martedì 21 maggio 2013

Worldfood. Trimani combina la cucina orientale di Wicky’s e l’Etna Rosso ERSE di Fessina a TASTE OF MILANO

“Qualcosa dell’universalismo medievale si ritrova nelle proposte di worldfood che si fanno da un capo all’altro del mondo. In un celebre ristorante di Parigi, lo Spoon di Alain Ducasse, che la Guida Michelin definisce ‘planetario’, si può trovare un menù (…) con tre elenchi di cibi fra cui il cliente può scegliere liberamente, componendo lui stesso i piatti (un po’ come accadeva ai banchetti del Medioevo o del Rinascimento, quando però la scelta non si faceva ‘alla carta’ bensì su repertori reali di vivande) (…). Il cliente è invitato a combinare il piatto nel modo che più gli garba (…) e a realizzare vivande ‘incrociate’ che potranno essere italo-indonippo-messicane o qualsisi altra cosa (…). E’ forse l’ultimo stadio di una ‘globalizzazione scambista’ (J. -R. Pitte) che non propone un modello unico di consumo, come McDonald’s o altri gruppi di diffusione mondiale, ma mescola insieme tutte le cose che riesce a concentrare sulla tavola“ da “Il cibo come cultura” di Massimo Montanari (Editori Laterza, 2004) Save the date: TASTE OF MILANO, dal 30 maggio al 2 giugno. Il nostro ERSE 2011, Etna DOC Rosso di Tenuta di Fessina, sarà in abbinamento al maialino di Wicky’s, Seafood Restaurant di Milano. Al Wine Bar di Taste gestito dalla storica enoteca romana Trimani. Wicky Priyan, patron di Wicky’s, e’ uno chef con un percorso unico. Nascere nello Sri Lanka, studiare criminologia all’Universita’ di Colombo e diventare filosofo ayurvedico, imparare la tecnica del sushi a Tokyo, e della cucina francese a Parigi e a Bali sotto la direzione di grandi chef produce una fusion incredibile. “La creazione di un piatto e’ un processo prima di tutto mentale. Visualizzo le materie prime, la lavorazione, l’abbinamento dei sapori e delle consistenze, poi verifico. Tagli precisi, marinature, vapori, cotture lente e veloci si confondono per dar vita a gusti in continua evoluzione. Lo zenzero e’ ingrediente principe per il suo carattere forte, per le sue qualita’ nutrizionali e salutari per il nostro organismo. Sali e pepi non sono da meno, come l’olio, da quello extravergine di oliva a quello delicatissimo di vinacciuolo.” Dalle spezie orientali con l’influsso della scuola francese Wicky Priyan crea salse segrete e impareggiabili che danno un gusto inedito ai suoi piatti. La Wicuisine e’ armonia, rispetto per le tradizioni, continua ricerca e sperimentazione. Dal sito di TASTE: Taste is back! Taste of Milano torna con una rinnovata e golosissima edizione. Che tu sia un foodie appassionato o un semplice amante della cucina, un neofita dei fornelli o un cuoco provetto, un seguace di tutte le trasmissioni food in TV o un semplice curioso quest’anno non puoi perderti Taste of Milano! Alla quarta edizione, Taste of Milano si sposta indoor, in uno dei cultural district più glamour della città. SEGNA IN AGENDA: dal 30 Maggio al 2 Giugno gli spazi di Superstudio Più, la cittadella della creatività che produce e ospita grandi eventi di moda, design e arte contemporanea, si trasformeranno nel più grande Restaurant Festival al mondo! Dopo Londra, Dubai, Sydney e Mumbai…ci saranno 4 DAYS FULL OF TASTE ad aspettarti al Superstudiopiù di Via Tortona 27! I ristoranti sono 14: 10 di Milano e 4 sono stati scelti dalla prestigiosa associazione dei Jeunes Restaurateurs D’Europee ruoteranno nei 4 giorni di Taste. Un dream team composto da 14 chef, tra i migliori d’Italia ed i loro team di cucina stanno preparando per voi un menu golossisimo per vivere l’alta cucina a prezzi accessbili. Taste of Milano è l’unico momento dell’anno in cui puoi mangiare da quattordici top ristoranti tutti i piatti che vorrai, mixando a piacere tra i 36 piatti che saranno presentati, tre per ogni ristorante, ad un costo per piatto di €4, €5 o €6. Non ti siederai in un unico ristorante ma potrai andarli a trovare tutti, prendere uno o più piatti, abbinarli ai vini suggeriti dalla famosa enoteca romana Trimani e sederti nelle aree relax & design che troverai vicino ad ogni ristorante. E poi non perdere il ricchissimo programma di showcooking e masterclasses, degustazioni, blind taste, workshop, cake design e presentazioni, ne abbiamo davvero per tutti i gusti. Vai alle pagine delle varie giornate per scoprire tutti i programmi. Dulcis in fundo, abbiamo selezionato piccole e grandi prodotti enogastronomici che potrai portare a casa con te per vivere un po di Taste il resto dell’anno! Potrai girovagare tra gli spazi dedicati ai produttori più bravi, originali (e anche simpatici) alla scoperta dei migliori prodotti italiani, curiosare nei retrobottega degli artigiani dove nascono le alchimie del gusto. Tutto ciò condito dalla buona musica di RMC – che nelle quattro serate presenterà favolosi DJ set per rendere ancora più cool la tua esperienza a Taste!

lunedì 20 maggio 2013

What is Contemporary Art?

Cover of What is Contemporary Art? A Guide for Kids by Jacky Klein and Suzy Klein, published by The Museum of Modern Art

venerdì 17 maggio 2013

Etimo, il lato oscuro della materia alimentare: “cuddrireddra” e Laeneo, Nerello Cappuccio in purezza di Tenuta di Fessina

“Origine ed etimologia delle parole sono il lato oscuro della materia alimentare” Da “Il boccone immaginario. Saggi di storia e letteratura gastronomica”di Alberto Capatti (Slow Food Editore, 2010). Un nuovo, e originale, abbinamento per il Nerello Cappuccio in purezza di Tenuta di Fessina è quello che accompagna LAENEO alla “cuddrireddra”, nominato Presidio Slow Food in quanto prodotto tipico di qualità a rischio di estinzione. “Cuddrireddra”, nome praticamente impronunciabile per chi non è siciliano. La lingua si arrotola nello sforzo di pronunciare le troppe erre e le troppe di, ma a Delia questa parola dal suono duro indica un dolce buonissimo: un biscotto a forma di bracciale il cui nome risale al greco kollura (cioè focaccia, pane biscottato di forma solitamente anulare). Nei vocabolari dialettali cuddrireddra sta per focacciuola, schiacciatina modellata a foggia di baco ravvolto, o piccola rotellina di pasta a forma di anello o corona. In Sicilia, e un po’ in tutto il sud Italia, si producono molti tipi di ciambelline fritte, ma solo a Delia si realizzano in questa forma complicata. Si narra che la forma a “corona” sia nata quale omaggio alle castellane che vivevano a Delia durante la guerra dei Vespri Siciliani (1282-1302) nella fortezza medioevale che sovrasta la cittadina. Sono passati sette secoli ma le cuddrireddre si producono ancora. La ricetta è semplice: si impasta la farina di grano duro con uova fresche, zucchero, un poco di strutto, vino rosso, cannella e scorzette di arancio. Si lavora la massa su un asse di legno (lo scanaturi) fino a quando raggiunge la giusta compattezza e poi la si divide in piccoli rotolini. La parte più complicata, che richiede manualità e esperienza, ma che le donne di Delia sanno realizzare benissimo, inizia a questo punto: si avvolgono i rotolini di pasta intorno ad un bastoncino che poi viene sfilato. La spirale di pasta viene appoggiata su un attrezzo chiamato “pettine” costituito da due asticelle di legno unite da una serie di striscioline di canna di bambù levigata. I pettini sono conservati con grande cura perché nessuno è più in grado di costruirli. Alcuni sono vecchissimi, posso avere anche più di 150 anni. Un oggetto bizzarro la cui funzione originaria era diversa: si trattava infatti di un pezzo del banco di tessitura. Sul “pettine” si appoggia la spirale di pasta che acquista la caratteristica “rigatura”. Si uniscono a questo punto le due estremità formando una corona. L’ultimo passaggio è la frittura in abbondante olio extravergine d’oliva. Sperimentato con soddisfazione in presenza del responsabile del laboratorio di pasticceria Alaimo, l’abbinamento di LEAENO, autentica rarità dell’Etna, con la cuddrireddra è di inaspettata piacevolezza: le spezie di questo gustoso dolce dalla forma particolare si sposano alla perfezione con il carattere pepato e saporito del Nerello Cappuccio che, ci rivela il maestro pasticcere, è il vitigno alla base della preparazione dell’antica ricetta. INFO: Alaimo_Delia (Cl)_viale Luigi La Verde, 85 – 87_tel. 0922 826825_333 1168701_info@lacuddrireddra.com_ www.lacuddrireddra.com Il Nerello Cappuccio è da sempre la spalla del Nerello Mascalese nell’uvaggio dell’Etna DOC. Il suo nome è dovuto alla particolare conformazione della pianta, coltivata ad alberello. La sua origine non è nota ma viene coltivato in loco da diverse centinaia di anni. La sua produzione è andata calando anno dopo anno e per un certo periodo se ne è temuta l’estinzione. «Non c’è un progetto commerciale dietro questo vino vinificato solamente in acciaio – ha anticipato Federico Curtaz – bensì il desiderio di comprendere come si comporta questo antico vitigno. Il nome deriva dalla piazza ateniese che ospitava feste dionisiache di inizio anno - LENEE - nel corso delle quali si beveva il vino nuovo e si sacrificavano i buoi e ho voluto con questo ricordare il sangue e il ferro nel vino. (…) Sono forti le note ferrose ed ematiche – ha confermato il docente Ais Luciano Mallozzi – e il carattere è molto espressivo con sentori di spezie, anice stellato, semi di finocchio e chiodi di garofano e aspetti vegetali di pepe bianco mai fastidioso». (Dall’intervista di Luciano Mallozzi a Federico Curtaz durante “Squisito!” 2011).

giovedì 16 maggio 2013

Vintage Market, dal 24 al 26 maggio a Milano: le mamme aprono i bauli per aiutare la scuola!

INFO: Nuova Educazione Società Cooperativa e Impresa Sociale - Onlus Scuola Paritaria dell’Infanzia e Primaria_ Via Pace, 10 - 20122 Milano_ Tel. 02-54121834 – fax 02-54189745_ www.nuovaeducazione.it Tutte le sere, dal 24 al 26 maggio, a tutti i partecipanti sarà offerto un aperitivo a base del nostro IGT Sicilia NAKONE di Tenuta di Fessina. Realizzato a Segesta, ai piedi del meraviglioso tempio greco, è uno Chardonnay in purezza.

mercoledì 15 maggio 2013

Tenuta di Fessina, reviewed in “Year’s Best Southern Italy”. By Wine & Spirits, June 2013

“I believe that working in the vineyards is a question of balances. What is important is the soil, with its potential, its qualities, but also its limits. We have to respect nature, without trying to modify it”. (Federico Curtaz) Wine & Spirits, June 2013_ Reviewed in “Year’s Best Southern Italy”: TENUTA DI FESSINA Il Musmeci Etna Rosso 2008 – 94 points “Named for the Musmeci family, who farmed the Contrada Rovittelo Vineyard, sustaining vines that date back to 1920, this is a selection from the oldest vines at that site, 2,200 feet above sea level. Impressive for the precision of its tannins, the mouthwatering sea-air freshness of its acidity, this is a concentrated, potent wine that emphasizes elegance. The tarry scent unpacks into earthy detail, lasting on a cool zesty harmony.” TENUTA DI FESSINA Erse Etna Rosso 2009 – 92 points “This blend nerello mascalese (80 percent) and nerello cappuccio from a vineyard planted in 1920. It’s fermented and aged in stainless steel, though the tannins are powerful enough to create the richness oak aging might bring to the wine. The deep raspberry flavors feel supple, their juiciness held tight by mouthwatering acidity. A refined expression of Etna, approachable now if decanted.” TENUTA DI FESSINA A’ Puddara Etna Bianco 2010 – 92 points “Founded in 2007, this estate is a partnership between two winemakers, Silvia Maestrelli and Federico Curtaz. Their carricante grows at a vineyard planted in 1970, those mature bush vines producing a bright, spicy white with clean flavors of nectarine. It’s crisp and lithe, the texture enriched with the light feel of fresh cream.” “In vigna è questione di equilibri. Ciò che è importante è il terreno, il suo potenziale, le sue qualità, ma anche i limiti. Dobbiamo rispettare la natura, senza cercare di modificarla “. (Federico Curtaz) I vini di Tenuta di Fessina godono della recensione di Wine & Spirits tra i “Migliori vini dell’anno del Sud Italia“: TENUTA DI Fessina Il Musmeci Etna Rosso 2008-94 punti. “Prende il nome dalla famiglia Musmeci, che ha coltivato la tenuta di Contrada Rovittello, conservando vigneti che risalgono al 1920; si tratta di una selezione tratta dalle viti più antiche di quel sito, a 700 metri slm. Impressionante per la precisione dei suoi tannini, l’appetitosa freschezza della sua acidità, Il Musmeci è un concentrato e potente vino in cui è accentuata l’eleganza. Il profumo di catrame si chiarisce nel dettaglio terroso, perdendosi in una fresca ed intensa armonia”. TENUTA DI Fessina Erse Etna Rosso 2009-92 punti. “Questo blend di Nerello Mascalese (80%) e Nerello Cappuccio, prodotto da un vigneto piantato nel 1920, è fermentato e affinato in acciaio inox, anche se i tannini sono abbastanza potenti per sostenere la ricchezza che un invecchiamento in rovere potrebbe apportare al vino. I sapori profondi di lampone sono morbidi, la succosità è mantenuta da una piacevole acidità. Un’espressione raffinata dell’Etna, un vino godibile anche adesso se decantato“. TENUTA DI Fessina A ‘Puddara Etna Bianco 2010-92 punti. “Fondata nel 2007, questa tenuta è frutto di una collaborazione tra Silvia Maestrelli e Federico Curtaz. Il loro Carricante cresce da un vigneto piantato nel 1970, dove vecchi alberelli producono un luminoso bianco speziato con sapori nitidi di pesche nettarine. E’ fresco e scattante, con una consistenza arricchita da una sensazione leggera di panna fresca“.

martedì 14 maggio 2013

Fiaschi di vino girati...

"Gli alberi non sono altro che fiaschi di vino girati se ci metti due tipi la' sotto saranno ubriachi..." (Toquinho, "Acquarello")

lunedì 13 maggio 2013

The ‘nouvelle vague’ of Sicilian wines. Verticality and rigour

ERO, IGT SICILIA, Nero d’Avola 100%. Nero (black) and the essence of a varietal, nero d’Avola, that comes from afar. The meaning is being there, making that wine. it means also hidden: The word eros is concealed in the name. On the label, a feathered snake, to reveal a hidden wine. The ancient myth of Eros and Psyche favours the search for a wine not yet discovered, but a wine to be unconditionally loved. At the moment we are witnessing in Sicily a re-birth of poetic and lyrical wines, which consciously relate the strong identity of this land, its sunshine and its heat, the colours of the land, of its dawns and sunsets, its well-known locations and those still to be discovered, defined by its elegance. Today the ‘nouvelle vague’ of Sicilian wines represents a search for something new, a new interpretation of Sicilian wine. Extreme maturations, emphasising alcoholic stoutness, and diluted colours are features that are now out of date. Instead verticality and rigour are the basis of Sicilian style that is becoming known around the world. Culturally, the largest Italian Island is a collection of varied traditions, a paradigm of the entire Mediterranan system. In the classical world it was celebrated by politicians, poets, dramatists, philosophers, historians, naturalists, it was considered the fulcrum of all the political, religious and socio-cultural events during the Arabic domination, like a bridge between the Christian and the Muslim world. This great ethnic and cultural richness was renewed by the waves of various colonisations that took place over the centuries. The Eno-gastronomic patrimony is an amalgam of traditions in which the Greek, Arab, and Norman influences still make themselves felt, a sign of the strong identity that markedly distinguishes Sicily from the rest of Italy. With Tenuta di Fessina we are trying to bring the most out of the marriage of tradition and territory, as part of our strong desire that land and work emerge in the drinking glass. Protecting our identity is the only real way in which we can defend the excellence of Sicilian wine against the danger of imitations. The copernican revolution, which has recently had an impact upon the wine world in Sicily, must contribute to constantly improving the quality, strengthening the production system and guaranteeing new commercial outlets for our production. Thanks to the productive rigour aimed at excellence and promoting the cultural identity of the region, Sicily is certainly attaining a leading place in Made in Italy enology: the strong re-evaluation of characteristic wines, upon which the Sicilian producers dedicate huge resources and energy, has allowed Sicilian wine to face up to the challenge of globalisation. Well-balanced prices and a strong conception of quality and territorial identity are finally bearing fruit in a region that once was regarded as simply the leading producer of large quantities of table wine. This realisation of the ongoing changes on the world scene has obliged Sicilian winegrowers to increasingly aim at the unique characteristics of the region’s products, with modern-tasting wines which increasingly satisfy ever-more refined international tastes. Attualmente, in Sicilia si sta assistendo alla rinascita del vini poetici e lirici, che raccontano bene, con consapevolezza, l’identità profonda di questa terra, il suo sole ed il suo calore, i colori delle terre, delle albe e dei tramonti, i luoghi noti e quelli ancora non trovati, con l’eleganza come obiettivo decisivo. Oggi la nuovelle vague dei vini siciliani segna un percorso alla ricerca di qualcosa di nuovo, una nuova interpretazione dei vini siciliani. Maturazioni estreme, grassezze alcoliche spinte e colori smaccati sono ormai aspetti sorpassati. La verticalità, il rigore, alla base del nuovo stile siciliano che si sta affermando in tutto il mondo. Culturalmente, la più grande isola italiana è un collettore di tradizioni diverse, paradigma dell’intero sistema mediterraneo. Decantata nel mondo classico da politici-legislatori, poeti, drammaturghi, filosofi, storici, naturalisti, fu considerata il fulcro di tutti gli avvenimenti politici, religiosi e socio-culturali durante la dominazione araba, come tramite tra mondo cristiano e musulmano. Questa grande ricchezza etnica e culturale, rinnovata in virtù di ondate di varie colonizzazioni che si sono succedute nei secoli, il patrimonio enogastronomico siciliano è un concentrato di tradizioni dove si avvertono ancora vive e palpitanti le eredità greche, arabe, normanne, segno di una forte identità che distingue nettamente la Sicilia dal resto d’Italia. Con Tenuta di Fessina tentiamo di valorizzare al massimo il connubio tradizione/territorio, poiché nel calice vogliamo intensamente che emergano terra e lavoro. Proteggere oggi la nostra identità è l’unica soluzione che può realmente difendere l’eccellenza del vino siciliano nel mondo dal pericolo delle contraffazioni. La rivoluzione copernicana, che ha investito recentemente il mondo del vino in Sicilia, deve contribuire a migliorare costantemente la qualità, rafforzare il sistema di produzione e garantire nuovi sbocchi commerciali alle nostre produzioni. Grazie al rigore produttivo orientato all’eccellenza e alla valorizzazione dell’identità culturale del territorio, la Sicilia sta definitivamente conquistando un posto di leadership nel Made in Italy enologico: la forte rivalutazione di vitigni identitari, su cui i produttori siciliani convogliano ampie energie e risorse, ha consentito alla Sicilia del vino di attestarsi positivamente nella sfida alla globalizzazione. Prezzi equilibrati ed una concezione alta di qualità ed identità territoriale stanno finalmente producendo buoni frutti in quella che un tempo era ritenuta semplicemente la principale regione di grandi quantità di vini da taglio. Una corretta interpretazione dei cambiamenti in atto nel panorama mondiale ha portato i viticoltori siciliani a puntare sempre di più sulle caratteristiche uniche di prodotti territoriali con vini dal gusto moderno, che incontrano in maniera crescente il gusto sempre più raffinato delle tavole internazionali.

domenica 12 maggio 2013

Etna, presto patrimonio Unesco

Splendida notizia per la Muntagna: il Ministero per l’Ambiente dirama l’annuncio che in giugno il Monte Etna sarà proclamato Patrimonio dell’Umanità! “Il patrimonio mondiale (19,237 ettari) comprende le aree a maggior protezione e di maggior rilevanza scientifica del monte Etna, situato all’interno del Parco regionale dell’Etna. Il monte Etna è rinomato per l’eccezionale livello di attività vulcanica e per le testimonianze inerenti a tale attività che risalgono a oltre 2700 anni fa. La notorietà, l’importanza scientifica e i valori culturali ed educativi del sito possiedono un significato di rilevanza globale”. Per la sua importanza storica, scientifica e culturale, l’Etna sarà il terzo monte italiano ad essere riconosciuto come Patrimonio mondiale dell’Umanità, dopo le Dolimiti e il versante italiano del Monte San Giorgio. Il territorio dell'Etna è considerato un grande laboratorio naturalistico non solo per i suoi fattori fisici eccezionali, ma anche per le peculiarità biologiche. La flora e la fauna etnee, infatti, sono particolarmente ricche e distribuite in maniera molto varia alle diverse altitudini. La diversa età del substrato, frutto di continui rimaneggiamenti causati dal susseguirsi delle colate laviche, condiziona fortemente soprattutto la flora. La straordinaria ricchezza biologica si è conservata nei millenni, nonostante le incessanti modificazioni naturali, le condizioni ambientali difficoltose e la mano dell'uomo. L'attività antropica, in effetti, è presente sul vulcano da tempo immemorabile e costituisce, sebbene spesso integrata armoniosamente con la natura, uno dei fattori più importanti di modificazione ambientale. Il Parco dell'Etna, oggi, tutela anche i valori espressi da quelle trasformazioni ad opera dell'uomo, quali le cosiddette "casudde" e i muretti a secco realizzati con pietra lavica informe, segni significativi e non invasivi della millenaria attività antropica, tracciati tenacemente nel paesaggio. "Ripiani sovrapposti e continui, cioè i terrazzamenti, sostenuti da neri muretti a secco di pietre e scorie laviche recuperate dalla vagliatura dei terreni, sinuose stradelle, cumuli di pietre, palmenti, pregnano, infatti, con le loro forme originali e i loro colori che esaltano le varie tonalità cromatiche dei vitigni, il quadro paestico delle falde etnee, così da renderlo unico, una sorta di preziosissimo archivio dinamico della storia" (Da "Parco dell'Etna" a cura di Francesco Alaimo, Fabio Orlando Editore, 2002).

sabato 11 maggio 2013

Tenuta di Fessina, a conscious agriculture

“I believe that working in the vineyards is a question of balances. What is important is the soil, with its potential, its qualities, but also its limits. We have to respect nature, without trying to modify it” (Federico Curtaz) “Spanning the slopes of Mt. Etna, Italy’s largest active volcano, Tenuta di Fessina is a remarkably unique Sicilian winery. Founded in 2007 by winemaker Silvia Maestrelli, her husband Roberto Silva, and winemaker Federico Curtaz, the Fessina Estate is located in Rovittello, a small, picturesque village in the heart of Castiglione di Sicilia. The spectacular Fessina estate lies in the shadows of Mt. Etna, Europe’s largest active volcano, which adds to the mystique of this incredible property. Given its distinct location, the terroir of the vineyards is composed of centuries-old lava deposits, which yield strikingly individual wines that are in a class by themselves. In addition to the main estate, the winery includes two additional vineyards, a tribute to Sicily’s incredibly fertile, beautiful landscape. The Segesta vineyard is dedicated to the Nakone, Fessina’s elegant Chardonnay, while the Val di Noto is the source of the Nero D’Avola grapes used to create the rich, sensual Ero Rosso wine. In essence, Tenuta di Fessina is a testament to the beauty and splendor of its surroundings: the magnificence of the region is reflected in the wines“. (By Winebow)