per cui i vini dell’Etna si distinguono dagli altri vini siciliani è quello che essi conservano l’originaria piattaforma ampelografica, costituita quasi esclusivamente da vitigni autoctoni, coltivati da tempo immemorabile, sancita dal disciplinare di produzione annesso al decreto di riconoscimento del Presidente della Repubblica dell’11/08/1968".

venerdì 21 agosto 2009

L’alberello, paradigma di qualità



Apprendo da Cronache di gusto della preparazione di un interessante convegno dedicato all'antica tecnica di coltivazione della vite diffusa sull'Etna: "L’alberello come paradigma di qualità, veicolo di cultura e business. Esperienze a confronto" il titolo della tavola rotonda prevista per il 4 settembre alle ore 11.30, a Milo.

Interverranno, oltre all'enologo catanese Salvo Foti: Giampaolo Gravina ,vicecuratore Guida Vini d’Italia L’Espresso; Giuseppe Spina, rappresentante dell'Ente Parco dell'Etna; Dario Cartabellotta,direttore dell’Istituto Regionale della Vite e del Vino; Pippo Privitera, presidente regionale di Slow Food; Paolo Benvenuti direttore dell’Associazione Nazionale Città del Vino. A moderare sarà Gian Luca Mazzella, giornalista, critico e documentarista.

Un appuntamento da non mancare, per tutti gli appassionati di vino, e di quello siciliano in particolare.


“Vogliamo offrire un momento di scambio di testimonianze e opinioni su questa tecnica coinvolgendo chi già la impiega, non solo produttori locali ma anche vignaioli provenienti da altri paesi. Si affronteranno gli aspetti commerciali e di marketing, ma è soprattutto l'esperienza umana, che c'è attorno a questo metodo, ciò che vogliamo porre al centro del dibattito. Perché è la conoscenza dell'uomo, il suo apporto, la sua capacità di interpretare le esigenze di ciascuna pianta, il contributo determinante la qualità del vino, il suo valore aggiunto”. Mano dell'uomo tanto primaria quanto difficile da reperire, come denuncia Foti: “Per ogni vigna autoctona ci vuole un uomo autoctono. Solo un profondo conoscitore del proprio territorio può gestire una tecnica come questa. Deve essere armato di sapienza, passione, dedizione, spirito di osservazione. Coltivare ad alberello significa: lavorare in condizioni difficili e, qui sul vulcano, addirittura estreme; richiede il curare ogni singola pianta, perché ciascuna diversa dall'altra con una propria ‘personalità’ ed età; esige un'approfondita conoscenza delle diverse tipologie e composizioni del terreno, che sulle pendici del vulcano variano in modo drastico all'interno di uno stesso impianto; e soprattutto mettere in pratica un bagaglio di conoscenza che sia stato maturato nei secoli precedenti e tramandato”.
L'alberello è anche il più efficace sistema di difesa della biodiversità, proprio perché lascia la natura libera di esprimersi. “Non si prevede alcun intervento di macchinari o sostanze chimiche. Il che significa garantire una crescita sana della pianta e il miglior sviluppo possibile del frutto, proprio perché il terreno non viene alterato, stressato e maltrattato. Anche se – annuncia Foti la novità - al convegno presenteremo il beneficio dell'ausilio di strumenti e accorgimenti meccanici, assolutamente non invasivi, che abbiamo sviluppato e sperimentato. Come la motozappa. È la prima volta che un mezzo meccanico viene previsto nell'alberello”.




A Fessina i vigneti si estendono per circa sei ettari, coltivati ad alberello, piantati tra il 1920 ed il primo dopoguerra, con un sesto quadro 1.15x1.15, per arrivare ad una densità di circa 8000 piante per ha. Gli alberelli sono sculture del tempo, potati da generazioni diverse, a volte sono forti ed eretti, a volte sono contorti e avvitati su se stessi.

Le piante sono allevate con un fusto centrale, dal quale si dipartono tre o quattro speroni corti rinnovati ogni anno per la produzione. Le sorregge un tutore di castagno, a cui legare il tronco e la vegetazione annuale, che costituisce la struttura del vigneto.



La coltivazione è assai semplice. In inverno la potatura e il ripristino dei pali di castagno usurati, in primavera la spollonatura che lascia 6-7 tralci, la pulizia dell’erba con piccole motozappe e la rifinitura a mano, il diradamento e una sfogliatura a luglio inoltrato. I trattamenti contro l’oidio, e occasionalmente la peronospora, 4-5 volte all’anno.

martedì 18 agosto 2009

Nocciole made in Etna...che passione!




La colonna sonora che accompagna i colori dell'Etna è la bellissima "Sicilia" del cantautore Carlo Muratori



Il nocciolo, nelle leggende, le fiabe, l’arte, è sempre stato protagonista: di legno di nocciolo sono le bacchette dei rabdomanti, dei maghi, ceste di nocciole erano esposte ai piedi dei novelli sposi nell’antichità Romana come augurio di fertilità, sotto alla chioma del nocciolo ci si credeva protetti dai fulmini, un guscio di nocciola è il cocchio della regina delle fate, nel sogno di Mercuzio in “Romeo e Giulietta"…



Risale alla fine dell’Ottocento la diffusione del nocciolo in Sicilia, sulle pendici della media e alta collina: grazie alla facilità con cui si adatta alle diverse caratteristiche pedoclimatiche del territorio, alle sue radici lunghe e molto fitte – che svolgono un’importante funzione di prevenzione nell’erosione del suolo - e alla sua produttività, ha preso campo anche all’ombra del Vulcano. Un paesaggio incomparabile, per profumi e colori, del quale, protetto da un bellissimo parco naturale organizzato per un turismo ecosostenibile, chi si trovi ad ammirarlo in Sicilia non può non restarne incantato. I noccioleti dell’Etna, dei messinesi Monti Nebrodi e delle Madonie palermitane, dal ricco patrimonio genetico - tra le cultivar principali, la Curcia, la Carrello, la Ghirara, le varie Minnulare - regalano una produzione di nocciole pregiatissima, oltre che uno scenario suggestivo: i corioleti sono fitti, ombrosi, lussureggianti, selvatici eppur accoglienti, laddove la mano dell'uomo, all'opera per la coltivazione, imprime al paesaggio un ordine che non ne altera il fascino.



Se per le vacanze avete in programma un viaggio in Sicilia, immancabile una sosta da Etna Nocciole: dopo un trekking dolce lungo i sentieri più interessanti del Parco – alla scoperta della Montagnola, di una delle circa 200 grotte o, per i più avventurosi, dei crateri sommitali (info presso il centro visite di Linguaglossa, aperto tutto l’anno), potete rifocillarvi allo spazio degustazione in contrada Rovittello, a pochi metri dalla nostra Tenuta di Fessina, nel Comune di Castiglione di Sicilia.






In un ambiente accogliente, immerso in una natura incontaminata che, come un anello verde intenso abbraccia i fianchi di A’ Muntagna, come chiamano gli abitanti del luogo il vulcano attivo più alto d’Europa, si possono assaggiare tutti i prodotti più genuini del Made in Etna: le sale degustazione appena rinnovate, il grande assortimento di prodotti tipici del territorio, l’ampio parcheggio con un giardino odoroso e colorato di fiori ed attrezzato ad accogliere anche i più piccoli, valgono la gita.





Nino Farfaglia, titolare di Etna Nocciole, e la signora Giusy Ferraro, con l’ospitalità generosa ed il sorriso solare dei siciliani doc, accolgono i visitatori interessati a scoprire i segreti più ghiotti di questo angolo della Trinacria orientale, vegliato dalla maestosa “colonna del cielo” che è l’Etna.




Mandorle, fichi d’India, pistacchio di Bronte, funghi, pinoli, finocchietto ed erbe selvatiche, miele, arance siciliane, torrone, salse, condimenti di mare e di terra, dolci, olio, peperoncino, sono raccontati e fatti assaggiare quali frutto di un’antica sapienza di buon gusto, in una terra nella quale la mescolanza delle culture ha donato varietà e ricchezza di sapore da sempre.




In abbinamento al companatico, calici di rosolio, limoncello, cremoncello, fuoco del vulcano, mandarinetto, grappa. E, naturalmente, vino. Etna DOC può essere gustato prodotto da numerose aziende, così da cogliere le differenti caratteristiche di vini provenienti da un territorio tanto circoscritto quanto vario. I nostri Etna DOC ERSE ed IL MUSMECI della Tenuta di Fessina – oltre al Nero d’Avola ERO e allo chardonnay NAKONE – fanno bella mostra di sé in vetrina…

"La Sicilia"

Un paese a cui la colomba
diede in prestito il suo collare, e il pavone
rivestì dal manto delle sue penne

Par che quei papaveri sian vino
e i piazzali delle case siano i bicchieri.


Ibn Hamdis, poeta arabo-siciliano dell'XI secolo









E le nocciole?
In quantità. Fresche, tostate, in crema, pralinate, ad ingolosire i palati più dolci. Etna Nocciole ne cura scrupolosamente tutta la filiera produttiva: dalla coltivazione dei noccioli, alla raccolta – in agosto e settembre si può assistere, e partecipare, all'affascinate raccolta dei frutti condotta con metodi tradizionali – all’essiccazione, alla sgusciatura, alla tostatura, alla lavorazione e l’imballaggio, al trasporto in ditte specializzate per la trasformazione. Un percorso di qualità che non si conclude con la vendita al dettaglio, ma continua con la promozione e la degustazione guidata con abbinamenti di questa delizia che è alla base dela pasticceria locale, per la preparazione di squisiti gelati, semifreddi e dolci caratteristici, quali pasta reale, croccantini, torrone, rametti, e non solo. Qui alcune ricette da realizzare con le nocciole siciliane.

Etna Nocciole spedisce i prodotti dell'Etna anche a casa nostra, cosicché il retrogusto del viaggio in Sicilia ci possa accompagnare a lungo...






Informazioni per i nocciola-tour (di grande interesse in tutte le stagioni dell'anno, per grandi e piccini) ed escursioni sull’Etna, alla scoperta di un territorio ineguagliabile per patrimonio naturalistico, culturale ed enogastronomico, possono essere richieste a:

ETNA NOCCIOLE - Frazione Rovittello - 95012 Castiglione di Sicilia (CT)
Uscita Autostrada A18 - Fiumefreddo, seguendo le indicazioni per Linguaglossa - Randazzo - Tel/Fax 0942 986330 - Cell. sig. Nino Farfaglia 339. 8246130 - Cell. sig.ra Giusy Ferraro 347.9532403
Sede legale: NOCCIOLE DELL'ETNA srl - Frazione Rovittello - 95012 Castiglione di Sicilia (CT)
etnanocciole@hotmail.it
www.etnanocciole.org



sabato 25 luglio 2009

Great Sicily tour...


Tramonto a San Vito lo Capo


Nei mesi scorsi un prestigioso gruppo di appassionati di vino, produttori, importatori, giornalisti, guidato dal giornalista Rocco Lettieri e proveniente dall’Austria, la Germania e la Svizzera, ha visitato la Sicilia alla scoperta delle produzioni più interessanti.





Tra le aziende visitate sull’Etna, anche la nostra Tenuta di Fessina…