mercoledì 4 febbraio 2009

Dei modi più eleganti di scendere dai tacchi. Ava Gardner, l'ammaliatrice



Incanta, Ava Gardner.

Per il fascino ferino, si dice da più parti. E’ bella, inequivocabilmente bella. Ma è qualcosa di più… è carnale e solare allo stesso tempo, ombra e luce, antico e moderno. E incarna alla perfezione, nell’immaginario collettivo, il modello della donna conturbante, pericolosa per tutti gli uomini che se ne innamorino…Dal potere di seduzione intramontabile ancora oggi, su uomini e donne. Personalmente, su DiVINando avevo già dichiarato la mia ammirazione per la divina Ava Gardner qui…Ne parlo di nuovo, ammaliata, per Dei modi più eleganti di scendere dai tacchi, l'appuntamento del mercoledì su DiVINando.




Questo fascino inquietante, oscuro, è sicuramente anche il portato di un fenomeno conosciuto, la “misteriosa «identificazione» tra cinema e vita che spesso le ha attribuito ruoli di donna incapace di governare il proprio sex appeal, troppo indifesa di fronte ai sentimenti e troppo trasgressiva di fronte alle leggi sociali. Non a caso fu l' interprete perfetta (in compagnia, appunto della Brooks o della Tierney) di quei melodrammi estremi e folli, «deliranti» si diceva, dove la logica della realtà cedeva di fronte a quelle dell' amore e il lieto fine diventava un sogno impossibile. Due delle sue interpretazioni più alte e appassionanti arrivano adesso in dvd pubblicate contemporaneamente dalla benemerita General Video: Pandora (1951) di Albert Lewin e La contessa scalza (1954) di Joseph H. Mankiewicz”.


Ma quanto di Ava Gardner attrice sarà precipitato nella vita di Ava Gardner in carne ed ossa e/o viceversa?

“La contessa scalza”: sorta di meditazione sulla bellezza e le reazioni che suscita nel maschile. La vittima, al fine, la donna stessa. Un funerale apre il film, che è narrato, attraverso otto flashback, da quattro personaggi che hanno conosciuto ed amato la protagonista. E’ la storia di una donna, un'ammaliante danzatrice che balla a piedi nudi in un cabaret spagnolo, donna che nessuno sembra in grado di rendere davvero felice, sopraffatta dalle sue frustrazioni, anche sessuali. Il primo carnefice, però, si scopre che è lei stessa, alla ricerca continua di una libertà e pienezza di emozioni e sentimenti che nessun uomo le saprà mai dare...

Di una bellezza dolente, e così umana, la diva più diva di tutti i tempi.

11 commenti:

Antonio ha detto...

(Domenica al cinema)
Lascia che il cinema faccia la sua parte
come il fischio del vapore incanta i cani
la macchina da presa è amore e commercio
ombre e luce.

Voltati per un sorriso qui nel buio
tienimi la mano
guarda come corrono quei due nell'ombra
e che bagliori fa la gelosia.

Non impariamo mai
non impariamo mai.

lascia che il cinema faccia la sua parte
che sono tutti sogni
solo sogni
ombre e luce.
....

Ombra e luce, IVANO FOSSATI


Ciao Silvia, tu scrivi "ombra e luce". E quanto è vero! Quanti personaggi hanna patito la loro stessa bellezza, questo potere, chè tale è, che confonde gli altri, ma che finisce spesso, si potrebbe dire, col non poter essere gestito nemmeno da chi lo possiede. Che magnifica tiranna!
Quanti divi e dive hanno un destino di bellezza e solitudine? Però forse è questo vortice di sensazioni così "disarmoniche" che li rende così grandi..
Ancora una volta, forse, l'artista paga non con la vita, ma nella vita..
E' come se la bellezza volesse per sè dei sacerdoti, benedetti ma votati al martirio..

Il confiteor di Baudelaire: "..Si deve eternamente soffrire, o fuggire eternamente il bello? O Natura, incantatrice

spietata, rivale invincibile, lasciami! Smetti di tentare i miei desideri e il mio orgoglio! Lo studio della bellezza è un

duello in cui l'artista grida di sgomento, prima di essere vinto".

E adesso, devo trovare il cavalier servente di oggi...

silvia ha detto...

Antonio, ti aspettavo!!!
Quanto vere sono le cose che scrivi...la parola "sedurre" contiene l'idea della separazione, della distanza. Paradossale, no?!! che legami così forti da sembrare malie si basino proprio su questo concetto di seduzione...Forse dovremmo ripensare, oggi, anche il concetto di seduzione, per ovviare a danni che possono risultare anche fatali...tu che ne pensi?

Ombra e luce di Fossati: semplicemnte meravigliosa...grazie.

Mi dici chi vedresti come degno accompagnatore della Gardner?!!!!! Ostica, eh???

un abbraccio, buon pomeriggio.

Antonio ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Antonio ha detto...

Non lo sapevo Silvia, un'altra cosa che imparo..E'vero: seduttore è colui che separa...Grazie!
Cosa intendi per "ovviare ai danni"?

Devo ammetter che questa volta hai scelto un osso duro, con tutte queste contraddizioni..

Ma sto arrivando..

5 febbraio 2009 13.39

silvia ha detto...

caro antonio, ovviare ai danni...prevenirli, cercando di costruire relazioni incentrate sulla vicinanza e non sulla distanza, godere del piano orizzontale, piuttosto che di posizioni verticistiche. ricordo una bellissima frase - di sylvia plath? forse.. - che invita a costruire una comunicazione ed un' azione orizzontali. sul cucuzzolo si rischia di rimanerci da soli....fulgidi, ma irrimediabilmente soli.

troviamo compagnia alla divina???!!! ;-)

Antonio ha detto...

Per il cavaliere da affiancare alla (pericolosamente) conturbante dama di oggi credo che riparerò nuovamente in quel bacino infinito di personaggi che la letteratura ci fornisce....
Si tratta di una bellezza "prepotente", a quanto ho capito, una personalità soggiogante, volontariamente o involontariamente..
Avrei pensato a un personaggio, quindi, dotato di quel fascino spiazzante che deriva da una bellezza indiscutibile ed egoista, disinteressata di sè e quindi pienamente consapevole, orgogliosa e senza scrupoli..
Avrei pensato a Julien Sorel, il protagonista de Il rosso e il nero di Sthendal. Che ne dici?
Julien è un ragazzo di modeste origini, dotato di un viso d'angelo e di un'intelligenza fuori del comune, dai modi inconsueti per l'ambiente in cui viene educato, una maschera di nobiltà che dissimula un'ambizione bruciante e un disprezzo totale per quel ceto di nuovi e vecchi ricchi scampato al turbinio napoleonico (anzi, peggio che scampato, è quel ceto che riesce ad arricchirsi, senza onore, ad ogni ricamgio storico).
Questo il bagaglio che si porterà in città, nella "tana del lupo". E con questo, il nero, la sua ascesa sarà repentina e irresistibile...
Conquisterà donne ammirate e impossibili solo per il gusto di strapparle ad altri, rovinare le famiglie e sentirsi alfine degno di questa battaglia..
Ma alla fine, nella tragedia finale che come spesso accade arriva come una redenzione, si scoprirà anche capace di passioni e sentimenti, ci sarà il rosso...
La rovina di tutti i suoi progetti...

Che dici? Non sono due personalità conciliabili, ma credo che si attrarrebbero irresistibilmente..
I Greci direbbero che sono guidati dal Pothos..

Antonio ha detto...

E' difficile non stare sul cucuzzolo...
Una volta ho letto, non mi ricordo dove, che la bellezza fine a se stessa è un crimine..
E' vero..è uno spreco. Però, insisto, è difficile da gestire. Tu che sei una bella donna dovresti conoscere quella specie di circolo luminoso che ti avvolge quando entri in una sala. Il rispetto, se non la soggezione, che comunque sempre incute la bellezza..E non è nemmeno vanità, non sempre almeno, diventa forse una corazza per altre proprie debolezze. Credo, a volte..

silvia ha detto...

julien&ava...destini beffardi, mi vien da dire. potrebbero attrarsi, certo che sì, un bel mix...in un abbraccio pericoloso rischierebbero di soccombere entrambi...però.

mi piace da matti questo gioco di attualizzare e rileggere, accoppiare, miti - letterari, cinematografici,... - del passato.

giochiam giochiam!

grazie del complimento, antonio. l'"aspetto" grazioso aiuta, ma talvolta impone uno sforzo di "sostanza" più oneroso. sulle corazze, poi, il discorso si allunga...Ma trovo tutto così umanamente comprensibile e, a suo modo, bello.

Antonio ha detto...

E' vero, nel senso che la bellezza crea aspettative.
Però è un balsamo, un unguento, un biglietto da visita potentissimo: bisogna ricordarsi che 'estetica, cioè l'esterno di una persona, è la prima cosa che si conosce, accessibile a tutti, anche ai passanti.
Poi, approfondendo, si potrà pensare: peccato, tanta bellezza sprecata..(ma rimarrà, comunque, potente, l'idea di bellezza). Se inveve alla prima osservazione si aggiungerà anche l'ammirazione per l'intelletto, la personalità ecc...
Allora sarà estasi..

silvia ha detto...

innegabile, un vantaggio innegabile. ipocrita sostenere il contrario.

sull'estasi...vediamo di organizzarci per il futuro!!!!!! ;-)))))

grazie sempre, sono complimenti, i tuoi, che mi fanno molto piacere, fatti da persona sensibile quale ti sei fatta conoscere qui.

un abbraccio e buona serata.

Chiara Montefusco ha detto...

Ciao a tutti,
se qualcuno è interessato all'autobiografia di Ava Gardner "Ava Gardner, la mia vita" io ce l'ho. Scrivetemi all'indirizzo chiara.montefusco@gmail.com. Grazie e, spero, a presto!