domenica 30 novembre 2008

quel sottile fascino dello snob....

Continuano a ripetermi che sono una "snob"... Non si nasce snob, si sceglie di esserlo. Ma, secondo voi, io sono snob?



Personalmente, penso che il concetto di snob si sia evoluto. Oggi non significa più avere la puzza sotto il naso - cosa che io non ho - è piuttosto un modo di uscire dalla banalità dell'esistere. E poi, Voltaire diceva che tutto ciò che è superfluo è snob... E se avvicinassimo il concetto di snob (sine nobilitate…) a quello, seducente, di dandy?

Silvia ai raggi x:

- stile: definirei il mio stile “concreto”
- personalità: non temo di mostrare il mio carattere ed i miei lati negativi, anzi, mettendoli in evidenza. Politically NO correct. Ignoro ciò che non mi interessa, con il rispetto dovuto. Cerco di soddisfare tutti i miei desideri e quelli delle persone che amo, spesso non sono compresa. Reputo che niente sia trasgressivo, se intensamente desiderato.
- cibo e vino: qualità assoluta. Poco importa la firma, conta l'unicità.

Un giorno, se avrò la fortuna di incontrare Antonius Moonen, che dello snobismo ha fatto una vocazione, o almeno così ho letto, vorrei chiedergli direttamente: MA IO SONO UNA SNOB? Per il momento, lo chiedo a voi, SONO O NO UNA SNOB?

Spunti di riflessione: a parte il Manuale dello snob di Moonen - che affronta in chiave ironica (ma neanche poi tanto) lo snobismo come forma necessaria di difesa nell’epoca dell’impero del reality, della mediocrità, dell’omologazione - non posso non riportare questo post, che mi ha fatto sorridere…
A proposito di quel sottile snobismo.


"C'è una particolare forma di snobismo che non rifiuta l'oggetto e il discorso di massa, ma che se ne appropria invece, declinandolo però a suo modo, traslandolo in un dominio più esclusivo.

Prendi un bicchiere di plastica, ma lo fai in vetro. (…) In altri termini, è come avere un pacchetto di fazzoletti di carta, che invece sono di seta. Lo snobismo sta nell'ingannare con la forma e l'apparenza, perché non c'è snob senza un auditorio. Crusoe non sarebbe mai stato snob, da questo punto di vista.
Insomma: invita gente a cena e sei un po' raffreddato: ti soffi il naso con fazzoletti di seta, poi li appallottoli e li getti via. Offri un buon rosso - uno di quelli di quella cantina che neanche il Creatore conosce, roba esclusivissima - e lo servi in bicchieri che sembrano usa e getta.
Il risultato è garantito qualora, consumato il prezioso nettare, schiacci il bicchiere con la mano bella stretta a morsa. Bada che il filo di sutura sia del semplice filo di sutura. Hai già fatto abbastanza il fenomeno per questa sera".

Il fascino discreto dello snob...;-))

4 commenti:

Francesco Diana ha detto...

questo post è bellissimo..e poi io adoro essere dandy e mi riconosco in quello che dici...kiss Silvia e continua sempre cosi..:) Francesco

silvia ha detto...

Benvenuto carissimo Francesco e grazie

Antonio ha detto...

Leggerò il libro che suggerisci...
Secondo me lo snob in senso classico tende a distingursi per escludere gli altri..si pone al di sopra indipendentemente dal fatto che poi lo sia o meno..o magari solo per questioni piccole e formali..
C'è poi che si innalza sulla "massa" non perchè ne abbia la volontà, ma solo perchè ha più stile, più curiosità, più originalità..e chi lo vuol seguire..faccia pure...è un circolo aperto..
Secondo me tu fai parte di questa categoria, almeno vedendo le frasi, le canzoni, i quadri che citi..

silvia ha detto...

Ma grazie, Antonio...un post che era poi anche una provocazione ;-). L'immaginario del vino è così ampio ed investe talmente tanti aspetti della vita di ciascuno, che basta mettersi in posizione di ascolto...le suggestioni arrivano naturalmente. I racconti, poi, funzionano da "richiamo" in maniera splendida...La curiosità guida tutto. Grazie per le tue parole buone...a presto. ps: fammi sapere del libro, se ti è piaciuto...