Amate, deliziose, amiche...vi ho riscoperto, da anni abbondanate dentro un cassetto.
La parte del mio corpo che amo di più sono i miei piedi. Adoro guardarli, toccarli, averli sempre vicino. Per questo avevo, da qualche anno, abbondonato i collant, seppur leggeri, che non mi lasciavano la gioia del contatto mano/piede ... le ho riscoperte, le mie calze. Non tutti i giorni, ma ieri sera ne ho indossate un paio graziose, maliziose, divertenti...
...ecco adesso il panino profumato. Inatteso e intelligente. Come il suo inventore. Ovvero 'Ino, alias Alessandro Frassica, bottega a Firenze nascosta accanto al Ponte Vecchio.
Posto ideale per sperimentazioni gastroculturali, dove assaggiare panini DOC: tra gli altri ghiottissimi che vi si possono gustare, tre sono ispirati a famosi profumi e creati, in occasione di Pitti Fragranze, da tre rinomati chef. Per 'INO, re del panino.
In bottega dall'amico Alessandro anche i vini di Villa Petriolo. Panino e calice di vino....c'è di meglio?!!
Con la consueta passione di Villa Petriolo per il binomio arte e vino, domani sera, alle 21.15, presso la Pieve di San Leonardo di Cerreto Guidi il nostro Golpaja accompagnaerà il quarto e conclusivo appuntamento del V Festival organistico San Leonardo, manifestazione organizzata dalla Parrocchia San Leonardo in collaborazione con la Comunità cristiana, il Comune e la Misericordia di Cerreto Guidi.
La serata conclusiva, che ricade proprio nella giornata in cui si festeggia il patrono San Leonardo, è composta da un ricco programma. Sarà la Corale San Leonardo a chiudere la manifestazione, corale che quest’anno festeggia una data importante, il ventennale della sua formazione. Trentacinque persone del territorio che credono in questa attività e mettono al servizio della comunità le proprie competenze artistiche e musicali. Insieme alla corale, ad esibirsi sarà anche l’Orchestra Opera armonica, il tutto accompagnato dalla professoressa Mariella Mochi all’organo.
Vigneto Lesandro, da cui si produce Golpaja
Al termine del concerto ai partecipanti sarà offerta una degustazione di Golpaja. Vino di grande struttura, ottenuto da uve Sangiovese selezionate e Merlot, si è meritato il premio Rubino Mediceo 2009 per la categoria Igt Rossi Toscana affinati in legno. Golpaja, che trae il suo nome dal podere omonimo dove nel Cinquecento furono cotti i mattoni della Villa Medicea di Cerreto Guidi, è prodotto dalle vigne Lavinia e Lesandro, a dimora sulle colline del Montalbano dal 1980. Vino di profonda intensità e di grande volume alla bocca, dal finale godibile e persistente, affina per 12 mesi in tonneaux di rovere francese, le cui note si integrano perfettamente con sentori di frutti maturi.
L’ingresso al concerto e alla degustazione è gratuito.
Note di degustazione di Golpaja a cura di Federico Curtaz
L'onnipresente sigaretta e le perle al collo. Così ce la ricordiamo in tante interviste. Uno sguardo dolcissimo, la parola arguta e appassionata. Impossibile staccarle gli occhi di dosso quando appare sullo schermo, magnetica.
«Sono una piccola ape furibonda. Mi piace cambiare colore. Mi piace cambiare di misura».
Questo mercoledì Dei modi più eleganti di scendere dai tacchi DiVINando porta il suo saluto a questa donna considerata una delle più grandi scrittrici del Novecento. Scoperta in giovanissima età da Giacinto Spagnoletti, negli anni è stata ripetutamente proposta per il Premio Nobel per la Letteratura dall’Academie Francaise. Moltissimi i premi vinti - tra cui, nel 1999, il Premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Settore Poesia - e i tributi d'amore che numerosi artisti le hanno portato.
A fine 2009 uscirà il film "Alda Merini- Una donna sul palcoscenico", con la regia di Cosimo Damiano Damato e la partecipazione di Mariangela Melato.
"Un film-documentario girato in presa diretta nella casa di Alda Merini, dove la poetessa dei Navigli si abbandona ad un racconto di sé puro ed elegiaco, mettendo a nudo la sua anima. Un incontro fatto di gesti, parole, sguardi. Un dialogo privato che trasuda dolore ma che rivela l’anima più segreta e nascosta della Merini, la sua sapienza antica e il suo candore. La poetica, la filosofia, la genialità della Merini viene raccontata da Damato grazie ad un canovaccio che affronta i temi del dono della poesia, del misticismo, della seduzione, della musica, un dialogo che diviene confidenza, afflato dell’anima, quando si parla del dolore, delle brutture del manicomio, della follia, riversata a piene mani nella poesia, del mistero di Cristo e della passione. Un giorno io ho perso una parola, sono venuta qui per dirvelo e non perché voi abbiate risposta. Non amo i dialoghi o le domande, mi sono accorta che cantavo in un’orchestra che non aveva voci. Ho meditato a lungo sul silenzio. Al silenzio non c’è risposta. Questi sono i primi versi inediti del prologo scritto da Alda Merini e che prendono vita grazie alla voce di Mariangela Melato, che interpreta alcune poesie inedite".
La prima raccolta di poesie di Alda Merini è «La presenza di Orfeo», pubblicata nel 1953, che ebbe subito un grande successo di critica. Il suo riconosciuto capolavoro, «La Terra Santa», le è valso, nel 1993, il Premio Librex-Guggenheim "Eugenio Montale" per la poesia. Tra le altre sue raccolte di versi sono da ricordarsi «Testamento», «Vuoto d'amore», «Ballate non pagate», «Fiore di poesia 1951-1997», «Superba è la notte», «L'anima innamorata», «Corpo d'amore», «Un incontro con Gesù», «Magnificat. Un incontro con Maria», «La carne degli Angeli», «Più bella della poesia è stata la mia vita», «Clinica dell'abbandono» e «Folle, folle, folle d'amore per te. Poesie per giovani innamorati».
Una produzione poetica magnifica, che l'esperienza del manicomio, durante gli anni Sessanta-Settanta, ha nutrito di dolore ed intensità, anche erotica.
Mi piace ricordarla con questa poesia.
Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso sei un granello di colpa anche agli occhi di Dio malgrado le tue sante guerre per l'emancipazione. Spaccarono la tua bellezza e rimane uno scheletro d'amore che però grida ancora vendetta e soltanto tu riesci ancora a piangere, poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli, poi ti volti e non sai ancora dire e taci meravigliata e allora diventi grande come la terra e innalzi il tuo canto d'amore.
A tutte le donne, ad Alda Merini. Che ha cambiato colore, cambiato di misura, ma che rimane grande come la terra.
Appena rientrata da Montecarlo la brigata di cucina del Ristorante Aragosta di Livorno, capitanata da Michelangelo Rongo che su FB scrive:
"Credo che essere invitati a Montecarlo in uno scenario meraviglioso dello Zelos Restaurant ll'interno del Grimaldi Forum e avere tanto riconoscimento dal Principe Alberto che ha gustato con entusiasmo il nostro cacciucco, chiedendo anche il bis, per chi fa questo lavoro, soprattutto per passione, sia veramente una grandissimo riconoscimento e sono contento di dividerlo con tutte le persone che erano lì con me".
La materia prima: tutti i pesci forniti per la preparazione del piatto sono selezionati da Roberto della Cooperativa di pescatori S. Maria Assunta di Livorno
Come nasce L'Imbrunire, da Canaiolo in purezza del vigneto San Martino sulle colline di Cerreto Guidi
Note di degustazione de L'Imbrunire 2008 a cura di Federico Curtaz
L'11 novembre, sull'Etna, si festeggerà questa ricorrenza dedicata a San Martino, culto di origine gallica che nel Cristianesimo acquisisce la funzione di Capodanno contadino.
Notissima la leggenda della cappa: figlio di un militare, Martino aveva la carriera già segnata. A quindici anni, nel 332, entra nell'esercito divenendo circitor, con il ruolo di ronda notturna a cavallo per sorvegliare le guarnigioni. Una notte, sulla porta di Amiens in Gallia, Martino incontra un poverello, tremante di freddo. Martino, non avendo altro a disposizone, sfodera la spada e divide in due la clamide che porta sulle spalle, donandone una parte al povero incontrato sul cammino.
Una volta San Martino era anche il periodo in cui si faceva baldoria, si svolgevano grandi fiere di bestiame, si facevano i fuochi, si allestivano banchetti innaffiati da vino novello. Il vino novello, infatti, è pronto proprio in questi giorni: "Per San Martino si spilla il botticino", una delle tante varianti di detti popolari.
Anche ai piedi dell'Etna si è pronti ad onorare questa antica usanza, che ricade, poi, in un momento favorevole, la cosiddetta estate di San Martino: infatti, dopo le piogge di fine ottobre ed inizio novembre, spesso di questi tempi ritorna il bel tempo, con il sole autunnale a scaldare le giornate. In Sicilia quel giorno termina l’estate, stagione che sull’isola si prolunga realmente fino a primi giorni di novembre, quando le falde del vulcano Etna, innaffiate dal tepore del sole e del vino novello, accolgono moltissimi visitatori in cerca di paesaggi mozzafiato e prodotti tipici della “Muntagna”.
In quest’occasione, l'11 novembre dalle ore 17.00 alle 22.00,Etna Nocciole, specializzata nella produzione delle pregiate nocciole, apre le proprie sale-degustazione immerse tra i floridi vigneti in Contrada Rovittello, nel Comune di Castiglione di Sicilia: sarà possibile assaggiare cibi caratteristici di questo periodo, castagne, noci, l’ottima salsiccia dell’Etna, tutti i prodotti locali quali le creme ed il pesto di nocciola, di pistacchio, miele in tutte le varianti, le salse siciliane, la pasta reale, i croccantini, il torrone, i liquori, fuoco del vulcano, mandarinetto, lemoncello, l'olio nuovo dell'Etna da agricoltura biologica…
Grande attrattiva per il turista enogastronomico risulta la profonda simbiosi tra la natura del territorio vulcanico, unico e variegato, a tratti selvaggio, ed i grandi vini che l’Etna regala: presso Etna Nocciole l’ Etna DOC può essere gustato prodotto da numerose aziende - dalle più rinomate a piccole realtà emergenti - così da cogliere le differenti caratteristiche di vini provenienti da un territorio tanto circoscritto quanto vario.
Per San Martino anche l’ eccellente vino novello dell’Etna, vivace e profumato, accompagnerà il paniere dei prodotti del vulcano in assaggio, che sarà possibile acquistare anche in graziose ceste personalizzabili, ideali come strenne natalizie. Per i palati più ghiotti, i dolciumi di questa festa: immancabile “u viscottu i San Martino abbagnatu nn’o muscatu" (il biscotto di San Martino aromatizzato all’anice e tuffato nel moscato) o nel vino appena spillato.
Se pensate ad una gita fuori porta in Sicilia, per San Martino visitate gli amici Nino e Giusy. In assaggio anche i nostri vini della Tenuta di Fessina!
Informazioni presso ETNA NOCCIOLE:
Frazione Rovittello - 95012 Castiglione di Sicilia (CT) - Uscita Autostrada A18 - Fiumefreddo, seguendo le indicazioni per Linguaglossa – Randazzo - Tel/Fax 0942 986330 - Cell. 339.8246130/347.9532403 - etnanocciole@hotmail.it - www.etnanocciole.org
Con il desiderio di rendere sempre più vivace e dinamico il confronto nel salotto virtuale di diVINando, ho pensato, da gennaio 2009, di aprire il mio blog ad interventi esterni, invitando amici, colleghi, appassionati di vino ed arte, a dire la loro sull’universo enoico, scambiandoci pareri e consigli. Stimolando la riflessione, muovendo l’ anima.
Il salotto dell’ultimo venerdì di ogni mese, dove accogliere le persone e, come in un autentico angolo intimo della casa, soffermarsi, rilassarci, parlare, godendo di un momento di familiarità.
Immagino di incontrare i miei ospiti sul divano del Biancospino, il mio rifugio qua nella Tenuta di Cerreto Guidi. Un appartamento ricavato nel pagliaio della Villa, dal quale lavoro al pc, rimesto la mia uva nel bicchiere, come un alchimista con i suoi alambicchi, e, da una grande finestra tutta vetro, osservo le vigne che degradano dolcemente a valle…
Accolgo con grande piacere questo venerdì di ottobre lo chef Gilberto Rossi, patron delPepenero - Ristorante della città del gusto San Miniato, culla del tartufo bianco sulle colline pisane – che è diventato ancor più noto al grande pubblico da quando ha vinto, nel 2008, l’Uvo d’oro, trofeo televisivo de “La prova del cuoco”. E’ considerato tutt’ora per il pubblico il “cuoco” di Antonella Clerici.
Trevigiano di nascita, toscano d’adozione, romano per trasferimento periodico negli studi televisivi de “La prova del cuoco”: Gilberto, raccontaci la ricchezza delle cucine regionali italiane. Quali sapori ti sono rimasti nel cuore nel tuo lungo peregrinare per l’Europa e l’Italia ad affinare l’arte ai fornelli? Ci sono piatti che reputi dei “classici”, intramontabili, e che ancora oggi vale la pena riproporre nei menu di una ristorazione, come la tua, che intende coniugare tradizione e innovazione in maniera originale? Se sì, come “riaccentui” le ricette per i buongustai di oggi? Quali i prodotti che ritieni irrinunciabili?
Io dico sempre che non si può far musica senza conoscere le note e la "nota" è la cucina italiana regionale sulla quale si compone tutto. Nei miei viaggi ho capito che noi non dobbiamo copiare alcuna cucina o moda estera, al massimo devono essere loro a copiare noi! La nostra cucina e' reale, tutto il resto è show. Basta con finger food, spume, arie e cose del genere. Io non mi ricordo di aver mai visto mia nonna fare finger food o spume! Basta con queste stupidate, puntiamo sui nostri veri sapori e saperi. La cucina è diretta, senza tanti giri di parole, inutili. Provate a chiedere ai cuochi fashion, come li chiamo io, come si fa una salsa al pomodoro o un arrosto come si deve, e vediamo cosa vi rispondono: io rivisito la cucina, vi diranno! Ma per favore...tutti bravi a fare spume, ma una buona salsa al pomodoro no. La base deve essere la qualità e capire quanto lavoro viene fatto alla base dal produttore per portarti un ottimo prodotto. La terra non si coltiva da sola.
Conosco il tuo impegno a sostegno di progetti formativi contro la dispersione scolastica: in quale modo motivare i ragazzi a coltivare passioni per raccogliere, domani, frutti buoni? Quanto incide, nella propria formazione, l’insegnamento da parte di buoni maestri e, infine, te a chi devi un grazie speciale?
Credo molto in questo progetto e cerco ogni volta di passare passione e amore per questo lavoro a chi si vuole avvicinare. Bisogna però, prima di tutto, far capire che non dobbiamo perdere i veri valori, il rispetto, la famiglia e l'educazione, sempre. Tanti guardano solo all'apparire, ma la vita reale è diversa. Nelle cucine, passando tante ore insieme, si crea una piccola famiglia e, se si ha la fortuna di trovare le persone giuste, è una vera e propria scuola di vita. Tante le persone che dovrei ringraziare, a partire dai miei genitori, veri pilastri, grazie ai quali ora ho basi solide e reali nella vita. Hilda Pizzinini Wieser, grande maestra di vita quando ero alla Siriola, Fulvio Pierangelini, grande chef ma soprattutto grande uomo. Non dimentico Antonella Clerici, che mi ha fatto conoscere al grande pubblico con la "Prova del cuoco". Con lei vissuto l'emozione fortissima di vincere l'"uovo d'oro" nel 2008.
Il tartufo bianco sarà protagonista, tra poche settimane, della Sagra che ogni anno la città di San Miniato dedica a questo prezioso frutto della terra considerato, a ragione, il re della tavola: come onorarlo a dovere? A quali ingredienti accompagnarlo e cosa berci insieme…Ti abbiamo ammirato a DeGustiBooks 2009 orchestrare una magnifica sinfonia, a base dei tuoi rinomati tortelli di panzanella con sminuzzato di coniglio e tartufo bianco: regali agli amici di DiVINando un’altra ricetta facile facile da realizzare con il tartufo bianco?
Il tartufo è un prodotto magnifico e quest'anno è anche più buono e profumato. Lo spingo molto sul pesce, anche se qui a San Miniato sono considerato un eretico. Ma provate a fare un baccalà mantecato al tartufo bianco e poi mi direte!
Degustibooks è stata un'esperienza meravigliosa e devo ringraziare l'Amministrazione comunale e i produttori che hanno creduto in questa esperienza. San Miniato è una città molto unita e con un grande cuore, oltre ad essere magnifica. Non lo dimentichiamo.
I tuoi prossimi progetti: l’uscita della sua nuova linea di coltelli con lama di zirconio e un libro sul ritorno alle origini della cucina italiana. Raccontaci qualcosa di più.
La linea di coltelli è stata presentata in questi giorni in Cina con un ottimo consenso di pubblico e dal prossimo anno, spero al massimo in primavera, sarà presente nei negozi specializzati in tutt'Italia, e non solo.
Il libro non sarà il classico libro di cucina, sarà la mia vita sottoforma di profumi, piatti, esperienze. Mi piacerebbe riuscir a passare al lettore le emozioni che io ho vissuto e l'immensa fortuna di viverle nel bene, ma anche quando le cose non ti vanno sempre per il meglio. Ho già tantissime richieste, speriamo bene...
Un gioco per salutarci. La seduzione a tavola è un’arte raffinata: ti aspetta un incontro romantico, cosa prepari alla tua dama per cuocerla a puntino?! Suggerimenti per i nostri cavalieri?
Cucinare per le donne, credo non ci sia cosa più bella se fatta con la persona giusta. Allora, ecco la mia specialità: farei sicuramente un tortino di patate e gamberoni con pesto leggero al basilico, tortelli di mascarpone e porcini crudi con scampi e tartufo banco, baccalà mantecato al tartufo bianco con sfoglie di polenta bianca, tortino al cioccolato e tartufo bianco. Il tutto accompagnato da un'ottima bollicina. E, visto che è tutto a base di tartufo, spero di non incontrare la persona giusta in primavera...altrimenti sono rovinato! Ciao a tutti e grazie per l'ospitalità, alla prossima. Gilberto Rossi
Grazie infinite a te, Gilberto, per la tua squisita disponibilità. Anche gli amici di DiVINando, da domani novelli François Vatel (!)- scongiurata la tragica fine del famoso cuoco francese, tartufo bianco in quantità alla Sagra di San Miniato dal secondo finesettimana di novembre -, te ne saranno grati. A presto!
Dal 27 al 28 novembre, torna DEGUSTIVINA, la storica kermesse palermitana dedicata al vino di qualità: le porte dell'ex deposito locomotive di Sant'Erasmo a Palermo resteranno aperte a tutti gli appassionati del vino e della cultura enogastronomica siciliana.
Per festeggiare il decennale, ENOS, l'associazione culturale che organizza l'evento, lavorerà in tandem con il Gambero Rosso: il più importante gruppo editoriale italiano del settore enogastronomico ha mostrato il suo interesse crescente per la vitalità offerta dalla Regione Sicilia in campo enogastronomico, impegnandosi a portare quanto prima anche a Palermo la formula vincente della Città del Gusto, già presente a Roma e a Napoli.
A DEGUSTIVINA 2009 saranno presenti anche i vini della Tenuta di Fessina, gli Etna DOC IL MUSMECI 2007 e ERSE 2008, oltre a SE..., chardonnay in purezza prodotto a Segesta.
Nella nota opera Carving, del 1972, 148 fotografie in bianco e nero documentano i 36 giorni (quattro foto al giorno) della perdita di peso dell'artista: Elenaor Antin decide di interpretare su di sè uno dei processi tradizionali della scultura, l'intaglio. Si sottopone ad un drastico processo di dimagrimento e ferma nelle immagini, disposte in lunghe sequenze orizzontali, il proprio corpo, "(...)modellato come un qualsiasi materiale plastico in nome della belllezza artistica ma anche, più banalmente, della bellezza femminile. Ricrearsi, infatti, vuol dire in questo caso obbedire ad una tirannica idea di appeal conforme sia alla moda sia ai gusti maschili". Origine del collasso deteriore dei disturbi del comportamento alimentare, oggi autentica epidemia sociale.
Famosissima anche un'altra serie fotografica, The Eight Temptations, dove l'artista si fa ritrarre ad un tavolo, impegnata nel resistere alla tentazione di leccornie che avrebbero compromesso il fine della sua faticosa impresa.
"(...) L'ideale di bellezza femminile, divulgato dai media dell'epoca e largamente duffuso, viene trattato qui con sferzante ironia, veicolata dalle posizioni teatrali ed eccessive che mimano l'isteria di molte forzate della dieta e dell'appeal obbligatorio". Da "Il cibo e le donne nella cultura e nella storia. Prospettive interdisciplinari" di Maria Giuseppina Muzzarelli e Lucia Re, CLUEB, Bologna, 2005
Eleanor Antin è nata nel 1935 a New York City e vive a San Diego in California.
Nota per i sui lavori fotografici, video, film, performance, installazione, disegno, e per la scrittura, per oltre tre decenni è stata una notevole presenza sulla scena artistica americana. Antin è un camaleonte culturale, interpreta molti ruoli teatrali, il suo personaggio più famoso è quello di Eleanora Antinova, la ballerina, tragicamente trascurata, di Sergei Diaghilev's Ballets Russes. Come Antinova ha scritto spettacoli per oltre un decennio; Antin ha oltrepassato la distinzione tra la sua identità e quella del suo personaggio. Nel tempo, ha creato un ricco corpus di lavoro di molteplici sfaccettature della sua amata Antinova, compresa una fittizia memoria e numerosi film, fotografie, installazioni, performances e disegni. Antin ha realizzato decine di mostre personali, tra cui quelle presso il Whitney Museum, il Wadsworth Atheneum, nonché una grande retrospettiva a Los Angeles County Museum of Art: la mostra ha viaggiato alla Mildred Lane Kemper Art Museum a Washington University di St. Louis e ha girato il Regno Unito; è stata nel gruppo di grandi mostre al Museo Hirschhorn, il Los Angeles Museum of Contemporary Art, la Kunsthalle di Vienna, la Biennale di Sydney, e il Beaubourg. Le opere di Eleanor Antin sono presenti nelle più importanti collezioni tra cui l'Art Institute di Chicago, il Whitney Museum, il Museo d'Arte Moderna, il Museo Ebraico, il San Francisco Museum of Modern Art. Come performer è apparsa in tutto il mondo, in sedi prestigiose quali la Biennale di Venezia e la Sydney Opera House.
Una delle sue ultime opere, risalente al 2002, è "Roman Allegories": la Antin, dopo aver visitato l' Italia, i nostri musei, stravolge con la sua immaginazione tutto, compresi noi spettatori. L' artista recupera una forma aristocratica di spettacolo privato, tanto in voga nell' Ottocento: i tableaux vivants, ispiratori della fotografia artistica.
Splendide anche le immagini così cariche, baroccheggianti, della serie The Last Days of Pompei, che le è valsa il prestigioso "Award for the Best Show by a Mid Career Artist" nel 2002.
Le gigantografie di Antin ci riportano ad un mondo remoto, quello dell’antica Pompei prima del disastro. Dice l’artista: “le immagini di Pompei, sull’orlo dell’annichilimento, hanno sempre suggerito scomodi paragoni con il mondo contemporaneo, dove la vita alla luce del sole si trasforma in una luce scura in cui la crudeltà, il dolore e la morte occhieggiano ai margini della coscienza. Io scavo in una Pompei di mia invenzione, dove personaggi affascinanti vivono la loro vita innocente mentre il disastro li attende dietro l’angolo”. Queste puntualissime rielaborazioni californiane di uno scenario imperiale romano decadente, attraversato da vissuti di intenso e sensuale godimento, propongono una finzione che rientra agevolmente nel regno fittizio e mutevole della moda.
Scenari di una decadenza che oggi, realmente, impera…
Inutile che ti fai manzu, cascavaddi mei nun ti ni manci chiù Proverbio siciliano (E' inutile che ti fai mansueto, formaggi miei non te ne mangi più. E' la frase di un pastore rivolta verso il mare dove aveva perduto un carico di formaggi per la tempesta. Non fidarsi delle apparenze)
Una pietanza che sull'Etna si assaggia sempre con golosità è la provola "affucata", infuocata o "impiccata", come i siciliani la chiamano per il modo che usano di affumicarla: appeso ad una corda, il formaggio affumica infatti a fuoco vivo. Gustosissima la pasta filata che se ne ricava.
Assolutamente da ricercare la produzione di caci e ricotte in tutta la Sicilia, che sull'isola vanta origini antichissime: da sempre il classico companatico per colazioni, pranzi e cene, il formaggio siciliano ha un sapore deciso che ben si accompagna agli altri prodotti saporiti della zona.
Da Etna Nocciole, il nostro rivenditore di vini della Tenuta di Fessina per la zona dell'Etna, domenica scorsa un bel gruppo di motociclisti ha assaggiato le prelibatezze della "Muntagna". L'Etna, anche di questa stagione, conserva un fascino irresistibile per escursioni nella natura. I prodotti tipici di questi luoghi ad arricchire il viaggio...
il mio lavoro mi ha permesso di abbattere quelle barriere che separano la serietà dall'allegria, il lavoro dal divertimento. Il vino è quello che mi piace fare, lavorare con serietà e professionalità, scherzare, giocare, creare, liberare la fantasia....
Perchè questo è il modo per sentirmi me stessa, essere in armonia con gli altri in ogni momento della mia vita.