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sabato 26 marzo 2011

L’Etna non si può paragonare a nulla…le manifestazioni dedicate all’eccellenza di Sicilia della primavera 2011


Le Contrade dell’Etna

“Tutto ciò che la natura ha di grande, tutto ciò che ha di piacevole, tutto ciò che ha di terribile si può paragonare all' Etna, e l'Etna non si può paragonare a nulla”.
Dominique Vivand Denon nel suo “Voyage en Sicile”


Ben cinquantadue aziende, dalle più grandi e storiche del vulcano alle più piccole e appena nate, hanno sfilato con i propri prodotti alla bellissima manifestazione, organizzata da Andrea Franchetti a Passopisciaro, “Le contrade dell’Etna”. Giunta alla quarta edizione, presenta, tra i tanti indiscussi meriti, l’opportunità, determinante per noi produttori etnei, di incontrarci tutti insieme e confrontarci su ciò che ormai all’unanimità è definito l’ “Etna Borgogna d’Italia”.
Per gli enoappassionati, un'occasione unica per assaggiare, tutte insieme, le varie espressioni della Muntagna...


Con Elena Aiello Graci a Le contrade dell'Etna


“Un evento, che ha abbattuto tutte le cortine e i tabù delle invidie e delle gelosia. Una vera grande prova di maturità, di emulazione e di fattiva cooperazione”. Ma soprattutto una bella “atmosfera di gruppo” come sottolinea anche Silvia Maestrelli (Tenuta di Fessina) il cui nuovo bianco non ancora in commercio ha suscitato nello suo stand curiosità e apprezzamenti. Che ha chiamato (importanza del lessico) “A puddara” nome siciliano di una stella dell’Orione, cara ai pescatori del golfo di Ognina, che brilla nel cielo a settembre durante la vendemmia. Vino che nasce da una vecchia vigna ad alberello in altitudine nel versante sud del vulcano con basse rese e eccellente struttura”.
(Da Cronache di gusto del 24 marzo 2011, “Les crus de l’Etna", di Stefano Gurrera)



Cronache Di Gusto 24 03 2011 _ Le Contrade Dell'Etna - A' PUDDARA _ Tenuta Di Fessina


Importante anche l’incontro palermitano con i buyers per Winett: presenti i protagonisti dei mercati di Europa, Asia e America, che hanno incontrato 44 produttori siciliani, tra cui la nostra Tenuta di Fessina. Parola d’ordine: puntare sul brand Sicilia.



Winett all'Hotel Des Palmes di Palermo



Il Direttore dell'IRVV (da oggi anche su Facebook) Dario Cartabellotta a Winett


“In generale, e possiamo ribadirlo in questa occasione, troviamo che i vini prodotti in Sicilia siano interessanti. Sono vini soddisfacenti, rappresentano un nuovo territorio che ha tutte le qualità per avere lo stesso successo che ha da noi la Toscana – dichiara David Kim Heng Lim buyer malesiano della Denise Wine -. Nel nostro mercato vi è una forte presenza di vini provenienti dall’Australia e dal Cile, dagli Usa e la Sicilia può rappresentare una buona alternativa. Offre vini solari con caratteristiche che piacciono al nostro mercato. E la gente ne è incuriosita, soprattutto dai rossi, tipologia di vino molto apprezzata in Malesia rispetto ai bianchi ”.


Sicilia en primeur



Last but not lost, Sicilia en primeur. Di cui abbiamo parlato QUI.


Il fascino di Catania e dell'Etna nelle parole del Cav. Benanti per "Sicilia en primeur"...

Ci rivediamo tutti insieme alla prossima primavera siciliana! Enjoy!

mercoledì 2 marzo 2011

LAENEO 2009 della Tenuta di Fessina su Il mio vino di marzo, "Speciale Sicilia"


Laeneo. Dioniso attenua la sua inquietudine bevendo vino giovane nelle brume di gennaio. Al crepitio delle braci, nella sera, vino e carne si fan sangue e sentimento, forza interiore, coraggio davanti al nascere del tempo nuovo.


IL MIO VINO di marzo dedica un ampio speciale alla Sicilia e alle terre fertili del Vulcano, l’Etna, “la montagna delle montagne”. Dettagliato e suggestivo il racconto che fa la rivista della provincia di Catania, dove si trova la nostra Tenuta di Fessina.

IL MIO VINO - Marzo 2011 - Speciale Sicilia

Tra i vini degustati per i lettori de IL MIO VINO, il nostro Nerello Cappuccio in purezza Laeneo, annata 2009, dedicato alle feste dionisiache nell’antica Grecia.

“Già produttrice in Toscana, nel 2007 Silvia Maestrelli decide di scommettere sul vino siciliano. Nasce così, in un vecchio palmento circondato da sei ettari di vigneti a 650 slm, la Tenuta di Fessina, subito affermatesi per i suoi vini di grande qualità.
COME E’ IL VINO.
Rosso rubino ravvivato da riflessi porpora brillanti. I profumi richiamano la liquirizia e sentori speziati di noce moscata. Si avvertono in modo evidente anche note fruttate di amarena. Molto fresco in bocca, grazie alla buona acidità, si caratterizza per una piacevole nota tannica che lo rende vinoso. Di buona persistenza, sul finale richiama la frutta appena matura.
DA PROVARE CON.
Vino rosso giovane e molto fresco, il “Laeneo” si presta ad abbinamenti inaspettato. Ottimo con primi piatti di pesce, come i tagliolini con i ricci e i frutti di mare., sta bene anche in accompagnamento a secondi carne più impegnativi, come la bistecca alla fiorentina”.



IL MIO VINO - Marzo 2011 - Laeneo Della Tenuta Di Fessina

Gli amici della Tenuta di Fessina potranno assaggiare il nostro nuovo IGT Sicilia "Laeneo" 2009, insieme all'intera linea siciliana e ai toscani di Villa Petriolo, al Padiglione Sicilia_stand B24 del Vinitaly: vi aspettiamo!



The March issue of IL MIO VINO is dedicated to Sicily and the fertile land around the mount Etna, “la montagna delle montagne”.

Among the wines tasted for the readers of IL MIO VINO, Tenuta di Fessina's "Laeneo", vintage 2009, 100%Nerello Cappuccio, dedicated to the Dyonisus feasts of ancient Greece.

“Already wine producer in Tuscany, in 2007 Silvia Maestrelli decided to beat on Sycilian wine, creating Tenuta di Fessina. She bought a XVIII century palmento made of lava stone, which overlooks 80 years old vineyards, 17 acres of Nerello Mascalese vines. "

THE WINE.
Ruby red with bright purple nuances. Aromas of liqorice, spicy of clove and fruity of cherries. Fresh in the mouth, thanks to its good acidity, with pleasant tannins. With a good persistence and a final of ripe fruits.

Young red, fresh wine, the “Laeneo” can have unusual pairings. Excellent with pasta dishes with fish but also with meat like bistecca alla fiorentina”.


Scheda tecnica LAENEO 2009 _ Tenuta di Fessina

giovedì 13 gennaio 2011

Ma il cielo è sempre più blu….sopra l’Etna


«La vita perfetta è il cielo».
Novalis


Oggi si respira di sole e d’azzurro a Fessina.



Declinazione del blu: celeste, turchese, acquamarina, polvere, bluceruleo, fiordaliso,…ad illuminare l'anima, col sole e l'azzurro sopra i nevai.

L’emozionante ed improvvisa eruzione notturna dell’Etna del 12 gennaio sembra aver reso più intensi i colori, le sensazioni. La mattina, un’aria tersa e croccante definisce i contorni, si specchia nelle cose svelando segreti. Col cielo negli occhi.



Le cose che si vedono in cielo, le cose che si vedono in terra. Candidi pennacchi indomiti e fumanti, secolari abbracci di vite.





Il tesoro nascosto di Fessina, l'antico palmento del Settecento in pietra lavica.
In uso sino a un decennio fa, vi compare ancora intatto il torchio a vite per la pressatura delle vinacce. Speriamo di riuscire presto a rendere disponibile la visita del nostro scrigno sotterraneo per tutti i winelovers giunti a Tenuta di Fessina.




"Caratteristica peculiare nella fabbricazione del palmento etneo, oltre l'utilizzo della pietra lavica, è quella di essere costruito in modo da sfruttare, nelle operazioni di vinifìcazione, la forza di gravità, senza utilizzo di nessuna attrezzatura di sollevamento del liquido. (...) Attraverso stretti canali in pietra lavica il mosto defluiva in un'altra vasca sottostante detta tina, costruita con lastroni di pietra lavica, in cui, duran­te la pigiatura, si rimettevano di volta in volta i grappoli già pressati (bucce e raspi) della pista. Nella tina avveniva la prima fermentazione a contat­to con le bucce ed i raspi che durava, a seconda del tipo di vino e della zona, da un minimo di 24 ore ad una settimana. Con la svinatura, dalla tina, sempre attraverso tutto un circuito di canali in pietra, il mosto in fermentazione veniva fatto defluire nel ricevituri, altra vasca in pietra lavica ubicata sotto la tina, oppure diretta­mente nelle botti che si trovavano in un altro locale adiacente e sottostante al palmento, più basso, rispetto al palmento, di 3,5 - 4 m, detto ispensa, cioè la cantina".


martedì 11 gennaio 2011

A' Puddara della Tenuta di Fessina tra i "vini d'alta quota" su Business People di gennaio





Si continua a parlare del nostro A’ Puddara, Carricante in purezza della Tenuta di Fessina in uscita sul mercato di qui a pochi mesi.
Dopo la lusinghiera citazione sul libro “DiVINando. Le stelle nel bicchiere”, esce l’articolo di Andrea Gori su Business People di questo mese, dedicato ai “Vini d’alta quota”.

Suggestiva la chiave di lettura di Andrea, che ringraziamo molto per aver inserito il nostro A’ Puddara tra i vini prodotti da Carricante sull’Etna: “(…) salute, di forza e struggente malinconia che sembrano adattarsi benissimo all’idea della vite che da sempre ha provato ad arrampicarsi sulle vette e quasi sfidare i produttori a realizzare vini che riuscissero ad evocare le stesse sensazioni”.

"Etna carricante
Facile pensare a vigneti in quota nel nord italiano, meno facile pensare che vigneti molto vicini ai mille metri si possano trovare su un’isola come la Sicilia. Qui il vulcano Etna produce ormai da qualche anno vini già famosi e ricercati come i rossi da nerello mascalese e i “nuovi” bianchi da uve Carricante, il cui nome deriva dalla capacità di “carricare” in maniera veloce i cesti di raccolta delle uve, garanzia di reddito e produttività per i coltivatori della zona. Quasi sempre usato in uvaggio per aiutare i rossi locali, solo negli ultimi 20 anni si è scoperto come grande vino bianco dalle inaspettate doti di sapidità, longevità e profumi molo particolari di frutta bianca, fiori d’arancio, anice, il tutto arricchito dalla classica nota di zolfanello dei terreni vulcanici una alta acidità. Vino che fa di tutto per non apparire siciliano e mediterraneo e si avvicina quasi ad una espressione alto atesina. Vini che conviene bere dopo almeno un anno in bottiglia dopo la vendemmia per poterne cogliere ogni sfumatura. Sul mercato si trovano carricante 100% di Planeta e di Gulfi, oltre all’ormai classico Tenuta delle terre Nere ma con un po’ di sforzo anche altri “piccoli” che vale la pena provare come A Puddara della Tenuta di Fessina o Calabretta. Vini che non solo raccontano l’energia e il calore di una montagna sui generis come l’Etna, ma che lo fanno in maniera estremamente naturale evitando trattamenti fitosanitari eccessivi e lavorando in cantina in maniera da mediare il meno possibile tra la montagna e il consumatore: emozioni assicurate a chi li beve socchiudendo gli occhi, per non parlare di chi decide di toccare con mano la bellezza delle zone vitate da cui provengono”.




BUSINESS PEOPLE - Gennaio 2011 - Vini d'Alta Quota Di Andrea Gori _ Tenuta Di Fessina, A' Puddara

mercoledì 5 gennaio 2011

Nasce CUNTU, il wineblog della Tenuta di Fessina


"Siamo arrivati sull’Etna in punta di piedi, a Rovittello, come visitatori curiosi, affascinati dalle forme, queste forme vive e mutevoli dei luoghi. Amanti e appassionati del vino, abbiamo trovato un angolo per metterci alla prova, sotto lo sguardo severo del Vulcano, sapendo certamente che vogliamo interpretare a modo nostro questo destino".
(Silvia Maestrelli, Federico Curtaz, Roberto Silva)


Dopo l’annuncio al Vinitaly 2010, nasce CUNTU (www.cuntu.it), il wineblog della nostra Tenuta di Fessina.



Cuntu sarà un contenitore di racconti, un luogo dove ognuno potrà accomodarsi per dire la sua, noi saremo solo maestri del cerimoniale. Sarà uno strumento per parlare dello stupore che suscita risvegliarsi a Fessina la mattina e lavorare il giorno ai nostri vini. Sarà lo strumento per raccontare dei nostri incontri e di quello che ci emoziona della storia e della cultura di questa meravigliosa montagna in mezzo al mare. La Sicilia è da sempre terra di paradossi, un luogo dove coesistono e si attorcigliano, in un forte sentimento di vita, il bello e il brutto, l’infimo e il sublime, amore e violenza, arte e abbandono, nobiltà e miseria. Rimane di fronte a tutto questo il desiderio di capire, ogni giorno molta emozione, insomma tutto quel che serve per sentirsi vivi.

Presentazione i' Vigne Di Fessina - Ita

Col nuovo anno, il primo progetto di comunicazione, online da gennaio 2011 su www.cuntu.it: "All'ombra del Millicucco...l'Etna si racconta". Ogni fine mese, l'incontro con un produttore o un ristoratore, per il piacere di narrare a viva voce l'unicità della Muntagna e della straordinaria terra che l'accoglie. Con il gusto di esercitare quella speciale arte che è all’origine della società civile moderna, la conversazione, in cui lo scambio consenta di capire gli altri e noi stessi, informarci, intrattenerci, arricchirci. CUNTU diverrà così un diario, dove si racconterà quel che avviene sul palcoscenico delle Vigne di Fessina. I personaggi vi reciteranno la vita di tutti i giorni con l’obiettivo di fare vini ed elaborare piatti che trasmettano emozioni forti. Idee, incontri e progetti troveranno uno spazio per svilupparsi all’ombra della montagna che, infinitamente più forte di noi, ci restituirà la nostra vera dimensione.

La data di nascita di CUNTU? Coincide con il periodo delle Laenee, feste private che si svolgevano ad Atene e nell'antica Grecia per onorare il giovane Dioniso, nel mese di Gamelione, ossia gennaio-febbraio del calendario giuliano. L'iconografica vascolare classica ci tramanda scene di aristocratici rituali al centro dei quali vi era la mescita del vino. Durante queste celebrazioni liturgiche, poeti comici e tragici erano chiamati a gareggiare in agoni creati appositamente per le Laenee.



Vi aspettiamo su CUNTU, dove l'Etna si racconta: noi raccontiamo l'Etna, l'Etna racconta se stessa!

giovedì 16 dicembre 2010

I vini della Muntagna su Foodie: Il Musmeci 2007 tra i "fuoriclasse" dell'Etna

Da Etna


Foodie. Comunicare di gusto” prende in esame i vini della Muntagna. Tre i vini assaggiati, “autentici fuoriclasse” secondo Lorenzo Ruggeri: Il Musmeci 2007 è il “suo” vino!
Un grande grazie a Lorenzo per le parole buone che dedica al nostro cru della Tenuta di Fessina.

“Lo ammetto subito: stravedo per la prima uscita del Musmeci, una selezione dedicata a colui che per tutta la sua vita si è occupato con passione alla conservazione delle “Vigne di Fessina”. L’età media delle vigne in Cotrada Rovittello – rigorosamente ad alberello – supera i settant’anni, le bottiglie prodotte sono solo 8 mila, solo botte grande. E’ un vino che si apre lentamente, parte sornione, in sordina. Come un grande barolo. Per sprigionare via via note di grafite, di fragranti more condite da spiccate sensazioni balsamiche che introducono a un palato di razza. E’ sottile, complesso, con un tannino saporito e di eccezionale fattura che detta i tempi di una progressione soffusa e intensa. La beva? Di superiore e cristallina naturalezza gustativa. Sa di Etna, sa di mare, non finisce mai. E’ il mio vino”.



“L’Etna è un nord nel sud. Neve in inverno, elevata escursione termica giorno-notte, piovosità doppia rispetto al resto della Sicilia. Tutta un’altra storia, tutto un altro fascino. La montagna con il vizio del fumo è una vera calamita. In pochi chilometri si va dai riflessi degli scogli sul mare blu cobalto – per dirla alla Dalla – ai crateri di questo vulcano che proprio non sa star fermo. In mezzo una realtà di vigne ad alberello che si arrampicano tra terrazzamenti e muretti a secco.
La viticoltura – giocoforza – è prettamente manuale, al più si fa affidamento sul fedele mulo; il nerello mascalese e cappuccio dominano tra i rossi, u’ carricante è al governo tra i vitigni a bacca bianca. Già nel 1700 le vigne che dall’Etna guardano la Calabria erano famose per la produzione di un ottimo vino. Lo sapevano bene gli inglesi – già ingolositi dal Marsala – che trasportavano sulle loro navi botti colme di questo vino scuro (ma non troppo) e particolarmente pregiato.
Il vino, prima di affrontare il mare, riposava nel porto di Riposto, un comune ai piedi dell’Etna sul versante Nord-Est. Allora come oggi è il ripiddu, la ghiaia di lava nera, a marchiare in modo indelebile questi vini. Difficile trovare altri esempi in cui da un calice si è in grado di evocare con la stessa intensità il luogo d’origine. Sarà per le vigne ad alberello secolari – alcune delle quali prephiloxera – per il terreno ricco di scheletro o per gli appezzamenti che arrivano anche a 1.500 metri di altitudine: un piccolo record.
“Da un territorio meraviglioso possono provenire solo grandi vini”. Sposiamo in pieno la legge non scritta di Salvo Foti, paladino del territorio etneo, colui che a colpi di cru e impianti eco-sostenibili ha lanciato la riscossa di quest’angolo di Sicilia”.
(Lorenzo Ruggeri)

Foodie - 14 12 2010 - "A' Muntagna" di Lorenzo Ruggeri - Il Musmeci 2007 della Tenuta di Fessina


“Foodie. Comunicare di gusto” is about the wines of the Muntagna. Among the wines tasted, “real world-beaters” acccording to Lorenzo Ruggeri: Il Musmeci 2007 is his wine.

“I have to admit that I really like Il Musmeci, a wine dedicated to the man who has passed all his life preserving with passion these olde vineyards, the “Vigne di Fessina”. Here in Cotrada Rovittello the average age of the vines ,grown at alberello, is almost eighty years. The bottles produces are only 8,000 and big barrels are used. It is a wine which opens slowly, like a great Barolo. Then it releases notes of graphite, blackbarries and lively balsamic sensations. It is a complex wine, with savory tannins and an intense progression. In the mouth it has a high and limpid gustative naturality. It recalls the Etna, the sea, and the taste never ends. It is my wine”.

domenica 12 dicembre 2010

“Le donne del vino siciliano: ambasciatrici della Sicilia nel mondo”. Talk show a Roma il 17 dicembre: presente anche Tenuta di Fessina


“Ancora un bacio, Vulcano....
così che mi sia dato assaporare a bocca piena
e sentirmi sulle guancie il vasto ardore
dei tuoi abissi! Eccomi pieno di te!
Mi sento nelle vene e porto con me
la porpora schiumante di tutte le aurore della terra!
Le mie orecchie sono gonfie dell'ondulosa sinfonia
delle tue fiamme discordanti
che si slanciano a meraviglia
in lunghi accordi serici....”

Da “L’aeroplano del Papa”, Filippo Tommaso Marinetti

Da Ribolle l'Etna di zolfi ardenti...


Per venerdì 17 dicembre è prevista a Roma una bella iniziativa, cui partecipiamo anche noi come Tenuta di Fessina: “Donne, Territori e Vini di Sicilia”, l’elemento femminile del tessuto produttivo vitivinicolo della Sicilia come punto di forza in termini di innovazione e competizione, con particolare attenzione al rapporto e alla funzione di rappresentanza del vino dell’isola sui mercati del mondo.

Nella “Giornata mondiale della donna rurale”, occasione importante dedicata alla figura femminile in agricoltura che l’Istituto della Vite e del Vino della Regione Siciliana ha deciso di dedicare, con una serie di appuntamenti di scena a Roma, alle donne del vino di Sicilia (info: www.vitevino.it), si terrà al Ministero delle Politiche Agricole, con l’edizione n. 10, il Premio “De@Terra” che il Ministro delle Politiche Agricole Giancarlo Galan consegnerà a cinque imprenditrici agricole come segno di incoraggiamento allo sviluppo dell’imprenditoria agricola femminile e quale riconoscimento alle imprenditrici dell’impegno profuso e dei risultati conseguiti.
A Palazzo Ruggeri, la ristorazione romana incontra “Donne, territori e Vini di Sicilia”, con degustazioni in collaborazione con Ais - Associazione Italiana Sommelier di Roma.

Nella “Terrazza Civita” il talk show “Le donne del vino siciliano: ambasciatrici della Sicilia nel mondo”. Palazzo Ruggieri ospiterà anche la cena di gala “Sapori e Vini di Sicilia si incontrano”, a cura dello chef Natale Giunta ed in collaborazione con Ais Roma.

A rappresentare il “femminile” della Sicilia del vino ci saranno: Carmela Dibella della cantina Icone (Noto), Vinzia di Gaetano di Firriato (Trapani ed Isole Egadi), insieme a Laura Savoca di Gigliotto (Piazza Armerina), Mirella Tamburello di Tamburello (Monreale), Enza Laufaci di Laufaci (Messina Faro), Mariangela Cambria di Cottanera (Etna), e da Lilly Fazio di Fazio (Erice) a Carolina Cucurullo di Masseria del Feudo (Agrigento), da Marilena Barbera di Barbera (Menfi e Lago Arancio) a Silvia Maestrelli di Tenuta di Fessina (Etna), da Stefania Lena di Fatascià (Monreale) a Francesca Tonnino di Tonnino (Segesta), da Caterina Tamburello di Pellegrino (Marsala) a Rita Russo di Limonio (Monreale), fino a Annamaria e Clara Sala di Gorghi Tondi (Mazara del Vallo), Margherita Platania di Feudo Cavalieri (Etna), Paola Lantieri di Punta dell’Ufala (Isole Eolie) e Silvana Conte di Conte Alambicco di Sicilia (Marsala).



Per la zona della Muntagna – l’ Etna, territorio unico, microcosmo che dà origine a vini di tradizione antichissima, con caratteristiche sempre diverse – saranno presenti, oltre a me, Mariangela Cambria per Cottanera e Margherita Platania per Feudo Cavalieri.

La nostra Tenuta di Fessina partecipa alla degustazione dei vini siciliani con i vini Etna DOC Erse 2009 e Il Musmeci 2007, oltre ad Ero 2009, da Nero d’Avola in purezza.




Dalla presentazione dell’iniziativa:

“È uno dei luoghi naturalisticamente più importanti d’Italia, data la presenza del vulcano attivo più alto d’Europa. Questa terra purpurea come la lava, unica al mondo, va dall’Etna ai caratteristici paesi: comuni antichi, ricchi di storia, beni artistici ed ambientali. Questo luogo si racconta attraverso i suoi ambienti differenti per morfologia e tipologia: le sue coltivazioni fino a mille metri, le colline, i fitti boschi, i tornanti che cingono il monte, i rigogliosi frutteti e le coltivazioni di pistacchi, i caratteristici muri a secco di nera pietra lavica, le zone brulle e quelle urbanizzate. E anche di come non abbia eguali nella viticoltura: alle pendici del vulcano si producono vini dalle caratteristiche sempre diverse, grazie al gioco dei climi e dei suoli che fanno dell’Etna un piccolo continente. Una viticultura di montagna praticata in piena fascia solare, con condizioni pedoclimatiche uniche ed irripetibili, fa dell’Etna la nuova frontiera dell’eccellenza enologica siciliana. Ad interpretarla alcuni marchi storici del vulcano come Benanti, Cottanera, Scamacca del Murgo, Torre Palino ma anche dinastie del vino siciliano che in quelle terre nere hanno voluto investire come Firriato, Tasca d’Almerita e Planeta. Qui la viticoltura ha origini antichissime. Inoltre, il vino dell’Etna, nelle sue tre tipologie rosso, bianco e bianco superiore, inoltre, è stato il primo vino siciliano da tavola ad ottenere il riconoscimento della denominazione d’origine. Vini unici al mondo, frutto di una viticoltura eroica, con cultivar autoctone per eccellenza, Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Carricante che soltanto il territorio etneo può esprimere al massimo”.

Presentazione i' Vigne Di Fessina - Ita

On December 17, in Rome, I will talk about our wines Il Musmeci, Ero ed Erse, during the event "Donne, territori e vini di Sicilia", talk show dedicated to women in Sicilian viticolture. The event will take place at Terrazza Civita di Palazzo Ruggieri at 4 p.m.

venerdì 3 settembre 2010

Ribolle l'Etna di zolfi ardenti....

Da Ribolle l'Etna di zolfi ardenti...

“Che qual fe mai ribolle Etna di zolfi ardenti, in gran faville divampa il mar, non che campagne, e ville….”
Conte Lorenzo Magalotti



Visita, in agosto, ai crateri sommitali dell’Etna…nubi ardenti, il bollore giallo-sole dello zolfo, uno spettacolo lunare…




I vigneti di Fessina
Presentazione i' Vigne Di Fessina - Ita

mercoledì 18 agosto 2010

Teatro "domestico" a Fessina per Calici di stelle 2010..."La natura debb’essere il modello, l’arte debbe essere il mezzo per imitarla”

Da CALICI DI STELLE 2010 NELLA TENUTA DI FESSINA

Con Giancarlo Conte, Vicepresidente dell’IRVV, nella bottaia di Tenuta di Fessina


“Credono alcuni che il ben recitare consista nel parlar naturalmente come d’ordinario si parla; altri che dipenda dal declamare con voce alterata, con atti ricercati e con azione appresa come una specie di mestiere. S’ingannano e gli uni e gli altri.La natura debb’essere il modello, l’arte debbe essere il mezzo per imitarla”.
Da “Teatro Domestico o vero Trattenimenti drammatici. Da rappresentarsi senza decorazione scenica per divertimento delle conversazioni e per istruzione della gioventù” del Conte Giovanni Giraud

Da CALICI DI STELLE 2010 NELLA TENUTA DI FESSINA

L'attore Filippo Renda



Ci ha dato una grande emozione l’esperimento di "teatro domestico" ambientato per Calici stelle a Fessina…

Filippo Renda, giovane e bravo talento palermitano, ha regalato ai nostri winelovers una vibrante interpretazione della famosa tirata della lucertola in “Non si sa come”, una delle ultime opere di Pirandello. Suggestivo palcoscenico naturale il nudo pozzo di pietra lavica a ridosso dell’antico palmento di Fessina, sospeso nel tempo, in un’atmosfera altalenante tra il presente e il passato, che ha amplificato quella dimensione doppia, quasi magica, che a Fessina si respira, la dimensione della realtà e del sogno, elementi alla base anche del magnifico testo del grande drammaturgo girgentino.


Vite ottuagenaria di Fessina


Una magia naturale che abbiamo cercato di far emergere, per Calici di stelle, attraverso l’abbinamento del vino dell'Etna col teatro, perché mi piacerebbe che Fessina divenisse, negli anni, una sorta di palcoscenico "domestico", come era in uso, mutatis mutandis, nelle residenze patrizie di tutti i secoli, dove si recitava in spazi teatrali improvvisati e dove un “semipubblico” di amici sensibili riusciva a godere di un’accoglienza familiare e del piacere di una recita privata, tutto allo stesso tempo. Questo il mio sogno per Fessina, un continuo CUNTU...per rintracciare e trasmettere la complessità avvolgente della cultura mediterranea.



Tra i nostri graditissimi ospiti, anche il giornalista di Milano Finanza Sicilia Umberto Ginestra, in compagnia di Giancarlo Conte, Vicepresidente dell’IRVV, l'importatore Alessandro Corso, gli amici Lidia e Ugo, Alberto, Maria, Nino,,…






....e il giorno dopo a Segesta con l’amica Alma Torretta, all’ombra di quel tempio di straordinaria bellezza che veglia i vigneti del nostro chardonnay NAKONE (ex-SE, a cui il Blog Grappolo Rosso dedica una nota di nostalgia QUI).

Blog Grappolo Rosso - 17 08 2010 - Anteprima Tenuta Di Fessina Nakone '10

lunedì 19 luglio 2010

Toscana e Sicilia unite nel bicchiere. Le interviste video di Antonio Carreca allo Shalai Restaurant di Linguaglossa

Da Allo Shalai Restaurant


L'Eco delle Aci diffonde on line un esaustivo e curatissimo reportage sulla nostra serata di degustazioni allo Shalai Restaurant di Lunguaglossa, dove gli amici Luciano e Leonardo Pennisi hanno inaugurato il ciclo di serate dedicate ai produttori proprio con i nostri vini di Villa Petriolo e Tenuta di Fessina. Siamo onorati di aver avuto l'opportunità di ambientare in questo splendido scenario all'ombra dell'Etna l'ennesima tappa della promozione "in tandem" dei territori da cui i nostri vini nascono....



Tra i nostri graditissimi ospiti, il giornalista Antonio Carreca, che ha raccontato, nell'articolo de L'Eco delle Aci appena pubblicato, con video e foto, l'incontro conviviale allo Shalai.

"Sicilia-Toscana, andata e ritorno.
Un viaggio continuo, fatto con impegno, sacrificio e tanta, tanta passione.
Due grandi regioni riunite in un grande amore, quello che Silvia Maestrelli nutre nei confronti del vino e della terra che lo produce.
Un amore che viene continuamente alimentato e che cresce sempre più.
Un amore che Silvia, donna del vino, racconta di giorno in giorno, di mese in mese, di anno in anno; a modo suo. Col nettare che produce e che presenta con orgoglio.
Il 12 luglio scorso i vini di Villa Petriolo e quelli della Tenuta di Fessina, per la prima volta tutti insieme, sono stati presentati ufficialmente in Sicilia, a Linguaglossa, sull’Etna.
Un evento importante, celebrato nell’elegante e suggestiva cornice dello Shalai Resort, altra “storia” di passione e sacrificio scritta questa volta da Luciano e Leonardo Pennisi. (...)"

(Antonio Carreca)

Grazie infinite a tutti i nostri ospiti e ad Antonio Carreca per la cura con cui ha riportato questa serata per noi così importante.





L'Eco Delle Aci - 18 07 2010 - Toscana e Sicilia Nel Bicchiere

sabato 19 giugno 2010

Etna, l'imparagonabile.




Quando penso all'Etna, mi piace ricordare Dominique Vivand Denon nel suo “Voyage en Sicile”, itinerario percorso da un gruppo di artisti per conoscere le antichità classiche ed i fenomeni naturali della Sicilia, nel 1778. Dopo la scalata dell’Etna, si legge: “Tutto ciò che la natura ha di grande, tutto ciò che ha di piacevole, tutto ciò che ha di terribile si può paragonare all' Etna, e l'Etna non si può paragonare a nulla”.

Federico e gli amici Helmuth Andergassen e Lukas nella scalata ai crateri sommitali, come Vivand Denon...

lunedì 10 maggio 2010

Etna morning...


Una foto meravigliosa scattata da mio marito Roberto, una mattina che è andato a vedere l'alba dall’Etna, camminando sulla neve per 22 km…


“Ieri il vento che soffia dalla Tunisia portava aria umida che sfumava in grigio ocra il cielo. Sul monte la chiamano la nebbia della lupa. Nella notte una pioggia serena ha spurgato il cielo. Ora il sole ha asciugato e un alone rosa è rimasto su case e cose. Le campagne sono come femmine sporche d'amore. L'argilla, la sabbia è un seme di fertilità che asciuga sulle labbra e sulla pelle nel tepore del mattino…”.
(Federico Curtaz)

sabato 8 maggio 2010

I vini della Tenuta di Fessina e Villa Petriolo a ROVITTELLO DEGUSTA

Da I vini della Tenuta di Fessina a ROVITTELLO DEGUSTA

Con Lavinia e gli amici Lidia e Brandon


Una bellissima giornata di sole, quella del primo maggio da Etna Nocciole, che ha ospitato la prima edizione della manifestazione ROVITTELLO DEGUSTA.
Tra i vini in degustazione a Rovittello (nel Comune di Castiglione di Sicilia), tutta la nostra linea di produzione, i siciliani della Tenuta di Fessina e i vini toscani di Villa Petriolo.

I nostri complimenti e un grande grazie agli amici Giusy e Nino che hanno curato tutti i dettagli con tanta passione.



Numerosi i visitatori in cerca delle delizie del Vulcano, vini Etna DOC e prodotti tipici della zona dell'Etna. Un parco verdissimo ad accoglierci e la Muntagna a vegliare su di noi.

Alla prossima edizione di Rovittello Degusta, arrivederci ai tanti amici che abbiamo incontrato!




On diVINando goes on the promotion of the Etna and the beauties of Sicily.

On May 1st the best wine and food products were presented at Etna Nocciole, where took place the 1st edition of the event ROVITTELLO DEGUSTA. Among the numerous wineries and food companies, we were present with the tasting of all our wines, from Tenuta di Fessina and Villa Petriolo.

martedì 27 aprile 2010

Vinitaly 2010: il vino più buono, le cantine migliori. L' intervista di Cronache di gusto ai guru dell'enogastronomia


(...) hai visto le generose
montagne siciliane coperte di vigneti.
Hai bevuto a Messina, a Palermo e sull'Etna;
Catania ti ha riempito il calice...


Jan Andrzej Morsztyn
- Georgiche (1643-1644) –


Il vino più buono, le cantine migliori, al Vinitaly 2010. L’articolo di Laura Di Trapani e Manuela Laiacona, apparso ieri su Cronache di gusto, pubblica i giudizi di dieci tra i più autorevoli giornalisti dell’enogastronomia sulla fiera veronese di poche settimane fa: Fabio Giavedoni, co-curatore della guida ai “Vini d’Italia” di Slow Food, Licia Granello, inviata del quotidiano La Repubblica, Monica Larner, corrispondente italiana di Wine Enthusiast Magazine, Carlo Ottaviano direttore editoriale esecutivo di Gambero Rosso, Davide Paolini, il Gastronauta e giornalista de Il Sole 24 ore, Mauro Remondino, responsabile di cibo e vino per il Corriere della Sera, Michele Shah, inviata per Wine business International e Sommelier India, Alessandro Torcoli, capo redattore di Civiltà del Bere, Enzo Vizzari, direttore Guida ai Vini d’Italia de l’Espresso, Franco Maria Ricci, presidente Ais di Roma e direttore della rivista Bibenda.

Lusinghiera la menzione di Michele Shah, che cita i nostri vini di Tenuta di Fessina - insieme a quelli di Benanti ed i prodotti biologici di Salvo Foti - tra i vini più buoni degustati al Vinitaly.



Tra i “terroir” ritenuti migliori, l’Etna ed il panorama vinicolo siciliano riscuotono forti consensi. Ma molte sono le zone in crescita. Lo spunto di riflessione che ci offre Franco Maria Ricci ci pare davvero interessante per procedere con ancor più impegno ed entusiasmo:

“In occasione del Vinitaly non si fa una comunicazione efficace sul vino, si è raccontata la manifestazione dal punto di vista del business. Si sono investiti i soldi nelle degustazioni. I media che hanno seguito l’evento, dai giornali ai programmi televisivi, come al solito non hanno dato il senso della cultura di questo prodotto. E’ vergognoso che ci siano dieci milioni di persone che conoscono il vino e altre cinquanta che lo ignorano. Un evento importante che andava comunicato è che quest’anno molti giovani sono venuti al Vinitaly per assaggiare e conoscere il vino, quando invece negli istituti alberghieri si dedicano solo cinque ore di studio al vino in cinque anni. È necessario soffermarsi invece sul valore artistico e culturale del vino, è necessario fare capire il vino”.


Buon lavoro a tutti i vitiCultori italiani!

mercoledì 11 novembre 2009

Dei modi più eleganti di scendere dai tacchi. Galatea, più dolce di un grappolo maturo...dell'Etna



Ad una bellissima ninfa del mare è dedicato questo mercoledì Dei modi più eleganti di scendere dai tacchi.

Galatea, una delle cinquanta Nereidi della mitologia greca, abita il fondo dell'oceano. Rappresentata in tutto il suo splendore, durante il Rinascimento, su una conchiglia trainata da delfini, protegge i marinai.


Raffaello Sanzio, Trionfo di Galatea, 1512




(...) Lì seduto,
poggia ai suoi piedi il pino, che gli serve
come fosse un bastone, ma più adatto
a reggere le antenne, e, preso in mano
lo zufolo legato in cento canne,
fa risuonare intorno i monti e il mare
del suono pastorale. Ben celata
dietro una rupe, in grembo ad Aci mio,
ascolto da lontano. Alle mie orecchie
giungono le parole: – O Galatea,
più candida del candido ligustro,
più fiorita dei prati, più slanciata
dell’ontano e più splendida del vetro,
più scherzosa di un tenero capretto,
più leggera dell’acqua contenuta
nelle conchiglie ruvide per l’onda,
più gradita del sole nell’inverno,
più gradita dell’ombra nell’estate;
più nobile dei frutti, più attraente
d’un altissimo platano, del ghiaccio
tu sei più trasparente; sei più dolce
di un grappolo maturo; sei più molle
delle piume del cigno e più del latte
appena coagulato; se non fuggi
sei bella come un orto quando è irriguo.

Eppure, Galatea, sei più feroce
dei giovenchi indomati, sei più dura
d’un albero di quercia secolare,
più fallace dell’onda, più indolente
delle verghe dei salici e i vitigni;
più salda di uno scoglio come questo,
più rapida del fiume, più superba
d’un pavone lodato; sei pungente
più delle spine ed aspra più del fuoco
più torbida di un’orsa che ha sgravato;
sei più sorda dei flutti, più aggressiva
di un serpe calpestato; più fugace,
(oh, potessi impedire che lo fossi!)
non soltanto del cervo intimorito
dai latrati dei cani, ma perfino
del vento più veloce e della brezza.
Quando mi conoscessi, certamente
non vorresti fuggire. Rifiutando
un qualsivoglia indugio, tu per prima
vorresti trattenermi. Sì, possiedo
degli antri naturali, in roccia viva:
sono parte del monte, dove il sole
non si sente d’estate, né d’inverno
si sente il freddo; e molti bei frutteti
stracarichi nei rami, ed ho filari
lunghissimi di viti, dove i chicchi
brillano come l’oro, ed uve rosse.
Le conservo per te, queste e quelle altre.






Galatea, Gustave Moreau, 1880


E' il ciclope Polifemo che parla, nelle Metamorfosi di Ovidio. Al suono del suo flauto, cerca di attirare la meravigliosa Galatea di cui si è invaghito.



Teatro della vicenda, l’area vulcanica e costiera dell’Etna, da sempre ricca di fonti come tutto il complesso territoriale della montagna.


L'Etna vista dalla Tenuta di Fessina



Protagonisti di questa storia tipica della Magna Grecia: Polifemo, ciclope innamorato; Aci, giovane e aitante pastore etneo; Galatea, una delle cinquanta ninfe del mare, le Nereidi, figlie di Nereo e Doride (...).
Aci, il pastorello, è bellissimo. Galatea ne è innamorata. Polifemo è innamorato di Galatea. Ecco quindi il triangolo dell’amore che non tarda a creare guai con l’aggiunta di un tocco di distruttiva gelosia. In un suo primo tentativo Polifemo cerca di adescare la sua ninfa preferita con il suono di un flauto (simbolo evidente di lussuria), ma la cosa non riesce. La rabbia arriva immediatamente, moltiplicata poco dopo dal fatto di sorprendere Galatea e Aci insieme.
Polifemo prende una roccia e la scaglia contro Aci, colpendolo (i ciclopi amano l’uso delle rocce come proiettili – una riprova è nell’Odissea con il bersaglio/Ulisse prescelto dai ciclopi in quell’epopea).
Il bel pastore è colpito a morte, ma Galatea, in un ultimo tentativo di tenerlo in vita, trasforma il sangue del suo amato in acqua di sorgente. Aci diviene così un dio fluviale.



Georg Friedrich Händel, Aci, Galatea e Polifemo

Un'altra versione del mito narra che gli dei, mossi a pietà dallo strazio della dolce Galatea, decisero di trasformare il corpo dell'amato pastorello in sorgenti d'acqua dolce che sgorgavano dai pendii del vulcano.



Tutti in Sicilia furono colpiti dall'amore disgraziato di Aci e Galatea e, in memoria del pastorello, fu deciso di usare il prefisso Aci per nominare tanti paesi della costa. Ben nove i centri della Sicilia orientale che portano il ricordo di questa leggenda.

Fra Aci Reale e Aci Trezza, nel paese di Capo Mulini sulla costa, esiste infatti ancora oggi una sorgente chiamata “Il sangue di Aci”. Sono sbocchi di acqua dolce che, nella provincia catanese, gorgogliano anche in mare: Aci si presenta agli amanti delle escursioni marine con spinte verso l’alto di acqua fredda e non salata, che proviene da spaccature nel fondo marino.

C'è da immaginarsi che il dio fluviale Aci stia riabbracciando la sua candida e dolce Galatea...

domenica 1 novembre 2009

San Martino sull'Etna, con vin novello e castagne



Si avvicina l'inverno e ci porta i suoi sapori.


L'11 novembre, sull'Etna, si festeggerà questa ricorrenza dedicata a San Martino, culto di origine gallica che nel Cristianesimo acquisisce la funzione di Capodanno contadino.



Notissima la leggenda della cappa: figlio di un militare, Martino aveva la carriera già segnata. A quindici anni, nel 332, entra nell'esercito divenendo circitor, con il ruolo di ronda notturna a cavallo per sorvegliare le guarnigioni. Una notte, sulla porta di Amiens in Gallia, Martino incontra un poverello, tremante di freddo. Martino, non avendo altro a disposizone, sfodera la spada e divide in due la clamide che porta sulle spalle, donandone una parte al povero incontrato sul cammino.



Una volta San Martino era anche il periodo in cui si faceva baldoria, si svolgevano grandi fiere di bestiame, si facevano i fuochi, si allestivano banchetti innaffiati da vino novello. Il vino novello, infatti, è pronto proprio in questi giorni: "Per San Martino si spilla il botticino", una delle tante varianti di detti popolari.

Anche ai piedi dell'Etna si è pronti ad onorare questa antica usanza, che ricade, poi, in un momento favorevole, la cosiddetta estate di San Martino: infatti, dopo le piogge di fine ottobre ed inizio novembre, spesso di questi tempi ritorna il bel tempo, con il sole autunnale a scaldare le giornate. In Sicilia quel giorno termina l’estate, stagione che sull’isola si prolunga realmente fino a primi giorni di novembre, quando le falde del vulcano Etna, innaffiate dal tepore del sole e del vino novello, accolgono moltissimi visitatori in cerca di paesaggi mozzafiato e prodotti tipici della “Muntagna”.





In quest’occasione, l'11 novembre dalle ore 17.00 alle 22.00, Etna Nocciole, specializzata nella produzione delle pregiate nocciole, apre le proprie sale-degustazione immerse tra i floridi vigneti in Contrada Rovittello, nel Comune di Castiglione di Sicilia: sarà possibile assaggiare cibi caratteristici di questo periodo, castagne, noci, l’ottima salsiccia dell’Etna, tutti i prodotti locali quali le creme ed il pesto di nocciola, di pistacchio, miele in tutte le varianti, le salse siciliane, la pasta reale, i croccantini, il torrone, i liquori, fuoco del vulcano, mandarinetto, lemoncello, l'olio nuovo dell'Etna da agricoltura biologica…

Grande attrattiva per il turista enogastronomico risulta la profonda simbiosi tra la natura del territorio vulcanico, unico e variegato, a tratti selvaggio, ed i grandi vini che l’Etna regala: presso Etna Nocciole l’ Etna DOC può essere gustato prodotto da numerose aziende - dalle più rinomate a piccole realtà emergenti - così da cogliere le differenti caratteristiche di vini provenienti da un territorio tanto circoscritto quanto vario.





Per San Martino anche l’ eccellente vino novello dell’Etna, vivace e profumato, accompagnerà il paniere dei prodotti del vulcano in assaggio, che sarà possibile acquistare anche in graziose ceste personalizzabili, ideali come strenne natalizie. Per i palati più ghiotti, i dolciumi di questa festa: immancabile “u viscottu i San Martino abbagnatu nn’o muscatu" (il biscotto di San Martino aromatizzato all’anice e tuffato nel moscato) o nel vino appena spillato.



Se pensate ad una gita fuori porta in Sicilia, per San Martino visitate gli amici Nino e Giusy. In assaggio anche i nostri vini della Tenuta di Fessina!






Informazioni presso ETNA NOCCIOLE:

Frazione Rovittello - 95012 Castiglione di Sicilia (CT) -
Uscita Autostrada A18 - Fiumefreddo, seguendo le indicazioni per Linguaglossa – Randazzo - Tel/Fax 0942 986330 - Cell. 339.8246130/347.9532403 - etnanocciole@hotmail.it - www.etnanocciole.org

martedì 27 ottobre 2009

La provola "affucata" dell'Etna



Inutile che ti fai manzu, cascavaddi mei nun ti ni manci chiù
Proverbio siciliano
(E' inutile che ti fai mansueto, formaggi miei non te ne mangi più. E' la frase di un pastore rivolta verso il mare dove aveva perduto un carico di formaggi per la tempesta. Non fidarsi delle apparenze)



Una pietanza che sull'Etna si assaggia sempre con golosità è la provola "affucata", infuocata o "impiccata", come i siciliani la chiamano per il modo che usano di affumicarla: appeso ad una corda, il formaggio affumica infatti a fuoco vivo. Gustosissima la pasta filata che se ne ricava.

Assolutamente da ricercare la produzione di caci e ricotte in tutta la Sicilia, che sull'isola vanta origini antichissime: da sempre il classico companatico per colazioni, pranzi e cene, il formaggio siciliano ha un sapore deciso che ben si accompagna agli altri prodotti saporiti della zona.



Da Etna Nocciole, il nostro rivenditore di vini della Tenuta di Fessina per la zona dell'Etna, domenica scorsa un bel gruppo di motociclisti ha assaggiato le prelibatezze della "Muntagna". L'Etna, anche di questa stagione, conserva un fascino irresistibile per escursioni nella natura. I prodotti tipici di questi luoghi ad arricchire il viaggio...